Autonomia ex provincie romane


Già in epoca romana molte fra le province e le regioni periferiche dell'impero vivevano in condizioni assai più prospere rispetto all'Italia ed alla stessa Roma. Ciò era stato reso possibile anche e soprattutto dal fatto che queste province, non potendo procurarsi schiavi in gran numero a causa del divieto di condurre guerre di conquista (imposto dai Romani). Avevano giocoforza dovuto sviluppare il lavoro libero, il che d’altra parte, aveva stimolato applicazioni tecnologiche, ricerche di nuove fonti energetiche, traducendosi in definitiva in benessere e ricchezza.
Quando l’impero crollò, queste regioni, favorite ulteriormente dal fatto che non dovevano più pagare le pesanti tasse imposte dai Romani, si svilupparono straordinariamente.
Quando vi furono massicci spostamenti di popolazioni barbariche verso Occidente, le ex province romane (ormai autonome) ebbero la possibilità di respingere quei barbari che non desideravano accogliere e di assorbire invece le popolazioni estranee in grado di dare un contributo in campo tecnico, lavorativo, militare. Da queste mescolanze etniche nacquero popolazioni nuove: così le ex provincie furono l’embrione di molte delle moderne nazioni europee.
Ad esempio la Gallia abitata originariamente dai Celti, poi romanizzata, successivamente occupata dai Franchi, è I' embrione della Francia moderna, così come la Britannia celtica, in parte romanizzata e poi invasa dagli Angli e dai Sassoni, costituisce il germe della attuale Inghilterra.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email