Dreke90 di Dreke90
Genius 6795 punti

L'ascesa di Hitler

La stabilità della Germania weimariana rivelò la sua precarietà quando le conseguenze del 1929 si abbatterono sul paese, e in questo quadro si colloca l’ascesa di Hitler. Nato in Austria da una famiglia di impiegati, Hitler si era arruolato volontario nella Prima Guerra Mondiale e aveva risentito profondamente per la delusione dei trattati di pace, nel 1920 a Monaco aveva aderito al partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, che disponeva di squadre militari come le SA (reparti d’assalto) per colpire la sinistra. Grazie alle sue doti di leader egli conquistò la guida del partito e nel 1923 tentò un colpo di stato ma fallì e fu condannato a 5 anni di reclusione. Egli per alcuni anni ottenne consensi modesti ma nel 1933 prendeva il potere, come fu possibile?
Bisogna considerare due elementi: il primo è il successo che ottennero le sue parole d’ordine in una società profondamente lacerata dalla guerra e dalla crisi; l’ideologia hitleriana mescolava ingredienti capaci di attirare gli stati più diversi della società, la stessa denominazione “nazionalsocialista” fondeva le due ideologie di massa più diffuse, egli predicava il risentimento e la revisione dei trattati di pace; per quanto riguarda il secondo aspetto Hitler predicava un socialismo di tipo antimarxista, cioè basato sui valori della comunità del popolo e su uno stato forte. Più che un programma politico, egli offrì ai tedeschi una prospettiva di radicale cambiamento e il sogno di un risorgimento della Germania unito all’odio verso i nemici di questo progetto. Intanto Hitler otteneva crescente consenso presso le élite economiche-finanziarie e militari, ciò fu possibile grazie anche alle sue doti carismatiche. Il partito nazista divenne un’organizzazione gerarchica presente nei diversi Länder, dotato di strutture paramilitari forti come le SA e le SS, cioè i reparti scelti di assoluta fedeltà ad Hitler, sotto la guida di Himmler. Un ruolo fondamentale ebbero l’antisemitismo e il razzismo, a cui Hitler aggiunse l’antibolscevismo, costruendo così la sua popolarità. Gli ebrei divennero il capro espiatorio della situazione, il nemico per eccellenza. L’antisemitismo era già presente in Germania, ma con Hitler venne messo al servizio della politica, essi venivano considerati come una razza inferiore rispetto ai tedeschi ariani. Intanto il governo di Weimar non riusciva ad applicare strategie efficaci e il paese diventava sempre più ingovernabile. La svolta avvenne tra il 1930 e il 1932 quando il governo di Bruning fu costretto a ricorrere all’appoggio della destra e della sinistra con decreti di emergenza. Nel 1932 un importante gruppo di uomini d’affari inviò ad Hindenburg un appello affinché egli nominasse Hitler cancelliere, ma egli si rifiutò perché lo temeva, così il governo venne affidato a von Papen, che da un lato operò per emarginare le sinistre e dall’altro cercò di portare Hitler nel governo. Sull’onda del successo elettorale del luglio 1932 Hitler pretese che gli fosse affidato il governo, ma Hindenburg rifiutò ancora, intanto il paese era ingovernabile e le SA spadroneggiavano, così nel 1933 von Papen lo convinse ad affidare ad Hitler la carica di cancelliere. Salito al potere egli impiegò sei mesi per distruggere la democrazia e costruire uno stato totalitario, successivamente si tennero delle nuove elezioni, precedute da intimidazioni e violenze; al voto Hitler ottenne la maggioranza assoluta e ottenne dal parlamento i pieni poteri, abolendo così in pochi mesi ogni libertà e possibilità di dissenso. Il 20 marzo 1933 venne costituito a Dachau il primo campo di concentramento per i prigionieri politici. Alla morte di Hindenburg, Hitler assunse anche la carica di capo di stato, concentrando su di sé tutti i poteri.

Registrati via email