Cultura Ellenica - Gli Dei ed il fato

La religione ellenica dei primordi fu molto semplice e basata su un concetto elementare: a varie forze della natura corrispondevano varie divinità.
Questo concetto era necessario per spiegarsi la causa dei fenomeni: perché si agita il mare? Ci sarà qualcuno che lo fa agitare e questo qualcuno non può essere che un dio, il dio del mare.
Le divinità delle origini vennero concepite sotto aspetto umano e ad esse erano attribuiti bisogni, difetti, vizi e virtù propri degli uomini; erano inoltre organizzate tra loro più o meno come si organizzava sulla terra una famiglia indoeuropea. Vi erano un capo supremo, Zeus, che aveva una moglie, Hera, e fratelli o figli di Zeus, ognuno dei quali sovrintendeva ad un’attività umana o ad una forza della natura.
Così Posidone era il dio del mare, Ades il dio dei morti, Febo il dio del sole e della poesia, Artemide la dea della luna e della caccia, Afrodite la dea della bellezza e dell’amore, Efesto il dio del fuoco e della tecnica, Atena la dea della saggezza e della sapienza, Ares il dio della guerra, Ermes il dio protettore dei commerci.

Col passare del tempo e l’avanzare della civiltà la religione ellenica si fece più complessa: le divinità si moltiplicarono, in quanto si sentì il bisogno di crearne delle nuove a simbolo di valori morali e concetti astratti (ad esempio nacque Temi, la dea della giustizia); gli dei vennero dunque visti come simboli di certe cose, non come entità vere e proprie. Con lo sviluppo della filosofia, i Greci più colti e intelligenti si staccarono dalla religione tradizionale, e concepirono una forza spirituale unica alla quale era soggetta tutta la natura.
Alcuni individuarono questa forza nel fato, nel destino, altri in un dio ignoto (in Atene venne innalzato un altare a questo dio sconosciuto), altri nel pensiero, che è la cosa più straordinaria ed immateriale esistente.
Molti si accorsero della drammaticità della condizione umana, rappresentata dal fatto che l’uomo tenta con le sue forze più nobili (l’intelligenza e il sentimento) di comprendere e dominare il mondo che lo circonda ma urta in ostacoli insormontabili, contro i quali intelligenza e cuore non valgono; primo fra tutti questi ostacoli è la morte.
Nacquero così i miti (favole e leggende con valore allegorico) che simboleggiavano proprio questa eroica lotta dell’uomo; furono miti quelli di Prometeo e di Orfeo (da quest’ultimo nacque addirittura una specie di religione, i «misteri orfici»).

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