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LO SQUADRISMO FASCISTA

Agli scontri che coinvolgevano grandi masse di persone nelle città si aggiungsero, nel periodo immediatamente precedente alla marcia su Roma, dei disordini crescenti anche nelle campagne: a seguito di queste rivolte nelle campagne vi è anche la nascita di quello che viene chiamato squadrismo fascista o fascismo agrario, per distinguerlo da quello che negli stessi anni si stava sviluppando in città. Nelle campagne italiane, infatti, si stava verificando lo stesso problema sorto nelle industrie: infatti mentre inizialmente il proprietario terriero che aveva bisogno di manodopera non aveva difficoltà a trovare nei paesini italiani soprattutto del sud dei braccianti ad un prezzo relativamente basso e che comunque poteva facilmente sostenere, ora invece, la situazione era profondamente mutata.
Infatti mentre prima, essendo il lavoro nelle campagne stagionale, i braccianti si accontentavano del poco concessogli dal padrone e il proprietario poteva abbassare a suo piacimento il prezzo della manodopera, perché ci sarebbe sempre stato qualcuno disposto a lavorare, ora invece, attraverso l’azione delle leghe rosse socialiste e delle leghe bianche cattoliche, che avevano sensibilizzato i braccianti, si verificava la situazione contraria. Le leghe bianche e rosse avevano instillato l’idea nei braccianti che loro erano sfruttati e, che se in massa rinunciavano al lavoro, il padrone sarebbe stato costretto ad aumentare il loro compenso per convincerli a lavorare: così i contadini, agendo compatti, avrebbero migliorato la loro condizione.
Inizialmente questa idea funzionò, ma i proprietari decisero di porre rimedio, in quanto se anche si rifiutavano di aumentare il compenso ai braccianti, i prodotti agricoli avrebbero finito per deteriorarsi causando un danno ancora maggiore: capendo che i contadini erano indirizzati dalle leghe, cercarono l’appoggio di qualcuno che fosse in grado di minacciare o far tacere completamente le leghe. I proprietari decisero quindi di assoldare delle vere e proprie squadre per intimidire o eliminare totalmente le leghe e non tardarono a trovare l’appoggio dei reduci, dei delusi e di coloro che volevano un ritorno all’ordine, che erano anche pagati per fare ciò che avrebbero potuto fare senza compenso: inoltre era maggiormente conveniente assoldare una sola volta una squadra che aumentare ogni volta il salario ai braccianti. Quando si veide l’efficacia di questo metodo intimidatorio nelle campagne e si sparse la notizia anche in città, anche i fascisti residenti nelle città non tardarono molto ad organizzarsi in squadre, facendo però questa volta delle intimidazioni nei confronti dei socialisti.

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