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La 2^ rivoluzione industriale modificò radicalmente la società dell’800, portando al cambiamento degli stili di vita delle persone e alla nascita della società di massa.
La società di massa era caratterizzata dalla produzione su larga scala di prodotti di consumo per la popolazione nella sua totalità, ma soprattutto dall’annullamento del singolo a favore del gruppo.
Altri furono i cambiamenti importanti che succedettero alla 2^ rivoluzione industriale:
• Inizio dell’economia di mercato, grazie alla quale non si consuma più ciò che si produce, ma si acquistano beni pagando con il proprio salario;
• Indirizzamento verso la concessione del suffragio universale maschile in tutta Europa, già avvenuto però in paesi come Germania, Svizzera e Francia;
• Creazione dei partiti politici di massa, che modificarono l’impostazione politica originale per ottenere più voti;

• Nascita delle organizzazioni sindacali, che superarono la precedente impostazione e guadagnarono rapido successo tra i lavoratori. Sostenevano lo sciopero dei lavoratori per rivendicare i diritti sul lavoro;
• Introduzione dell’energia elettrica, automobili e acqua potabile, diffusione rapida dei giornali e periodici dovuti a un aumento del numero di lettori;
• Sviluppo del settore terziario e grande importanza data alla scuola, che è resa obbligatoria e gratuita per tutti i cittadini per combattere l’analfabetismo.
-Politica e società dell’800
Le correnti politiche della seconda metà dell’800 erano tre:
Conservatori: temevano che le proteste e la scolarizzazione dei ceti inferiori potesse causare la perdita di privilegi delle classi più abbienti;
Liberali: ritenevano che lo Stato non dovesse intervenire sull’economia della Nazione. Le uniche leggi dovevano essere dettate dalla libera concorrenza;
Socialisti: sostenevano l’ideale marxista della lotta fra classi e ritenevano necessario una rivolta operaia per creare una società più giusta.
La chiesa si oppose al liberalismo e soprattutto al socialismo e alla lotta tra classi, proponendo in alternativa un accordo pacifico tra imprenditori e proletari.
Socialismo
Ebbe ampia diffusione in Europa. Alla fine del secolo tutti i paesi europei possedevano un proprio partito socialista.
SPD (Partito socialdemocratico tedesco) fu il primo partito socialista formato in Europa (1875). Divenne presto un modello per la creazione di partiti in altri paesi.
In Francia venne creato nel 1882 ma si disgregò presto in altri piccoli partiti, riuniti solo nel 1902.
In Italia, venne creato il Partito dei lavoratori italiani (1892) che nel 1895 cambiò nome e divenne Partito Socialista Italiano.
In Inghilterra, il marxismo non si diffuse all’interno delle Trade Unions. Tuttavia, ebbe molto successo la Società Fabiana, un gruppo d’intellettuali di stampo gradualista e moderato. I fondatori delle Trade Unions, però, decisero di creare un partito che esprimesse il pensiero della classe operaia. Nacque così il Partito Labourista (1906).
Tutti i partiti, nonostante le differenze dettate dalle circostanze della nazione, avevano in comune la volontà di superare il sistema capitalistico, tutti erano di impronta internazionalista e pacifista, ma soprattutto, tutti affondavano le proprie radici nelle ideologie della Prima Internazionale Socialista (sciolta nel 1876).

La Seconda Internazionale Socialista nacque nel 1889 a Parigi, dove furono approvati alcuni cambiamenti importanti, come la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore e la proclamazione del primo maggio come giornata mondiale di lotta.
La Seconda Internazionale si pose come obiettivo la formazione di una federazione di partiti socialisti che però mantenessero la propria autonomia e indipendenza. I congressi furono importanti per inquadrare e discutere problemi dell’epoca, come la situazione del proletariato e la battaglia contro la guerra.
Ben presto però si crearono due tendenze all’interno della Seconda Internazionale:

Revisionisti o Socialdemocratici: rivedevano le ideologie marxiste, sostenendo l’inutilità di uno scontro violento tra proletariato e imprenditori per ottenere maggiori diritti. Esso doveva avvenire gradualmente e grazie ai partiti socialisti che rappresentavano la classe operaia. Eduard Bernstein ne fu il maggior esponente e contestò le teorie marxiste, evidenziandone alcuni aspetti sbagliati, come il lento miglioramento delle condizioni del proletariato o il continuo superamento delle crisi da parte del capitalismo.
Rivoluzionari o ortodossi: sostenevano un’azione violenta da parte dei lavoratori per l’eliminazione definitiva delle classi. Karl Kautsky fu il suo maggior esponente e riteneva necessario preparare il popolo a una rivolta, mentre rifiutava l’idea della partecipazione in parlamento dei socialisti insieme al partito borghese.
Sindacalismo rivoluzionario
Movimento operaio sviluppatosi in Francia con un percorso indipendente rispetto alle tendenze della Seconda Internazionale. Sosteneva l’addestramento delle masse per una futura lotta, e
rifiutava il cambiamento graduale tramite azione politica. Gli scioperi erano considerati degli addestramenti utili in vista dello sciopero generale rivoluzionario, che avrebbe segnato la fine della classe borghese. Georges Sorel fu il massimo esponente di questa tendenza. Il movimento non si trasformò mai in un partito, ma ottenne molti consensi da parte di intellettuali e ampie parti della classe operaia.
Rapporti tra Chiesa e Politica
Leone XIII, a differenza del suo predecessore, ritenne necessario cercare di integrare un movimento politico con l’insegnamento della Chiesa. Questa sua ricerca si tradusse nella Rerum Novarum, un’enciclica nella quale veniva denunciato il capitalismo e il liberismo, poiché privi di norme morali che frenassero l’azione in ambito economico, il socialismo (specialmente la lotta fra classi) e la volontà del movimento di eliminare la proprietà privata e venne richiesto allo stato di eliminare le cause che potessero portare a un conflitto tra proletariato e imprenditori.
Verso la fine del secolo fu creata Democrazia Cristiana dal sacerdote Romolo Murri, che aveva l’obiettivo di superare la non expedit e creare un partito che conciliasse perfettamente il messaggio cristiano. Questo però non fu possibile, in quanto la non expedit non fu abrogata né da Leone XIII né dal suo successore Pio X, anche se fu attenuata da quest’ultimo, concedendo ai cristiani di partecipare alla vita politica ma non di creare partiti.
Condanna dura da parte di Pio X fu quella contro il Modernismo (filosofico: “rimpiazzo” del cristianesimo con un'altra religione più moderna com’era avvenuto con l’ebraismo; teologico: conciliazione dei dogmi ecclesiastici con innovazioni scientifiche e tecnologiche; politico: Democrazia Cristiana; letterario), in quanto svalutava la figura di Cristo e il ruolo della Chiesa.
Suffragette e Femministe
Le donne ottennero il diritto di lavorare in fabbrica, ma le discriminazioni nei loro confronti aumentarono, in quanto percepivano salari molto inferiori rispetto agli uomini e non potevano raggiungere posizioni dirigenziali. Cominciarono quindi a manifestarsi proteste in cui le donne inizialmente richiedevano il suffragio universale e per questo vennero chiamate suffragette. Il movimento femminista, invece, desiderava raggiungere la parità tra sessi e quindi gli stessi diritti.

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