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Lo Stato Moderno

Durante il dominio napoleonico in Francia e nell’Europa, i poteri dello stato, il sistema di governo e l’organizzazione amministrativa diventano efficienti così da dare allo Stato il monopolio della forza legittima. Questo anche perché erano scomparsi i privilegi della chiesa e dei ceti, ed erano state codificate le leggi.
Era nato cosi lo Stato moderno che eccetto in Inghilterra, dove la burocrazia e la codificazione delle norme era praticamente assente, si presenta come uno Stato burocratico - amministrativo.
Il sistema di potere tradizionale viene sostituito da quello legale, fondato sulle leggi al quale dava esecuzione un ceto di funzionari-burocrati.

La burocrazia era rappresentata dall’amministrazione e il suo personale dirigente che rappresentavano la struttura di base dell’organismo statale.

Il funzionario statale aveva una formazione giuridica e veniva reclutato con concorsi pubblici.

Soprattutto in Francia e in Prussia delle scuole speciali formavano specialisti nel campo delle costruzioni stradali, ingegneria edilizia ,quindi l’amministrazione pubblica si dotava di tecnici specializzati. Essi insieme agli esperti giuridici avrebbero accompagnato l’epoca dell’industrializzazione.

Sempre in Francia fu applicata una nuova materia al servizio dello Stato:la statistica .
Essa descrive con formule matematiche e rappresentazioni numeriche i fenomeni sociali ed economici fornendo allo Stato strumenti di previsione e di intervento.
L’attività principale della statistica furono i censimenti.

La nascita dello Stato moderno coincide, lungo il corso del 1800, con la nascita dei partiti e con l’affermarsi delle istituzioni rappresentative.

I sudditi si erano trasformati in cittadini, la sovranità non apparteneva solo ad un principe, ma insieme al popolo e ai suoi rappresentanti:monarchia costituzionale rappresentativa.
Nei regimi repubblicani la sovranità appartiene interamente al popolo e ai suoi rappresentanti.

Lo sviluppo dei sistemi politici era legato alla costituzione che definisce il nuovo patto che regge una comunità e fonda lo Stato come insieme di ordinamenti giuridici.
Questo tipo di ordinamento si chiama Stato di diritto.(retto da una legge, la costituzione, e basato dalla divisione dei poteri)

Nel 1800 si formarono due diverse forme di governo:
-il governo costituzionale dove il capo dell’esecutivo(presidente del consiglio o ministro) era responsabile solo davanti al sovrano che lo aveva nominato.
-il governo parlamentare dove l’esecutivo rispondeva solo davanti al Parlamento che lo aveva eletto.

E si formarono due tipi di sistemi elettorali:
-a suffragio universale maschile( tutti i maschi maggiorenni potevano votare)
-a suffragio ristretto( legato al censo e circoscritta solo ad una parte di popolo speciale ,di élite)


Nel 1800 si delinea un nuovo concetto il liberalismo:un orientamento ideale, una visione del mondo fondata sulla libertà , fuoriuscito dalla cultura illuministica e in alcune esperienze politiche come in Inghilterra, come la rivoluzione americana e francese.
Il liberalismo aveva come idee base la tolleranza, la libertà di opinione, il principio rappresentativo e la divisione dei poteri, la difesa dell’individuo contro gli abusi dell’autorità.
Il regime liberale è un regime dove i diritti del cittadino come la libertà di pensiero , di stampa, di associazione vengono rispettati, dove la proprietà e il libero commercio è salvaguardato dove lì autorità centrale è limitata e controllata da coloro che per posizione sociale, per ricchezza, o per istruzione (parte di popolo speciale, élite)sono gli unici ad interessarsi all’andamento della cosa pubblica.


Il pensiero liberale si distacca dal pensiero democratico,il quale aveva come cardine l’idea di sovranità popolare, governo di tutto il popolo.
Per i democratici la forma di governo ideale era la repubblica e l’espressione del popolo era lì assemblea eletta a suffragio universale. I democratici vedevano nella politica il mezzo per l’attuazione del “bene comune” mentre i liberali per garantire i diritti individuali. Comunque a livello pratico essi erano d’accordo nel lottare contro i regimi assoluti. Avevano in comune i seguenti obiettivi: la costituzione, il parlamento elettivo e la garanzia delle libertà fondamentali.

Mill inglese, pensatore politico cercò di mettere il liberalismo in grado di dare risposte alle nuove esigenze sociali dell’epoca. Tocqueville francese, invece sostenne che era inevitabile l’avvento della democrazia ma denunciò i rischi di appiattimento e di autoritarismo che avrebbe comportato tale avvento.

Si inserisce così un nuovo concetto politico l’idea di nazione.
Nel 700 il concetto di nazione aveva un valore generico, non svolgeva un ruolo centrale nella cultura politica. L’idea che Stato doveva coincidere con una nazione era estraneo alla cultura dell’antico regime.
L’idea moderna di Nazione nasce con Rousseau :nazione come espressione di un popolo, di una comunità di cittadini con una volontà comune. Nazione come comunità naturale unita dalla stessa lingua , stessa cultura e stesso sangue. Principio base di ogni organizzazione sociale e politica.

Nazionalismo conservatore:lo Stato è un’entità organica e gerarchica espressione degli interessi generali della società al di là e al di sopra dei diritti individuali. Esponenti i due filosofi Hegel e Fichte.

Nazionalismo democratico:lo Stato che coniuga la fede nella democrazia con la concezione romantica della nazione come comunità di sangue e di cultura.

Il pensiero socialista si diffuse in Europa in risposta al diffondersi del processo di industrializzazione, alla crescita del proletariato di fabbrica e all’aumento della dimensione della questione sociale.
I l pensiero socialista coincideva nel fatto che per superare i mali delle ingiustizie del capitalismo industriale era necessario colpire l’individualismo, la concorrenza ,il profitto ( i principi alla base del capitalismo industriale) e sostituirli con valori come la solidarietà e l’uguaglianza.

L’ inglese Owen ebbe un ruolo importante nell’organizzazione del movimento operaio. In Francia con Fourier il pensiero era chiaramente anti-industriale ma impossibile a realizzarsi(utopico), con Blanc che fu il capostipite del riformismo socialista solo con l’intervento dello Stato come regolatore, e gestore, si poteva risolvere la questione sociale. anche in Germania si diffusero le idee socialiste con Marx ed Engels. Marx espresse la concezione materialistica della storia e sottolinea l’importanza del ruolo rivoluzionario del proletariato che era destinato a svolgere contro la società borghese.

Con l’affermarsi degli ideali liberali, democratici e nazionali inizia un periodo di moti insurrezionali che si propagarono da un luogo all’altro con molta facilità contro i governi e i regnanti uniti dalle alleanze. Le società segrete divennero così lo strumento di lotta politica nell’età della Restaurazione

la principale fu la Carboneria, presente in Italia e in Spagna. I carbonari avevano come ideali il costituzionalismo e il liberalismo moderato. I Comuneros, gli Adelfi, i Filadelfi, in Francia, avevano un orientamento più democratico.
All’interno di una setta i confini politici non erano così precisi, coesistevano diversi progetti politici al suo interno, comunque al di là del loro fine da perseguire le società segrete tutte poggiavano su una stessa base:pochissimi artigiani e popolari, qualche borghese del commercio o delle professioni, e molti intellettuali , studenti e militari. Furono i militari a dare il via alla prima ondata rivoluzionaria in Europa agli inizi del 1820.

L’ondata rivoluzionaria partì dalla Spagna. Il 1 gennaio 1820 nel porto di Cadice alcuni reparti si ammutinarono e così la rivolta sim estese ad altri reparti, finché il re fu costretto a richiamare in vigore la costituzione e a indire le elezione per la camera elettiva(cortes) così in Spagna si costituisce un regime liberal-democratico. Nell’estate 1820 moti iniziati dai militari, scoppiarono anche nel regno delle due Sicilie e in Portogallo dove il re concesse la costituzione.

Anche il re di Napoli concesse la costituzione dopo che cominciò la rivolta a Nola con l’adesione di numerosi ufficiali.
La rivoluzione napoletana dovette affrontare vari problemi come la divisione tra democratici e moderati, il comportamento ambiguo del re e l’avversione del governo austriaco.
Anche a Palermo ci fu una violenta ribellione: gli operai, gli artigiani si erano uniti all’aristocrazia locale contro la monarchia napoletana, ma il governo di Napoli inviò in Sicilia un corpo di spedizione che dominò la rivolta in pochi giorni.
Intanto in Piemonte in Lombardia si era diffusa una nuova organizzazione , la federazione italiana, che agiva collegata ai carbonari e aveva come obiettivo cacciare gli austriaci e formare un governo costituzionale indipendente in Italia settentrionale, ma questa ipotesi fu troncata nel nascere con l’arresto dei suoi capi :Silvio Pellico e Pietro Maroncelli.
In Piemonte il moto scoppiò nel 1821 con alcuni reparti che ammutinarono e quando la reggenza era affidata a Carlo Alberto fu concessa una costituzione simile a quella spagnola.,ma poi sconfessato si unì alle truppe austriache e represse i rivoluzionari a Novara. Così gli austriaci decisero di intervenire entrando a Napoli il 23 marzo 1821 e restaurando il potere assoluto di Ferdinando I che represse duramente i protagonisti della rivoluzione con condanne e con espatrio numeroso di patrioti. A poco a poco anche gli altri stati come la Francia e il Portogallo restaurarono i vecchi regimi. Motivi di insuccesso delle forze liberali erano state la scarsa unità, le carenze sul piano dell’organizzazione, e soprattutto non avevano legami con la massa popolari.

Nel 1831 scoppiarono le insurrezioni nel ducato di Modena e di Parma e in una parte dello stato pontificio. il duca Francesco IV voleva diventare sovrano del Regno dell’Italia centro-settentrionale percò si mise in contatto con alcuni esponenti di una setta operante nel ducato ,fra cui Ciro Menotti, il quale aveva come aspirazione un’ Italia unita sotto una monarchia costituzionale. Ma il duca dopo che l'Austria minacciò qualsiasi cambiamento in Italia, lasciò il suo progetto ed anzi fece arrestare i capi della congiura eventuale. La rivolta scoppiò lo stesso il 4 febbraio a Bologna e si estese alla Romagna con Pesaro e Urbino e Francesco IV fu costretto alla fuga.

Rispetto ai moti del ’20 i moti dell'Italia centrosettentrionali presentarono delle novità:
-non erano solo i militari a muoversi ,ma anche i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale e appoggiati dal popolo.
-Il tentativo di coordinare le singole insurrezioni in un unico moto unitario(fu costituito un governo delle province unite e organizzato un corpo di volontari per marciare verso Roma).

Il governo austriaco riuscì a reprimere le insurrezioni con una dura repressione e a riportare il vecchio ordine: Ciro Menotti fu condannato a morte e impiccato, gli insorti emiliani condannati a lunghissime pene o costretti all’esilio.

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