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Il Socialismo


Le origini del socialismo


Liberali e democratici avevano proposto un'analisi che riguardava essenzialmente l'organizzazione dello Stato e i diritti dei cittadini: la politica.
Nei decenni che seguirono la rivoluzione industriale il problema più appariscente fu costituito dalle condizioni miserabili e inumane in cui viveva la maggioranza della gente: la cosidetta questione sociale.
I socialisti proposero un ideale di società fondata sulla giustizia sociale, cioè su una distribuzione della ricchezza che non condannasse nessuno alla povertà e allo sfruttamento. Per raggiungere questo obiettivo vennero elabrate strategie diverse:
- misero in discussione il diritto di proprietà;
- criticarono l'individualismo liberale, contrapponendogli il valore della solidarietà.

Il socialismo inglese


La caratteristica del socialismo inglese fu il riformismo. I socialisti inglesi accettarono gli aspetti fondamentali dell'economia di mercato, ma rivendicarono riforme radicali per attenuarne le conseguenze sociali. Questa scelta fu influenzata dal pensiero di Robert Owen.
Owen condivideva con Smith l'idea che l'origine della ricchezza fosse costituita dal lavoro.
Voleva tornare all'equità del baratto, quando le merci venivano scambiate direttamente dai lavoratori che le avevano prodotte. A tal fine, Owen cercò di creare le condizioni affinché gli scambi avvenissero non per mezzo del denaro ma attraverso buoni-lavoro attestanti l'effettiva attività svolta.
Tutte queste idee, però, si rivelarono impraticabili.
Tuttavia Owen aveva indicato ai lavoratori la strada attraverso cui avrebbero potuto tutelare i loro interessi: l'organizzazione di associazioni di tipo sindacale.

Il socialismo francese


In Francia, la questione sociale venne alla ribalta verso quando con il decollo della rivoluzione industriale ebbero inizio le prime rivolte operaie.
I principali esponenti del socialismo francese furono:
- Claude-Henri conte di Saint-Simon: un governo di tecnici per realizzare una società armoniosa e fondata sui valori del cristianesimo delle origini;
- Francois-Marie-Charles Fourier: una società divisa in piccolo nuclei economicamente e politicamente autonomi;
- Louia Blanc: la costruzione di fabbriche sociali cioè di fabbriche gestite dagli stessi operai;
- Pierre - Joseph Proudhon: l'<<anarchia positiva>> una società fondata sull' autogestione economica e politica e senza la proprietà privata.

Marx ed Engels

L'elaborazione della dottrina socialista giunse al risultato più maturo con l'opera di due filosofi tedeschi: Karl Marx e Friedrich Engels che scrissero Il Capitale.

Il socialismo scientifico


Su incarico della Lega dei comunisti, un'associazione fondata da Marx ed Engels scrissero il Manifesto del Partito Comunista. In quest'opera proposero una nuova interpretazione del socialismo che rifiutava l'utopismo che aveva caratterizzato molte delle posizioni precedenti.
Secondo Marx ed Engels il socialismo non è un ideale che gli uomini devono realizzare.
In proposito sostengono la dottrina del materialismo storico secondo cui non sono le idee degli uomini a determinare il tipo di società in cui vivono, piuttosto e la società a determinare le loro idee.
In sintesi, la struttura di una società è la sua organizzazione economica. Da questa deriva la sovrastruttura, rappresentata dalla cultura, dalla politica, dalle leggi, dallo Stato, ecc.
La storia, dunque, non è completamente affidata all' arbitrio dell' uomo e quindi non serve inventare utopie: il filosofo deve piuttosto spiegare scientificamente il presente e comprendere il senso della storia.
Marx ed Engels ritenevano di aver fondato il socialismo scientifico.

La lotta di classe


Secondo Marx ed Engels, la storia della civiltà umana è passata attraverso quattro fasi: la comunità primitiva, il regime di schiavitù, la società feudale e la società capitalistico-borghese. Tutte queste fasi sono caratterizzate dallo scontro tra oppressi e oppressori, cui gli uomini partecipano non come individui ma in quanto parte di una classe: tutta la storia è storia della lotta di classe.
La borghesia ha svolto un ruolo rivoluzionario nell'età feudale.
Ma ora che con la società capitalista ha imposto il suo dominio si trova ad affrontare il proletariato.
Nella società capitalistica il proletario è sfruttato dai borghesi che detengono la proprietà dei mezzi di produzione.
Marx ed Engels ritengono che la storia affidi al proletariato il compito di liberare l'intera umanità.

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