Stili di genere nel dopoguerra


Negli anni immediatamente successivi alla Grande Guerra, il sentimento di paura e di depressione che coglie coloro i quali sono più direttamente colpiti dai disagi economici postbellici contrasta profondamente con la sensazione diffusa che tutto sia possibile, che un universo nuovo possa aprirsi, una sensazione che dalla metà degli anni Venti è rafforzata proprio del rilancio delle economie allora in atto. Chi si è salvato dalla guerra, chi è riuscito a sfuggire ai contraccolpi della dura situazione economica che si era creata nel dopoguerra vuole divertirsi, dimenticare dei disastri vissuti, lasciarseli definitivamente alle spalle e attraversare esperienze nuove per sentirsi più vivo che mai. Una sorta di incontenibile desiderio di novità si impossessa di molti, specie delle ragazze. La moda femminile è in piena trasformazione e vari nuovi "tipi" femminili appaiono sulla scena infatti la garçonne (cioè 'maschietta'), la flapper ('tipa emancipata') sono ragazze che esibiscono i capelli tagliati corti, le gonne corte e una insolita sensualità e indipendenza, sono in una parola il simbolo di una nuova femminilità. E poi c'è la grande innovazione del "make-up". Prima della guerra la cosmesi (il rossetto, il mascara, il profumo perfino) era una risorsa riservata solo ad attrici o prostitute, nessuna donna cosiddetta "per bene" avrebbe mai adottato questa soluzione. Dopo la guerra la nuova moda, evidentemente trasgressiva e provocatoria, si impone: e quasi dal giorno alla notte un'industria cosmetica di grandi proporzioni diventa una delle realtà più importanti dell'Occidente industrializzato, infatti proprio nel 1921 la già famosa stilista Coco Chanel lancia il suo celeberrimo profumo "Chanel nº 5".

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