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Dal ’48 nella regione del Medio Oriente riorganizzata su indicazione delle Nazioni Unite fu formato lo stato di Israele, (per la pressione dell’opinione pubblica mondiale, cercando di rimediare alla Shoah). Il nuovo stato venne visto come diffidenza dagli stati arabi confinanti, portando nel ’48-‘49(Egitto, Giordania, Siria, Iraq e Libano) ad attaccare gli israeliani, che ebbero la meglio. Nel nuovo stato sotto la leadership del socialista David Ben Gurion, venne consolidato un regime democratico da un’originale esperienza di colonizzazione del deserto attraverso strutture collettivistiche(kibbutz). L’Egitto che nel ’52 aveva istaurato un regime militare, sotto la guida di Nasser, aderì alla conferenza di Bandung, stringendo relazioni con il blocco orientale, offrendo appoggio all’Urss. Nel ’56 annunciata la nazionalizzazione del canale di Suez,(ancora controllato dalle truppe britanniche),l’ordine venne ristabilito dall’ONU, con un grande successo(a dicembre i ‘caschi blu occuparono le Fasce di Frontiera tra Egitto e Israele, garantendo il cessate il fuoco). Tra il ’57-’58, si tenne al Cairo, una seconda conferenza, con la partecipazione di 44 delegazioni, decretando l’ascesa dei paesi africani alla testa di uno schieramento meno neutralista e più antiamericano. Fu una terza conferenza nel ’61 a Berlino, ristretta ai paesi non appartenenti a nessuna alleanza militare, ad evidenziare i limiti di un movimento troppo debole e politicamente eterogeneo, per tradurre il ‘non allineamento’ da fatto negativo in una posizione attiva, per rompere gli equilibri bipolari. Infine De Gaulle tornato al potere nel ’58, tentò di aggirare gli organismi comunitari, con un rapporto diretto tra i maggiori governi europei, per guadagnare autonomia anche rispetto all’Alleanza atlantica.

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