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Le società segrete


Un’opposizione nascosta
Nell’età della Restaurazione, il dissenso politico era vietato o aveva gravi limitazioni in quasi tutta Europa.
Per questa ragione, il principale strumento di lotta politica fu costituito dalle società segrete come la Massoneria.
Sul modello della Massoneria era organizzata la Carboneria che traevano i loro simbolo dai carbonai ed avevano come obbiettivo la costituzione liberale.
Altre società segrete come ad esempio: i Comuneros o gli Afelfi e i Filadelfi puntavano a ottenere una costituzione democratica.
La struttura rigidamente gerarchica di queste società faceva si che talvolta gli aderenti fossero a conoscenza solo di una parte del programma. Era questo ad esempio il caso della setta fondata da Filippo Buonarroti.

L’utopia di Buonarroti
Filippo Buonarroti aveva partecipato attivamente alla Rivoluzione francese ricavandone insegnamenti di carattere universale.

Secondo Buonarroti non era sufficiente battersi perché il sovrano concedesse una costituzione o venisse instaurata la repubblica.
La libertà non poteva limitarsi all’ ambito politico: occorreva una rivoluzione sociale che mutasse radicalmente la società e instaurasse il comunismo.
Per raggiungere questo risultato bisognava coordinare le attività delle diverse società segrete.
Nonostante tutto Buonarroti non riuscì a ottenere i risultati desiderati.

Il metodo delle insurrezioni
Il metodo di lotta seguito dalle società segrete consisteva generalmente nell’organizzare delle insurrezioni che obbliassero il sovrano a concedere la costituzione.
Accanto alle società segrete progressiste operarono anche società segrete reazionarie, tuttavia queste società ebbero un ruolo assai limitato.
Il merito delle società segrete progressiste fu quello di tenere vivi gli ideali della Rivoluzione francese, il limite consistette proprio nella segretezza dei programmi e degli iscritti.
Inoltre, queste società poggiavano su di una base popolare ristretta: accanto ai militari, ne facevano parte molti intellettuali e studenti, minore era il numero degli esponenti della borghesia commerciale e delle professioni, dell’ aristocrazia, degli artigiani e i popolani.
Il mancato coinvolgimento delle masse popolari nelle società segrete porterà al fallimento della loro azione.

“Il Conciliatore”: l’opposizione intellettuale

Un caso particolare fu quello che si verificò in Lombardia, dove l’amministrazione austriaca cercò di instaurare un rapporto di collaborazione con gli intellettuali.

A questo scopo gli Austriaci promossero la creazione della rivista “Biblioteca italiana” e ne offrirono la direzione a Ugo Foscolo, questi rifiutò e anche altri intellettuali si rifiutarono.
Fallita l’iniziativa, la rivista si limitò a sostenere una visione tradizionalista.
Contro questa rivista, le maggiori autorità intellettuali del mondo milanese diedero vita a una rivista alternativa: “Il Conciliatore”, la rivista si occupava di statistica, di economia, di argomenti scientifici, di letteratura e di istruzione che mirava a formare un’opinione pubblica moderata, borghese e liberale.
“Il Conciliatore” fu chiuso per le pressioni della polizia.

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