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Le trasformazioni sociali e culturali all'inizio del XIX secolo

La Belle Epoque: ottimismo e progresso

La fiducia nella scienza e i progressi tecnologici della seconda rivoluzione industriale diffusero ottimismo e speranze nei Paesi più sviluppati. Le condizioni di vita migliorarono e l’Europa si apprestava a vivere un periodo di pace (l’ultimo scontro importante: 1870, Francia vs Prussia); inoltre le tensione militari rimasero confinate nei territori d'oltremare. Per tutti questi motivi i primi anni del Novecento furono chiamati “Belle Epoque”. La Belle Epoque non fu soltanto un periodo di progresso, ma viveva anche profonde contraddizioni. Infatti esisteva una diseguaglianza tra:
1. Le classi Sociali;
2. L'Europa e il resto del mondo, perchè le potenze occidentali erano proiettate verso la conquista di altri territori e quindi verso la formazione di vastissimi imperi(Vedi Imperialismo).

Novità scientifico-tecnologiche e culturali

Nei primi del 900 si compirono eclatanti scoperte scientifiche. Fu rilevante soprattutto l'applicazione pratica delle innovazioni teoriche: il binomio scienza-tecnologia ebbe influssi benefici nella vita di tutti i giorni.
1. Le case borghesi vennero dotate di acqua corrente e servizi igienici; nei palazzi furono installati ascensori ;le strade furono illuminate da lampioni elettrici e l'invenzione della lampadina favorì la diffusione dell'elettricità per uso domestico.
2. Le comunicazioni divennero più facili grazie ai telefoni e ai nuovi mezzi di trasporto: metropolitane automobili e aerei (inventato da Orville e Wilbur Wright nel 1903). Venne incrementata la rete ferroviaria e la velocità di trasporti per via marittima grazie alle nuove invenzioni.
3. Uso del Petrolio, che finì quasi per sostituire il carbone. Estremamente versatile, venne sfruttato nell’industria automobilistica e navale, e nel riscaldamento domestico (cherosene).
4. Incremento industria chimica con la sostituzione di composti chimici per la concimazione.
5. La scoperta della radioattività e dei raggi x da parte di Wilhelm Rontegen ,dei coniugi Curie e di Rutherford diede il via a innovazioni in campo medico e di ricerca.
6. In campo fisico venne annunciata la teoria quantistica di Max Planck, e la teoria della relatività di Albert Einstein, che scardinò la concezione dello spazio-tempo newtoniana.
In ambito filosofico si segnalò una progressiva crisi dei modelli ottocenteschi e nacquero nuovi modelli di rappresentazione della realtà:
1. Henri Bergson nelle sue opere proponeva l'idea di una profonda frattura fra l'interiorità dell'uomo e la realtà esterna, sia sul piano della rappresentazione del mondo sia su quello della coscienza di sé. Per Bergson accanto ad un tempo spazializzato, il tempo della fisica e della vita di tutti i giorni, indicava l'esistenza di un tempo interiore, inteso come durata. La durata nasce dal sovrapporsi e compenetrarsi dei vari stadi di coscienza, in un insieme vivo e fluido, indipendente dal tempo oggettivo misurato dall'orologio.

2. Altri importanti studi in campo filosofico furono intrapresi da Freud. Egli approfondì il metodo psicoanalitico per la cura delle nevrosi. Riteneva che ciò che le persone manifestano a livello coscio non fosse altro che la punta dell'iceberg delle pulsioni inconsce, che sono fondamentalmente pulsioni sessuali.
In campo artistico particolarmente vivace fu il ruolo delle avanguardie.
1. I pittori dell'Espressionismo e del Cubismo interpretarono soggettivamente la realtà disintegrando le coordinate di spazio-temporali della rappresentazione tradizionale. L' artista era il testimone dell'impossibilità di una comunicazione omogenea, del senso della disgregazione sociale e della perdita del significato della vita.

Demografia e Società all'inizio del secolo

La nuova società delle tecnologie avanzate poteva essere descritta con una bassa natalità, con la costituzione di nuclei familiari sempre più piccoli e una mortalità bassa; più simile quindi alla nostra che a quella passata.
La tradizionale aristocrazia restava la classe dominante, soprattutto quella che aveva saputo adattarsi alle novità economiche, ma la vera protagonista di questo secolo fu la classe borghese. Si trattava di una classe poliedrica e stratificata al suo interno:

1. Grande borghesia: costituita da imprenditori e uomini di affari; era una classe dinamica e autoprodottasi; tendeva a sviluppare un asse ereditario delle proprietà e delle dirigenze aziendali
2. Media borghesia: rappresentata da funzionari pubblici, dirigenti d'azienda, commercianti e professionisti.
3. Piccola borghesia: composta da artigiani , piccoli commercianti e lavoratori dipendenti; in forte espansione.

Un mondo a parte costituivano il proletariato e la classe contadina, le cui condizioni sociali era rimaste immutate, ed il degrado sociale dilagava. Tuttavia tra la classe operaia nacque una sottoclasse, quella degli operai specializzati, che si situavano al confine sociale tra proletariato e piccola borghesia. I contadini costituivano ancora la maggiorparte della popolazione europea, ma non avevano avuto nessun sostanziale cambiamento e il latifondismo, accompagnato da condizioni quasi servili, era ancora ampiamente applicato.

L'urbanizzazione

All'inizio del XX secolo diverse città europee e americane superarono il milione di abitanti. Fu rilevante il flusso verso le Americhe e interesso circa il 60% dell'intero fenomeno di urbanizzazione, consistenti furono le migrazioni dall’Irlanda e dall’Italia (Little Italy – New York). Questo fenomeno si sviluppò soprattutto grazie alla diversità di opportunità presente nei vari paesi. La popolazione statunitense passò dai 26 ai 82 milioni tra il 1850 e il 1900; e significativo è anche l’aumento demografico africano e asiatico.

La democrazia avanza

Uno dei campi più accesi di scontro sociale fu la lotta per l'estensione del suffragio maschile e l'estensione del diritto di voto alle donne. In tutti i Paesi dell' Europa si verificarono allargamenti del diritto di voto con conseguente trasformazione degli equilibri sociali. Nell'ambito delle rivendicazioni democratiche si inserì la lotta per l'emancipazione femminile, presente però solo nelle aree socialmente più avanzate.

Progresso economico e Associazioni sindacali

Le associazioni socialiste mutarono la loro struttura: da gruppi ristretti di intellettuali e teorici si trasformarono in partiti di massa, che organizzavano operai e contadini, definendo le loro rivendicazioni politiche, grazie ad una maggior partecipazione alla vita pubblica. La tensione tra le classi sociali divenne quindi più accentuata e conflittuale.
Nel 1911 l'ingegnere americano Frederick Winslow Taylor propose, nell'opera “L'organizzazione scientifica del lavoro”, una regolamentazione dei ritmi di lavoro al fine di eliminare movimenti e pause inutili. Queste teorie prepararono la nascita della catena di montaggio, che avrebbe avuto immediate possibilità applicative nelle industrie europee e americane. I principi del taylorismo vennero applicate da Ford nelle Industrie automobilistiche, facendo nascere la catena di montaggio, che avrebbe avuto un immediato aumento della produzione disumanizzando il lavoro operaio, trasformando l’operaio in un ingranaggio.
I partiti socialisti portarono avanti le rivendicazioni dei proletari secondo due linee di condotta differenti: la via parlamentare riformista e quella sindacalista rivoluzionaria:
1. Nella prospettiva del riformismo si collocava il revisionismo, teorizzato da Eduard Bernstein leader della socialdemocrazia tedesca. Insieme a Karl Kautsky preparò un programma che venne adottato dai socialisti democratici tedeschi al congresso di Erfurt del 1891 e ne determinò l 'adesione al marxismo. In seguito egli propose un distacco teorico dal marxismo basandosi sulla considerazione che il capitalismo probabilmente avrebbe avuto la capacità di superare le proprie crisi, migliorando persino le condizioni dei lavoratori . Era dunque necessaria una revisione del marxismo a partire dell'idea stessa della rivoluzione socialista. Il movimento operaio avrebbe dovuto adottare una linea politica progressiva e più moderata, tentando di migliorare le proprie condizioni dall’interno, senza alcun intento rivoluzionario.

2. Il sindacalismo rivoluzionario fu ispirato dalle teorie di Georges Sorel. Nella sua opera egli esaltava l'azione di sciopero e di protesta violenta. Si esaltano quindi i valori creativi e anarchici delle masse.

La nascita delle associazioni cattoliche e dei movimenti nazionalisti

Le associazioni cattoliche si mobilitarono in seguito all'enciclica di papa Leone 8 “Rerum novarum”. L' associazionismo cattolico fu attivo soprattutto in Francia, Italia e Belgio. In Italia l'esperienza cattolica girò intorno all'Opera dei Congressi. Il successore di Leone 8, Pio 10, si dimostrò prudente di fronte all'impegno sociale cattolico, arrivando a censurare le espressioni più progressiste del sindacalismo e del modernismo. Nel 1904 sciolse l'Opera dei Congressi e uno dei massimi esponenti del modernismo, Romolo Murri, fu scomunicato. Alternati al sindacalismo furono i movimenti nazionalisti. Essi fondarono la loro azione sull'avversione nei confronti della massificazione sociale, espressa dal sistema democratico, definito significativamente “dittatura del numero”. I nazionalisti esaltavano i valori della forza militare e sostenevano la necessità di una politica estera aggressiva e accentuavano il ruolo guida di elitè di uomini superiori che interpretassero il destino dei loro popoli. Questi movimenti presero piede nei principali paesi europei: l'Action francaise, la lega pangermanica e il Partito nazionalista italiano. Parimenti sorgeva nell'Este europeo il movimento panslavista.

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