charidj di charidj
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Fascismo

Dopo il fallimento delle trattative di Versailles, l'opinione pubblica italiana si divise: la minoranza era contenta che l'Italia avesse raggiunto i suoi confini naturali, mentre la maggioranza riteneva che l'Italia fosse stata defraudata.


Sulla scia di questo sentimento, Gabriele D'Annunzio che aveva affondato navi austriache durante la guerra e aveva sorvolato Vienna cercando di convincere i viennesi che bisognava smettere di combattere, si mette alla testa di un esercito e occupa Fiume fino al novembre del 1920. A Fiume incominciano con D'Annunzio le modalità di controllo delle folle, celebrazioni di massa, coreografia di un'unica persona, carisma che gestisce quantità di altre persone che
saranno risperimentate da Mussolini. Mussolini guardò l'impresa di D'Annunzio con simpatia e tramite il Popolo d'Italia lanciò una campagna per raccogliere fondi per quelli che protestavano a Fiume siccome il governo aveva imposto un embargo di viveri.


D'Annunzio
• Grande poeta ma anche immerso nella politica e nella società.
• Idea di superuomo di Nietzsche. Rispetto al Superuomo di Nietzsche, è opposto perché è schiavo di sé stesso e delle sue passioni. È sempre nella necessità di soddisfare questo.
Nietzsche dice di lasciar alle spalle la società e di guardare oltre ai valori della società.
• Non è un politico. È un poeta.
• Era appoggiato dalla destra ma si tiene vicina anche la sinistra.
• Mussolini era di minore importanza rispetto a D'Annunzio in questo periodo.
• Viene colpito il palazzo del governo in cui si trovava D'Annunzio
• Mussolini è più pragmatico e concreto. Lascia fare a D'Annunzio. Fiume è molto fumo e niente arrosto. D'Annunzio ha bisogno di stare al centro dell'attenzione, come si è visto nelle radiose .
giornate di maggio. Mussolini è un politico e sta a guardare. Politicamente, D'Annunzio è destinato a tramontare mentre Mussolini no.


Primo dopoguerra
• Periodo molto difficile.
• Problema di reduci da reinserire nella società.
• I costi umani suscitano varie proteste e alimentano tensioni sociali che vengono chiamati il biennio rosso. Il Biennio rosso (1919-1920) è la diffusione di sommovimenti sociali in tutta Europa in virtù dell'eco che ha avuto la rivoluzione bolscevica. Si inasprisce il conflitto sociale tra marxisti e borghesia, borghesia capitalistica, grandi proprietari terrieri, e operai di fabbriche, contadini. Come reazione agli scioperi operai, i proprietari chiudono le fabbriche.

Operai ottengono aumento salario richiesto. Tuttavia, la conclusione del biennio rosso non fa diminuire la tensione sociale.
• Nord: le leghe bracciantili (un bracciante è qualcuno che lavora la terra con le braccia; un contadino) fanno valere certe rivendicazioni: impongono al datore di lavoro di impiegare dei lavoratori anche nelle stagioni morte quando l'agricoltura non è fiorente.

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