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La crisi del '29

Le premesse che portarono allo scoppio della crisi furono che: gli Stati Uniti D'America prestavano ingenti somme di denaro all'Europa, si diffuse il capitalismo e il libero mercato, nessun controllo alle banche, la popolazione acquistava molti beni a rate come l'automobile, sproporzione tra ricchezza nominale e ricchezza reale.
La causa scatenante fu la sovrapproduzione che fece crollare l'economia statunitense. Immediatamente ci fu il crollo della borsa di Wall Street, molte aziende fallirono e si diffuse la disoccupazione. Tutti i risparmi depositati in banca furono ritirati e si verificò il fallimento delle banche.
La moneta fu svalutata e si attuò una politica basata sul protezionismo.
Intervenne lo Stato che proponeva tre modelli per risolvere la crisi:
- americano, per favorire la spesa corrente più che la spesa per investimenti;
- tedesco, per favorire l'armamento per mettere in moto la produzione;

- italiano, mediante l'IMI e l'IRI.
L'IRI aveva il compito di evitare il fallimento delle banche.
L'IMI aveva il compito di finanziarie le aziende.
Ma lo Stato, nonostante queste proposte non riesce a porre fine alla crisi. Nel 1932 viene eletto presidente Roosevelt, che decide di affrontare le crisi con un piano economico che si chiama New Deal. Il piano economico consiste nell'aumentare i sussidi per i disoccupati, instaurare delle leggi per proteggere i lavoratori.
La situazione migliorò gradualmente e lentamente e nel 1940 il mondo intero si era ripreso dalla crisi.

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