Italia - Armistizio di Salasco e la Repubblica Romana

Le minacce Austriache nei confronti dei sovrani dei territori Italiani0, spinse i sovrani e il papa a ritirare le loro truppe dalla guerra. Profittarono di ciò le truppe austriache (che avevano intanto ricevuto rinforzi) per sferrare una grande offensiva la quale, nonostante qualche iniziale successo piemontese e l'eroica difesa dei volontari toscani a Curtatone e Montanara, le portò alla vittoria di Custoza. Carlo Alberto trattò l'armistizio (che fu detto di Salasco, dal nome del generalo che lo firmò).
Tuttavia i patrioti italiani non si arresero. Garibaldi (che nonostante il rifiuto di Carlo Alberto aveva ugualmente preso le armi) continuò a combattere con i suoi; in Toscana i patrioti (guidati da Giuseppe Montanelli) costituirono un governo costituzionale; a Roma le agitazioni costrinsero il papa a fuggire e venne creata la repubblica romana (febbraio 1849), retta da un triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Carlo Armellini.
La pressione dei patrioti convinse Carlo Alberto a riprendere la guerra. Purtroppo l'esercito piemontese subiva una gravissima sconfitta a Novara (marzo 1849) ed il re preferì abdicare, lasciando il trono al figlio Vittorio Emanuele II.
In molte località italiane la resistenza all'Austria continuò. Brescia combatté per dieci giorni contro gli Austriaci, i Toscani si difesero accanitamente contro l'ingresso delle truppe asburgiche nella loro regione; epiche furono le lotte per la difesa di Venezia e di Roma.

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