La nascita della Cinematografia è fissata al 28 Dicembre 1895, quando Luis Lumière, al Salon Indien, nel sottosuolo del Grand Cafè a Parigi, presentò a un vero pubblico pagante le prime riprese cinematografiche a carattere documentario; ma lo spettacolo cinematografico in quanto a fantasia ha inizio con Georges Méliès che nell’Ottobre1896 costruì il primo teatro di posa dotato di impianti meccanici, nel quale dal 1899 produsse film di “I Bobini”. A Méliès si deve, nella ricerca di una forma di spettacolo magico super-teatrale, l’invenzione dei primi trucchi cinematografici: la sostituzione per arresto, la dissolvenza, la sovrimpressione su sfondo nero, lo sdoppiamento dei personaggi, mentre nei suoi film non si verifica nessun progresso nel montaggio, costruiti come sono da una serie di scene riprese in campo lungo, che si succedono come quadri in uno spettacolo teatrale. La tecnica del montaggio fu perfezionata nel 1900-1905 dalla scuola di Brighton, ma ben presto la Francia riprese il sopravvento con la produzione a carattere industriale di Pathé.

L’Italia si afferma nella produzione cinematografica dopo il successo de “Gli ultimi giorni di Pompei”,1908,con film di carattere drammatico passionale e con film spettacolari a lungo metraggio specialmente di carattere storico: in questo superò tutti gli altri.
L’anno 1915 presenta alcuni avvertimenti cinematografici di rilievo: uno è appunto il passaggio di Chaplin dalla Keystone di Sennett alla Essaney, dove fu scritturato come attore e regista. Frattanto nasce e si consolida il pesante apparato commerciale dell’industria cinematografica americana che impone lo star system e si organizza secondo la formula commerciale di Pathé.

Cinematografia a colori: per quanto concerne le caratteristiche delle emulsioni e il trattamento delle medesime, la cinematografia a colori non si differenzia gran che dalle fotografie a colori, salvo gli accertamenti necessari per assicurare la buona conservazione e la perfetta riproduzione del negativo originale a colori ottenuto nella ripresa delle scene. Vari sono i procedimenti di ripesa e di stampa. Il più vecchio è il Technicolor, che è a selezione cromatica sottrattiva ed ottiene immagini multiple monocrome nella ripresa, mentre nella proiezione si ha un’immagine unica e colorata.

Cinematografia su schermo panoramico: Si riportano le caratteristiche salienti di alcuni fra i più importanti procedimenti. Cinemascope 55, usa una pellicola larga 55,625 mm con fotogrammi aventi dimensioni doppie di quelle normali da 35 mm. La copia positiva stampata in riduzione, è caratterizzata da un’ottima definizione d’immagine.

Attualmente il cinema è un'arte performativa dello spettacolo basata sull'illusione ottica di un'immagine in movimento. In italiano viene chiamato anche la "settima arte". Fin dalle origini, il cinema ha abbracciato l'economia narrativa, diventando la forma più diffusa e seguita di racconto. Si parla al riguardo anche di Storytelling audiovisivo.

A cura di Diana Gini

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