Atene - Prima riforma di Clistene


Con la fine della tirannide di Pisistrato, con la sua morte, i due figli del «tiranno», Ippia ed Ipparco, pretesero di esercitare il potere per diritto ereditario. Si trattava di due mediocri, avvezzi a vivere tra l'adulazione e il fasto: persino i democratici furono contrari ad essi e due giovani, Armodio e Aristogìtone, uccisero Ipparco. Ai due «tirannicidi» (uccisori del tiranno) vennero elevate statue, in quanto essi apparvero come difensori della libertà.
La morte di Ipparco provocò una situazione gravissima per Atene: all’interno della «polis» si ebbero gravi disordini, all’esterno si profilò un pericolo grave. Ippia, infatti, vista la mala parata, si era rifugiata a Sparta (la grande «polis» del Peloponneso in piena espansione), alla quale non dispiaceva trovare un pretesto qualsiasi per aggredire Atene. Sparta comunicò che era pronta a consegnare Ippia agli Ateniesi, purché Atene aderisse alla Lega del Peloponneso. In caso contrario avrebbe aiutato Ippia a tornare nella sua città. Fu giocoforza per Atene obbedire ai ricatto di Sparta, poiché la «polis» attica, dilaniata dalle lotte interne, non aveva certo la forza di opporsi alla potente rivale.
Intanto Clistene, un democratico, riuscì a prendere il potere e ripropose le leggi di Solone, ampliandole in senso veramente democratico: si pensò, infatti, di dare anche ai «teti» la partecipazione alla vita pubblica, a spese dello Stato, che li avrebbe indennizzati con un compenso delle giornate di lavoro perdute per l'attività politica.
Si opposero a Clistene, oltre ai nobili, anche i democratici più ricchi (armatori, industriali, commercianti), per il timore che i «teti», una volta entrati nella vita pubblica, proponessero leggi a proprio favore, danneggiando così gli interessi di padroni e datori di lavoro.
L’arconte Isagora, nobile, chiese allora l’intervento di Sparta contro i programmi rivoluzionari di Clistene e Sparta (il cui sistema politico si basava sulla rigida divisione delle classi e sull’oppressione aristocratica) intervenne. Si verificò tuttavia un fatto imprevisto: il fortissimo esercito spartano venne affrontato per le vie di Atene dal popolo minuto insorto, che lo costrinse a ritirarsi.

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