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Tema storico espositivo

Scaletta
1)Condizioni materiali della società di massa (dati oggettivi)
-Presentazione  significato (cit. Ortega y Gasset)
-Sfondo storico
2)Strumenti della massificazione (propaganda ecc…)
-Stampa (volgarizzazione)
-Grandi magazzini e divertimento in generale
-Pubblicità e nuovo metodo di propaganda legato al mercato
3)Psicologia delle masse
-Collettività
-Consapevolezza inconscia
-Mancanza di premeditazione
-Mutevolezza  difficile gestibilità
-Impulsività
-Visceralità (cit. Le Bon: femminilità)
4)Rapporto tra massa e potere
-Volontà di assumere attività delle minoranze
-Imposizione dovuta  vero e proprio diritto  passaggio da “massa” a “mondo”
5)Leader e folla
-Coesione di un’enormità di differenze (sebbene con comune base culturale)

-Emozione, eccitazione, scioglimento dalle inibizioni
-Incapacità di ragionare
6)Ideologia dell’uomo-massa
-Comportamento in massa diverso da comportamento da singolo --> Quasi pericoloso

La società emozionata


La massa è un folto insieme di persone con diversi caratteri, attitudini, abitudini ed aspetti e con lo stesso obiettivo. Per società di massa, invece, intendiamo il risultato del processo (prettamente economico) che ai primi del Novecento ha trasformato radicalmente il comportamento e l’aspetto della collettività. La rivoluzione industriale ha portato ad un’esplosione demografica, ad una spaventosa urbanizzazione, ad un inserimento della popolazione nel rielaborato ambito commerciale, ma soprattutto ad una mobilità sociale che, sebbene apparentemente positiva in quanto tesa all’uguaglianza, non ha fatto altro che accentuare l’anonimato, l’annullamento del singolo in favore di un “elemento della massa”. Il processo di massificazione avviene tramite molti mezzi, anche se possiamo individuare i tre più efficaci nella volgarizzazione della stampa, nella nascita del grande magazzino e nell’innovazione della pubblicità. Per quanto riguarda la stampa, per volgarizzazione si intende la trasformazione della sua finalità dall’informazione all’intrattenimento, trasformazione che nasce come necessità di soddisfare la domanda crescente di un pubblico sempre più alfabetizzato. Il materiale stampato abbassa in questo modo la qualità letteraria, il tabloid ha un successo straordinario, il settimanale/mensile prevale sulla lettura intellettuale e informativa, in un processo destinato ad essere irreversibile. Il grande magazzino, poi, è l’impero della finzione, un vero e proprio teatro con tanto di luci e scenografie, in cui l’uomo-massa che non può permettersi il lusso, si accontenta di un suo cartonato fatto di progresso, modernità, divertimento, socialità e diventa un consumatore a tutti gli effetti. Le stesse cause portano alla nascita del concetto odierno di moda, all’importanza della marca e quindi del logo, della pubblicità. Nasce la società del controllo, in cui chi crea la pubblicità punta sull’ipnosi del consumatore, sulla persuasione dello stesso, a livello inconscio, sebbene alla luce del sole. Così le menti di milioni di persone vengono appiattite, equalizzate, in un clima di conformismo e collettività che accomuna gli elementi della massa. Per quanto, diversi “gruppi”, piccole masse all’interno della massa si differenzino, per specifici obiettivi politici, sociali ed economici, ci sono caratteristiche comuni a tutti i tipi di massa. Innanzitutto, un’inconscia consapevolezza di forza ed invincibilità, estremamente pericolosa o efficace a seconda della natura morale o immorale dell’obiettivo; una quasi totale mancanza di premeditazione, che rende la massa estremamente mutevole, impulsiva, quasi vulnerabile e quindi poco controllabile e gestibile; infine è presente nella natura della massa un’estrema visceralità, emozione, coinvolgimento sentimentale, che lo psicologo e antropologo francese Gustave Le Bon definisce “femminilità”.
Una società del genere, sebbene nata dall’economia, può sconfinare nell’ambito politico e rapportarsi al potere in modo particolare ed energico: la massa pretende di assumere le funzioni che una volta erano proprie delle minoranze, come le funzioni governative o giudiziarie, e questo passaggio da minoranza a massa è visto come un diritto della massa stessa. Essa impone i suoi gusti a tutto il mondo e diventa essa stessa tutto il mondo. È il fenomeno del conformismo e del pericolo di contrastarlo.
La massa è eterogenea, e perciò incapace di ragionare senza un elemento di coesione. Questo elemento si identifica con il leader, una figura carismatica e capace non solo di unificare diversissimi temperamenti, ma anche di spingere gli uomini-massa ad una stessa emozione, uno stesso sentimento, una stessa eccitazione promotrice delle più differenti azioni. L’uomo massa è così convinto pienamente della giustizia della causa per cui si trova in quella massa ed è pericolosamente ristrutturato nella condotta. Ciò che è impossibile come individuo, diventa quasi scontato nella massa. La società di massa rappresenta una sorta di guscio protettivo per l’individuo, in cui allo stesso tempo identificarsi e perdere (inconsapevolmente) l’identità.

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