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Scuola pubblica e "nazionalizazione delle masse"

Il protagonista del grande processo di diffusione dell'istruzione iniziato nel tardo Ottocento fu lo stato: il potere pubblico, infatti, iniziò a sviluppare l'istruzione di massa nel momento in cui divenne chiaro che essa era necessaria non solo a preparare una forza-lavoro adeguata alle nuove necessità dell'industria (operai specializzati, tecnici, dirigenti), ma anche a gestire la vita amministrativa (funzionari, burocrati).
Ma c'era anche una importante finalità politica in questa scelta. L'istruzione pubblica obbligatoria, infatti, fu uno dei cardini del processo di integrazione delle grandi masse nella nazione e nello stato: processo che è stato denominato "nazionalizzazione delle masse". La scuola fu uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali lo stato-nazione si preoccupò di diffondere nella società conoscenze storiche e linguistiche, valori, idee, modelli di comportamento comuni a gran parte della popolazione nazionale. Le classi dirigenti compresero, in altri termini, che nella nuova società di massa l'istruzione era necessaria non solo per creare una forza-lavoro più flessibile e capace di adattarsi alle innovazioni tecnologiche, ma anche per costruire nel paese una cultura comune, il rispetto di determinate regole e modelli, e favorire con ciò l'ordine e la stabilità sociale.

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