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La società di massa

Dopo il 1800 ha origine la “società di massa” (fino alla prima guerra mondiale, 1914). E’ un complesso di individui cui manca qualunque tipo di caratterizzazione individuale, nella quale sono presenti però degli atteggiamenti o valori molto omologati.
Una delle cause è l’industrializzazione su grande scala (aumento dei beni a disposizione). I salari sono più alti, quindi c’è più concorrenza tra la gente per accaparrarsi i beni più costosi e moderni. La Seconda Rivoluzione industriale ha inizio dall’America, nella fabbrica Ford a Detroit. Nel 1911 Taylor (ingegnere) pubblica il saggio “I principi della produzione scientifica del lavoro”. Egli riteneva che il lavoro dovesse essere segmentato, ossia diviso in sezioni. Per questo motivo nascono i primi operai specializzati e nel 1913 nasce la prima catena di montaggio. Ciò ha due vantaggi: si risparmia più tempo e si produce di più. Nel frattempo, l’America comincia ad emergere come potenza mondiale, facendo da Nazione trainante. In questo periodo la classe operaia acquista sempre più importanza fino a diventare un soggetto politico fondamentale. Si distinguono due classi di operai: quelli specializzati (che si trovavano nelle catene di montaggio) e quelli meno qualificati.

Alla fine del 1800 nascono i primi partiti. Il partito social-democratico tedesco (SPD) è il primo partito a nascere (1875) e ha una forte tipologia marxista: l’obiettivo era la Rivoluzione comunista. L’Internazionale era un’Assemblea dei partiti operai. I partiti differiscono dalle vecchie associazioni, poiché hanno un programma, un leader e degli iscritti. La prima riunione dei partiti si ha nel 1864, mentre nel 1889 si ha la seconda Internazionale, che comprendeva i partiti più importanti. Uno degli obiettivi era la giornata lavorativa di otto ore (1° maggio 1890, giornata di lotta per ottenerla). Altri obiettivi erano ottenere altri diritti, come per esempio quello alla pensione e allo sciopero.
Per “questione sociale” si intende la situazione dei diritti delle classi lavoratrici, le quali erano ancora prettamente maschili). Le masse volevano entrare nel governo, così da renderlo totalmente democratico. Molti borghesi erano contrari a concedere agli operai il diritto di voto (se gli operai possono, perché le donne no? Per questo motivo nascono le suffragette, tra cui la più importante è Emmeline Pankhurst).
Nel 1911 tutti i maschi potevano votare in Italia (nel 1946 le donne). Queste rivendicazioni spinsero la Chiesa a prendere posizione: il papa Leone XIII nel 1891 emanò l’enciclica “Rerum Novarum”. Le encicliche erano il modo con cui la Chiesa si esprimeva su vari argomenti. La Chiesa vide, infatti, diffondersi l’azione dei partiti (quelli socialisti erano ad ideologia atea), i quali preoccupavano molto la Chiesa. Il papa condannava il socialismo (poiché mette gli uomini in contrapposizione), ma condanna anche l’avidità del capitalismo, poiché favorisce l’arricchimento dei singoli; per questo motivo la Chiesa desiderava una conciliazione tra le varie classi. Si ebbe uno svecchiamento della Chiesa (finì il "non expedit", ossia la Chiesa fuori dalla vita politica), e ebbe inizio il “Modernismo”. In seguito tuttavia, con l’arrivo di Pio X, si fece un passo indietro, poiché egli condannò il modernismo. Le società di massa sono tali anche perché sono inserite in Stati burocratizzati.

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