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L'unificazione italiana e tedesca

L’Italia e la Germania avevano in comune molti aspetti che riguardavano le rispettive unificazioni. Innanzitutto il periodo in cui si unificarono fu lo stesso e fu molto più tardi rispetto alle altre potenze europee. La Germania, come l’Italia, era suddivisa in tantissimi stati. Inoltre il fenomeno di unificazione partì da uno stato e fu manovrato da un abile politico: così come in Italia lo stato piemontese e Cavour portarono all’unità, allo stesso modo la Prussia guidata da Bismarck fu responsabile dell’unificazione tedesca. In entrambi i casi poi il principale problema era rappresentato dall’Austria. C’erano anche alcune differenze sostanziali. In primo luogo la Germania era economicamente e socialmente più unita rispetto all’Italia. Dal 1834 c’era l’unione doganale dello Zollverein, una lingua comune, uno sviluppo economico e sociale omogeneo e un tasso di alfabetizzazione superiore al 90%. Una volta unificata, quindi, la Germania non ebbe sostanziali problemi da risolvere, al contrario dell’Italia. In secondo luogo la Prussia aveva unificato tutta la Germania con la propria forza militare, mentre in Italia l’unificazione era stata spesso un processo lento e tormentato e c’era stato bisogno dell’intervento straniero. Cavour giocò tutte le proprie carte sulla diplomazia, mentre Bismarck, che era detto il “cancelliere di ferro”, in un suo discorso disse che “la storia si fa con il sangue e con il ferro”.

Dopo il 1848 in Prussia era rimasta la costituzione sebbene fosse stata pesantemente ritoccata. Il Parlamento prussiano era diviso in due camere: il Senato era votato direttamente dal re, mentre la Camera era eletta a suffragio universale maschile ma era divisa in tre ordini a seconda del reddito. Altro aspetto della Prussia era lo strapotere degli Junker che potevano fare ciò che volevano nelle proprie terre. Importante era il carattere dell’assoluta obbedienza allo stato a cui i cittadini venivano abituati sin da piccoli. Fondamentale in Prussia era il ruolo dell’esercito che dopo la sconfitta con Napoleone era stato completamente riformato. Venne introdotta la leva obbligatoria e aveva inizialmente come modello l’esercito francese, anche se poi se ne discostò. In Francia tra i cittadini più poveri e nullatenenti venivano estratti a sorte coloro che avrebbero dovuto prestare servizio nell’esercito per almeno una decina d’anni; spesso poi quella del soldato diventava una professione a vita. In Prussia invece il servizio militare durava appena due anni, seguiti da quattro anni nella riserva e da dieci anni nella milizia territoriale. La differenza rispetto alla Francia era che tutti i cittadini potevano essere scelti per andare nell’esercito. L’esercito tedesco era gigantesco, molto motivato ed era dotato di armi avanzatissime. Alla morte di Federico IV nel 1858 salì al potere l’ambizioso Guglielmo I. Nel 1862 nominò cancelliere lo Junker Otto von Bismarck. Per tre anni i due approvarono riforme che raddoppiarono le spese militari, andando contro il volere del Parlamento. Venne stretta un’alleanza con l’Austria, che era il principale nemico prussiano, perché Bismarck intendeva conquistare alcuni territori della Danimarca. Questa guerra finì in fretta e i due ducati che vennero ceduti dai danesi vennero presi uno dalla Prussia e uno dall’Austria. Nel 1865 Bismarck fece un’alleanza con l’Italia e nell’anno successivo dichiarò guerra all’Austria sfruttando le contese sui confini e sull’amministrazione dei ducati ottenuti dalla Danimarca. L’esercito prussiano sconfisse molto rapidamente le truppe austriache nella battaglia di Sadowa. Con questa vittoria la Prussia ottenne alcuni territori e formò la Confederazione del nord grazie all’annessione alla Prussia di alcuni stati tedeschi. Napoleone III pensava che con la guerra austro-prussiana le due potenze si sarebbero notevolmente indebolite, ma di fronte allo strapotere della Prussia cominciò ad allarmarsi e si dimostrò preoccupato per il pericolo della nascita di una Germania unita al confine della Francia. Napoleone III era sicuro che avrebbe vinto un’eventuale guerra contro la Prussia. Un motivo di contrasto tra Francia e Prussia nacque quando in Spagna si esaurì la casa regnante. Allora la Prussia avanzò la candidatura di un proprio principe che però venne bloccata dalla Francia. Le due potenze erano a un passo dalla guerra e i due sovrani si incontrarono per un colloquio. Guglielmo I mandò un telegramma per informare Bismarck del colloquio. Furbescamente Bismarck decise di ritoccare il telegramma e di renderlo noto alla stampa prussiana. Questo atto ferì l’orgoglio nazionale francese e quindi Napoleone III decise di dichiarare guerra alla Prussia, abboccando completamente alla trappola tesa da Bismarck. Nella battaglia di Sédan del 1870 le armate francesi furono massacrate dall’esercito prussiano e l’imperatore francese fu catturato. Il conflitto franco-prussiano durò solamente cinque settimane. A settembre del 1870 la Francia dovette chiedere la pace.

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