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L’Unione Sovietica fra le due guerra

Il partito comunista al potere
Dopo la pace si era creata una difficile situazione. Era scoppiato un conflitto tra rossi, sostenitori dei soviet, e bianchi, che desideravano il ritorno del regime zarista (appoggiati dai contadini). Le grandi potenze, alla fine del 1917, impaurite che le idee socialiste potessero attecchire anche nei loro territori, intervennero militarmente appoggiando i bianchi. Per mantenere l’indipendenza del paese, fu instituita quindi l’Armata Rossa (5 milioni di uomini) che riuscì a mettere fine alla guerra civile entro il 1922. 5 giorni dopo l’eccidio della famiglia imperiale negli Urali, da parte dei soviet per impedire ogni progetto di restaurazione monarchica, il 23 luglio 1918 venne proclamata la Repubblica socialista federativa sovietica russa, con capitale Mosca. Nel marzo del 1919 dopo aver espulso dai soviet i socialisti menscevichi e aver sciolto l’Assemblea costituente, eletta a suffragio universale, Lenin impose il partito comunista russo come unico partito e venne creata anche la famosa polizia segreta chiamata Ceka (contro rivoluzioni e sabotaggi). Dopo aver consolidato il potere Lenin inizia un processo di rinnovamento della società.

Dal comunismo di guerra alla Nep
I provvedimenti del governo bolscevico (controllo operaio sulle fabbriche, no commercio privato, no sciopero, no debiti esteri, confisca beni della chiesa) non migliorarono la situazione politica e sociale, ecco perché Lenin dette vita al comunismo di guerra, con il quale sottopose ad un controllo forzato tutti i beni e la produzione contadina per rispondere alle esigenze alimentari della popolazione. Così tutto quello che eccedeva veniva confiscato in massa. Questo provocò malcontenti nei contadini specialmente nei più piccoli. Per porre fine a queste cose fu usata la polizia per reprimere ogni forma di dissenso. Nel 1921 la situazione politica sembrò migliorare anche se tutto il paese versava in condizioni di estrema tensione sociale aggravata dalla crisi agricola. Per risolvere tali problemi, Lenin diede una parziale libertà nel commercio, questo nuovo indirizzo economico prese il nome di Nep (nuova politica economica), ed era diretto soprattutto ai contadini. Questa politica rivitalizzò l’economia in generale. Non ci furono aperture nei riguardi del clero al quale era proibito insegnare la religione e altre limitazioni, se avessero disubbidito potevano anche essere condannati ai lavori forzati. Nelle scuole fu quindi insegnato il Marxismo e l’Ateismo.

La terza internazionale e la nascita dell’Urss

Lenin voleva trarre vantaggio dalla crisi dei paesi europei. Lui pensava che la rivoluzione russa era solo la prima tappa per una rivoluzione ancora più grande e su scala mondiale. Proprio a questo scopo Lenin aveva creato la terza internazionale. Consapevole anche della necessità di far uscire la Russia dall'isolamento politico in cui era stata coinvolta, la nuova internazionale ebbe come primario obiettivo quello di avvicinarsi agli altri Stati europei, avvicinamento che fu riconosciuto ufficialmente nel 1924.
Ciò però provocò una scissione all’interno della terza internazionale: gli idealisti che erano sostenitori della rivoluzione permanente, e i politici erano più realisti. I politici sostennero la teoria del socialismo in un paese solo capace di porsi come fulcro per il rinnovamento dei singoli paesi. Lenin inoltre voleva dare una giusta organizzazione territoriale e a tale scopo formò l'unione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss), al quale venne data la sua prima costituzione il 31 gennaio 1924.

Stalin e l'industrializzazione
Nel 1924 Lenin morì e gli succedette Stalin, un suo collaboratore. Stalin era stato anche il direttore di un quotidiano del partito, fondato a Pietroburgo nel 1912. Egli si rese ben presto conto che per andare avanti bisogna progredire nel campo economico (industrializzazione), impose la collettivizzazione forzata della terra e la soppressione della media proprietà agraria (i kulaki, i quali furono brutalmente uccisi, deportati e arrestati per essere poi derubati dei loro averi). La collettivizzazione doveva essere alla base dei piani quinquennali, che avevano lo sviluppo di incrementare la produzione industriale. Venne quindi favorita l'industria pesante, siderurgica ed elettrica. Nel giro di pochi anni sorsero grandi città industriali, collegate da una rete molto fitta di ferrovie; furono costruite centrali elettriche e moderne raffinerie di petrolio.

Gli straordinari progressi compiuti dall'Urss, dipendevano soprattutto dallo sfruttamento economico. Tutte queste caratteristiche si riunivano nello stakanovismo, un movimento che aveva preso il nome da un minatore, chiamato Stakhanov. Grande cura e attenzione fu posta anche alla soluzione dei problemi relativi all'esercito e all’educazione scolastica, al fine di eliminare l'analfabetismo di formare nuove generazioni di intellettuali in grado di dirigere il futuro Stato sovietico.

Il regime staliniano e le grandi purghe
Per portare avanti la sua strategia economica, Stalin ricorse al comunismo di guerra di Lenin. Si andarono moltiplicando le eliminazioni fisiche degli alti capi bolscevichi, in favore di un rinnovamento della burocrazia statale. Tra le vittime vi fu lo stesso Trotskij, che venne fatto assassinare nella sua abitazione messicana. Il periodo staliniano vide una serie crescente di processi e di condanne a morte al limite della legalità, moltissimi cittadini furono incolpati di attività anticomuniste e antinazionali. Gli anni compresi tra il 1936 e il 1938 furono definiti come il periodo delle grandi purghe. Il bilancio di tutti quelli che erano stati uccisi fu di circa 35.000, la maggior parte dei quali erano ufficiali di alto e medio grado. Questo fatto era più noto all'estero che all'interno del paese, dove la popolazione era distratta da una intensa propaganda, che mirava ad ammirare Stalin (culto della personalità).
Stalin divenne un vero predicatore che soffocò qualunque tipo di opposizione, deportava, massacrava e costringeva ai lavori forzati tutti i vecchi elementi bolscevichi. Tutti alla fine andavano a finire nei Gulag (il termine significa amministrazione statale dei campi), sparsi nelle regioni settentrionali e più inospitali del paese; come la Siberia.

Le grandi potenze democratiche, all'inizio erano preoccupati per la situazione russa, ma dopo furono distratti da un problema ancora più grave; l'avvento del nazionalsocialismo in Germania. Di conseguenza l'Urss venne ammessa nella società delle nazioni e riconosciuta dagli Stati Uniti.

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