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L'impero di Carlo Magno

La Francia, durante la dinastia carolingia era suddivisa in quattro principati con a capo i maestri di palazzo, che avevano potere politico e militare. Uno di questo fu Carlo Martello, che nel VIII secolo acquistò importanza combattendo contro gli Arabi. Tra i Franchi e il papa nacque un duplice sodalizio: fermare l’espansione musulmana (che era arrivata in Spagna e stava per attaccare la Francia) e fermare i Longobardi in Italia. Dopo Pipio il Breve, suo figlio, Carlo Magno, divenne il re dei Franchi, dando inizio ad un regno durato quasi cinquant’anni (771-814). Carlo Magno nel 77e lottò conto i Longobardi e nel 774 gli sconfisse, diventando re d’Italia. Nel IX secolo, Carlo magno stabilisce un’alleanza con l’Emiro di Cordova, portando alla formazione della marca spagnola. Contro gli Arabi ci furono due sconfitte a Saratoga e Roncisvalle. Dal 772 al 804, ci fu una campagna militare contro i Sassoni che Carlo Magno riuscì a sconfiggere e a convertire con forza al cristianesimo. Lottò molte volte contro gli Avari e i Bavari. La notte di Natale dell’800 Carlo venne proclamato imperatore da papa Leone III: si costituiva il Sacro Romano Impero Carolingio. I feudatari, governatori di feudi, che avevano il titolo di conte, duca o marchese venivano scelti dall’imperatore.

I feudatari erano reclutati anche tra i vescovi che amministravano la città di Carlo Magno, per governare le diverse aree dell’impero. Il re si spostava continuamente con la sua corte; esistevano, perciò, diverse sedi imperiali: Trevieri, Megonza, Reimps, e Aquisgrana. Carlo Magno restaurò l’antico sistema di strade dell’impero romano; favorì lo sviluppo del commercio e della città e istituì le fiere per i mercanti. Sostenne l’artigianato e i monasteri, affinché si occupassero delle attività agricole. Durante il suo impero abbiamo una rinascita culturale: sostenne l’apertura delle scuole e raccolse intorno a sé gli uomini di cultura del tempo. Nell’impero si sviluppò un’economia agricola a causa del regredire dell’industria. Si sviluppò, così, il sistema del manso (nucleo unitario sufficiente al mantenimento della singola famiglia rurale). Il suolo veniva diviso in parti uguali ed ogni parte era destinata ad una coltura diversa. Grazie a questa organizzazione, si ottenne un aumento della produzione cerealicola e della popolazione. La città perde la sua posizione politica e regredisce come centro economico. Resta sede del vescovo e centro della diocesi.
Durante il periodo carolingio, abbiamo la formazione del feudalesimo. Il feudalesimo nasce in seguito alla creazione di una cavalleria, ossia di guerrieri corazzati. Il guerriero diventa economicamente indipendente perché possiede le terre e può così procurarsi un cavallo e un’armatura. Abbiamo la fusione del concetto di comendatio romana (ricerca della protezione altrui) con il concetto di vassallo (servo al servizio di un signore, legato a quest’ultimo dalla fedeltà). Il vassallo riceve dal signore un terreno da coltivare e offre al signore fedeltà. Inizialmente, il terreno che il vassallo riceve dal signore, non è ereditario. In seguito, con il capitolare di Quierzy, il feudo diventa ereditario, perciò il vassallo potrà cederlo a suo figlio dopo la morte. Carlo pensò di risolvere il problema della vastità dell’impero, dividendolo in tre parti, per i suoi tre figli, ma chi ereditò tutto il territorio, a causa della morte precoce degli altri fratelli, fu Ludovico il Pio. Ludovico il Pio, a sua volta, suddivise l’impero in tre parti: regno d’occidente (regno franco e marca spagnola) a Carlo il Calvo, regno d’oriente (Germania, Baviera e Austria) a Ludovico il Germanico, regno di centro (dall’Italia al mar del Nord) a Lotario. Il capitolare di Quierzy, emanato da Carlo il Calvo, provocò la crisi sei rapporti di fedeltà tra l’imperatore e i suoi vassalli (conti e marchesi), poiché la terra, ormai ereditaria, era diventata proprietà del vassallo e non più concessione dell’imperatore. Con il tempo acquisterà sempre più importanza il contenuto economico del beneficio (terra) anziché il rapporto personale tra i due contraenti, ad esempio: un vassallo cercava di stringere rapporti vassallatici con signori diversi, ottenendo più benefici ed effettuando servizi diversi ad ognuno di loro e con obblighi di fedeltà a persone diverse. Si introdusse, così, l’omaggio ligio, ossia la superiorità di un rapporto di fedeltà rispetto agli altri. La Chiesa divenne sempre più importante perché possedeva numerose ricchezze e numerosi collegamenti con le dinastie regie. I vescovi erano anche signori e possedevano delle terre. Nel regno d’occidente i conti avevano più potere del sovrano, dal quale dipendevano solo formalmente. La Francia venne divisa in numerose contee come quella di Tolosa, Bretagna e Borgogna. Nel regno centrale, L’Italia risultò molto debole a causa delle lotte interne fra i principi nella parte settentrionale, nella parte meridionale, abbiamo il ducato di Benevento e di Spoleto, che appartengono ai Longobardi e altri territori ancora bizantini: Puglia, Calabria e i ducati di Amalfi, Sorrento, Napoli e Gaeta. Nel regno orientale, abbiamo ducati a base etnica: Sassonia, Baviera, Franconia e Svevia. Dalla Sassonia ebbe origine la dinastia degli Ottoni.

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