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-La Germania Imperiale del XIX secolo-

La Germania era uno stato autoritario, con la presenza di un Imperatore, di un Cancelliere (Otto von Bismark) e di una Camera Bassa e di una Alta.

Una delle più importanti formazioni politiche oltre alla maggioranza bismarkiana era lo Zentrum (Centro), il partito cattolico, fondato nel 1870; esso vuole tutelare la libertà della Chiesa e difendere le autonomie locali dalla centralizzazione imperiale.
Di fronte a questo partito cattolico, Bismark decide di attaccare con forza la Chiesa cattolica, volendo laicizzare completamente le istituzioni statali e ridimensionando la forza politica dello Zentrum; vengono anche imprigionati metà dei vescovi ed espatriati una grande quantità di sacerdoti.
Dal punto di vista politico quest’azione favorisce un maggiore sostenimento da parte dell’opinione pubblica verso lo Zentrum, quindi Bismark decide di attaccare il Partito Socialista dei Lavoratori di Germania; fa approvare una serie di leggi antisocialiste.

Nonostante questa azione repressiva nei confronti del partito socialista, fa approvare anche delle leggi sociali, che tutelano i lavoratori e i pensionati (assicurazioni e pensioni di anzianità).
Bismark nel 1890 venne congedato dal nuovo imperatore Guglielmo II, che puntò all’espansione coloniale e al rafforzamento dell’esercito.
In politica interna, il Partito Socialdemocratico può agire liberamente visto l’annullamento delle leggi antisocialiste e diventa la maggioranza nel Parlamento.

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