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Il Sacco di Roma

I primi attacchi dei Visigoti: nei primi anni del V Secolo fu chiaro come i Germani non fossero più un nemico con cui ci si scontrava lontano da Roma, ma erano ormai una minaccia radicata all’interno del territorio dell’impero.
Tra questi, i Visigoti si spinsero dall’Oriente fino in Italia guidati da Re Alarico, assediando Milano nel 401.
I Visigoti vennero però sconfitti dal generale Stilicone, che liberò Milano e li allontanò per un breve periodo dall’Italia.
La Corte dell’Imperatore d’Occidente però non si sentiva comunque sicura, e la Capitale venne spostata da Milano a Ravenna.
L’Imperatore d’Oriente ormai non aveva più interesse ad occuparsi dell’Occidente, e da questo momento si afferma l’idea che le due parti dell’Impero costituissero due stati diversi.
I Germani irrompono dalle zone del Reno: nel 405, mentre i Visigoti si riversavano nuovamente in Italia e riuscivano a spingersi fino quasi a Firenze, i Vandali, gli Alani, gli Svevi e i Burgundi attraversarono il Reno ghiacciato e occuparono le Gallie.

In Occidente i barbari che facevano parte dell’esercito vennero epurati, e in tutto l’Impero si sviluppò un’ideologia antigermanica.
Il Sacco di Roma: nel 410 i Visigoti riuscirono a raggiungere Roma sempre sotto la guida di Alarico, e per tre giorni la città fu occupata e saccheggiata.
Questo fu per i contemporanei un evento epocale, poiché per la prima volta dopo otto secoli Roma subiva una occupazione straniera, segno che era finita un’epoca di gloria e prestigio.
I Germani in Occidente: di fronte alla fragilità militare e amministrativa dell’Occidente, una popolazione germanica dopo l’altra si riversò in questa parte dell’Impero, confiscando le terre, le provincie, i villaggi, le città, lasciando inoltre le infrastrutture più importanti senza manutenzione.
Molti ponti e strade furono danneggiati e mai più ricostruiti.
I Germani erano organizzati militarmente, le loro popolazioni si facevano sempre più numerose ed erano perciò spinti a trovare il proprio spazio.
La fine dell’Impero Romano d’Occidente: molti Imperatori d’Occidente tentarono di rovesciare questa situazione, ad esempio cercando alleanze con gli Unni.
Questi però chiesero importanti e altissimi tributi da parte dell’Impero, e vennero sconfitti nel 451 nella battaglia dei Campi Catalunici.
Si trattò dell’ultima grande vittoria romana, poiché nel 476 Odoacre, un generale di stirpe germanica, re degli Eruli, prese il potere in Occidente e depose l’ultimo imperatore romano, Romolo Augustolo, il quale era poco più che un bambino.
Odoacre non assunse il titolo di Imperatore, ma si limitò ad inviare le insegne imperiali a Costantinopoli.
Questo decretò la fine dell’Impero Romano d’Occidente, e nessun altro imperatore verrà più nominato in questa parte dell’Impero.
Il crollo del 476, che era iniziato decenni prima (molti imperatori infatti, pur cercando di contrastare i Germani, in alcune regioni dell’Impero occupate da essi avevano di fatto rinunciato ad imporre la propria autorità) rappresenta anche la fine dell’età antica e l’inizio del Medioevo.

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