Lorep di Lorep
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Vittoria mutilata

L’Italia figurava, nel 1918, tra i vincitori del primo conflitto mondiale, ma ciò che accadde fu molto lontano da ciò che ci si aspettava. In primo luogo, nessuno avrebbe mai creduto possibile la disgregazione dell’impero austro – ungarico; l’Italia per prima sperava semplicemente in un arretramento dell’impero asburgico che consentisse l’ottenimento di alcuni territori. Fu dunque per questo motivo che, sedutasi al tavolo delle trattative, l’Italia chiese, oltre Trento e Trieste, anche la Dalmazia, inoltre, la città di Fiume chiese di essere annessa al Regno d’Italia. La risposta degli alleati fu negativa di fronte alle rivendicazioni italiane sulla Dalmazia, poiché la Dalmazia avrebbe dovuto far parte di un nascente stato nazionale, e in segno di protesta la delegazione italiana abbandonò la Conferenza di Parigi. Questo gesto d’orgoglio costò caro all’Italia, che fu tagliata fuori dalle spartizioni territoriali.

La risposta di D’Annunzio: profondamente deluso dall’accaduto, Gabriele D’Annunzio iniziò allora una campagna difensiva, che accusava gli alleati di aver consegnato all’Italia una “Vittoria mutilata”. D’Annunzio si mise allora a capo di un esercito composto da 9000 uomini, che disobbedendo agli ordini del governo italiano, occupò la città di Fiume nel 1919. Fu soprattutto questa missione a spianare la strada al movimento fascista.

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