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Trattati di pace dopo la Prima Guerra mondiale

I trattati di pace furono gli accordi raggiunti dalle potenze vincitrici in seguito alla Prima Guerra mondiale. Al tavolo dei lavori si sedettero le potenze vincitrici, tra cui gli Stati Uniti, la Francia, l'Inghilterra, l'Italia e il Giappone, unica Nazione non vincitrice a partecipare. Anche la Russia fu tra le potenze vincitrici, ma non ottenne alcun invito a partecipare. Tuttavia essa chiese, durante i trattati, non tanto la confisca di territori che sarebbero stati quasi "forzati", piuttosto il risarcimento per tutte le spese di guerra da parte delle potenze sconfitte. La Germania, uscita invece sconfitta dal conflitto, non prese parte alle trattative.
Essa era considerata come il primo nemico dai francesi, i quali volevano smilitarizzarla, rendendo così impossibile un'eventuale minaccia negli anni seguenti. Diversa era la politica statunitense: non indebolire troppo la Germania per far sì che potesse bloccare l'avanzata della corrente comunista e in particolare l'obiettivo di stabilizzare il grado di egemonia in Europa, detenuta in questo periodo soprattutto da Inghilterra e Francia. Il presidente americano Wilson elaborò i famosi "14 punti", in cui presentò il suo progetto volto a garantire la ristrutturazione mondiale: tra questi vi era la libertà di commercio nel resto del mondo per tutti, l'impedimento di eventuali blocchi marittimi e l'introduzione di una società con la quale organizzare le annessioni a scapito della Germania.

Nel 1919 a Parigi si iniziò a discutere in merito all'assetto da dare al Continente europeo in seguito alla fine del primo conflitto mondiale. In primo luogo si pensò a quale atteggiamento riservare nei confronti della Russia, la quale si vide attaccata dalle potenze alleate, senza che queste dichiarassero guerra nei suoi confronti. Si decise infine di dare supporto alle truppe della Controrivoluzione bianca, in seguito alle batoste subite dalle Armate Rosse. Successivamente la discussione si spostò su un altro versante, ovvero quello della fondazione della Società delle Nazioni con la quale gestire al meglio le decisioni che si sarebbero da qui in poi prese, finalizzandola principalmente al mantenimento dell'equilibrio fra gli Stati.
Si decise così che questa Società dovesse essere presieduta da Regno Unito, Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone. La Francia cominciò così ad ottenere i primi benefici: l'Alsazia, la Lorena, lo sfruttamento delle miniere della Saar, ma non la Ruhr, come avrebbe desiderato. Le potenze riconobbero l'indipendenza polacca, poiché essa si staccò dalla Germania e non fu più presente nelle carte geografiche in seguito alle spartizioni di Austria e Prussia. Alcuni territori tedeschi, come la Moravia, la Slesia e la Boemia passarono sotto il controllo della Cecoslovacchia, la quale vide espandere i propri confini. Non solo la Germania perse territori in Europa, ma soprattutto negli altri Continenti, in particolare in Africa e in Asia, dove le sue colonie finirono sotto il controllo del Giappone. Le cifre che invece dovette sborsare la Germania furono molto elevate: 132 miliardi di marchi d'oro, anche se precedentemente la Francia fece richieste anche più ingenti, portando però la Germania in una situazione di collasso economico.
Oltre a queste spese, la maggior parte delle quali finì nelle tasche della Francia in seguito alle spese belliche, la Germania dovette cedere ancora una volta ai francesi navi e bestiame. L'esercito tedesco venne ridotto notevolmente, venendo limitato ad un massimo di 100.000 uomini. La Francia dovette accettare le condizioni imposte dalle altre potenze vincitrici durante i trattati, poiché doveva anche tener conto della sua situazione, in quanto era colpita dall'inflazione interna, aveva debiti con l'Inghilterra e gli Stati Uniti, per cui doveva adeguarsi a quelle che erano le proposte avanzate da queste due potenze. Per quanto concerne l'Italia, ricevette l'Istria, il Sud-Tirolo, il Trentino e la Venezia Giulia, rinunciando così alle pretese sulla Dalmazia e su Fiume. L'Austria perse la maggior parte dei territori imperiali, diventando un piccolo Stato. Infine gli inglesi ottennero il controllo sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli.

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