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La tecnologia del terrore

La chimica. Nel 1915, la Germania usa proiettili pieni di gas contro la Polonia. Due anni più tardi, nel 1917, ancora la Germania usa gas di cloro a Ypres (iprite). Il gas è un’arma totale, antibiotica (uccide tutto) ma non sempre controllabile. L’uso delle maschere anti-gas e i mutamenti del vento rendono variabile l’efficacia delle nubi tossiche.

La meccanica.
Il motore a scoppio rivoluziona il trasporto delle truppe e produce la nascita del carro armato. Non si tratta d’altro che della fusione di mezzi cingolati delle fattorie con l’armamento leggero degli autoblindo. Il carro si manovra sul terreno accidentato con buon volume di fuoco. Guardato inizialmente con sospetto e usato per la prima volta (inadeguatamente) il 15 settembre 1916 sul fronte occidentale, fu usato molto nella fase finale della guerra che era diventata di movimento (ad Amiens, agosto 1918, inglesi ne usano 450).

L’aeronautica da guerra. L’aeroplano con motore a benzina (invenzione di Wright 1903) fu utilizzato in primo luogo come mezzo di ricognizione, poi anche per la ricognizione fotografica, infine per bombardare le retrovie avversarie e guidare le artiglierie. La Germania usa anche i dirigibili. L’arma aerea ha un “ruolo strategico”. Addirittura lo sviluppo delle tecnologie porta alla mitraglia che spara in sincro coi movimenti dell’elica.

L’industria bellica. Gli scienziati creano nuovi esplosivi (nitrati sintetici); sul fronte interno viene moltiplicata la produzione bellica dal 1915 a 1918: mitragliatrici (5000%), aerei (2000%), motori d’aviazione ( 2300%), autoveicoli (200%), proiettili (800%).

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