Grande Atene di Pericle


I vantaggi ed il prestigio tratti da Atene a seguito della vittoria sui Persiani furono enormi. L’Egeo venne liberato da concorrenti e nemici e le navi ateniesi lo percorrevano in lungo e largo, commerciando in ogni genere di cose; la fama della potenza di Atene era giunta dovunque e ciò ne favoriva i rapporti diplomatici e commerciali.
Quando molte città elleniche decisero di creare una lega per sventare eventuali altri attacchi persiani, la presidenza di essa venne offerta ad Atene. Questa lega venne detta delica, poiché il tesoro comune fu depositato nel santuario di Apollo nell’isola di Deio. Contemporaneamente gli Ateniesi conquistarono varie città dell’Asia Minore, indispensabili alla loro attività commerciale. Il massimo splendore di Atene si ebbe quando giunse al potere Pericle, un uomo politico del movimento democratico, il quale creò un nuovo sistema di governo.
Pericle cercò di combinare insieme tirannide e democrazia, nel senso che la «polis» era governata, in pratica, da lui, cioè da un uomo solo, ma con la collaborazione di tutte le forze migliori della popolazione. Pericle si circondò dei maggiori ingegni che la Grecia abbia mai avuto, si consultò con essi, con essi concertò leggi e riforme.
La politica di Pericle si articolò in due direzioni:
- Assicurare ad Atene un lungo periodo di pace perchè si sviluppasse la prosperità della «polis»;
- Far partecipare alla produzione ed al benessere tutta la popolazione della «polis».
Per quanto riguarda il primo punto, infatti, Pericle riuscì a stipulare un trattato di amicizia con Sparta che sarebbe dovuto durare almeno trent’anni, nonché un trattato di pace con i Persiani (la cosiddetta pace di Callia).
Per quanto riguarda il secondo punto, Pericle fece elaborare leggi che proteggessero le attività lavorative, il commercio, la partecipazione dei lavoratori alla vita pubblica. Nel periodo pericleo, inoltre, si procedette ad una grande riforma urbanistica, con la realizzazione del piano regolatore del Pireo, ad opera dell’architetto Ippodamo di Mileto.
II Pireo era un quartiere portuale e commerciale, fatto di strade anguste, per le quali il trasporto delle merci avveniva in modo arduo, con gran perdita di tempo e di denaro: vennero costruite strade ampie, parallele, quartieri operai moderni, depositi e magazzini razionali, nuovi cantieri, il che dette un nuovo impulso alla produzione della ricchezza.
La disponibilità di denaro, il migliorato tenore di vita resero magnifico il periodo di Pericle: vennero costruiti monumenti grandiosi, come il Partenone (tempio della dea Atena), ad opera degli architetti Ictino e Callicrate, con il contributo di scultori egregi (fra i quali Fidla) e di insigni pittori; il Theseion (tempio del dio Efesto), i Propilei (maestoso ingresso al pianoro ove sorgeva l’Acropoli), il tempio di Posidone al capo Sunio.
Grande impulso venne infine dato alla diffusione della cultura, dell’educazione: è stato detto che Pericle fece di Atene «la scuola dell’Ellade».

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