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NAPOLEONE - LA TERZA E LA QUARTA COALIZIONE

La seconda fase del progetto napoleonico dopo la stabilizzazione è scandita da due anni: il 1805 e il 1811, anno di max espansione dell’impero francese. Mentre in precedenza tutte le nazioni europee, soprattutto con la politica scellerata dei girondini, del re e del Terrore, dai tempi del 1792, con la dichiarazione di guerra all’Austria e alla Prussia, si erano apertamente schierate contro la Francia, riportando significative vittorie, Napoleone era stato in grado di sconfiggere tutti i nemici della Francia, ad eccezione di uno: l’Inghilterra, che come sappiamo aveva una posizione molto protetta dagli attacchi di altre nazioni. Napoleone, con la terza coalizione, aveva tentato dapprima di affrontare in una battaglia navale l’Inghilterra, risultando sconfitto nella battaglia di Trafalgar, dove morì il generale Nelson, ma era invece riuscito a vincere in campo aperto gli Austriaci e i Russi nella battaglia di Austerlitz.

Poi con la quarta coalizione decide di affrontare la Prussia, riuscendo a sconfiggere l’esercito prussiano nella battaglia di Jena e a siglare un trattato di pace presso Tilsit. Grazie a tali battaglie, anche non sempre vittoriose ma comunque risultate in parità, si costruì il mito di un Napoleone mai sconfitto in battaglia a capace di essere un grande stratega militare: infatti tutte le coalizioni costituitesi contro di lui non riusciranno mai a riportare una vittoria. A Tilsit le condizioni di pace vengono imposte da Napoleone, il quale poco a poco riesce ad allargare il proprio controllo su gran parte dell’Europa, ponendo i suoi familiari a governare degli stati come la Spagna e Napoli

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