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Sionismo, nascita di Israele e Questione Palestinese

appunto sul sionismo, la nascita d'Israele e la questione palestinese

E io lo dico a Skuola.net
Sionismo, nascita di Israele e Questione Palestinese
Il sionismo è un movimento nato alla fine dell'Ottocento da parte di un ebreo ungherese, Theodor Herzl, che si proponeva di avviare il ritorno alla Palestina del popolo ebreo che era stato disperso per il mondo. Con il sionismo il popolo ebraico voleva liberarsi del peso di chi li aveva accusati di essere il popolo deicida e di avere l'unico ruolo di banchieri e usurai. Sfuggivano dai pogrom (massacri) e dalla Russia e volevano riconquistare il loro contatto con la terra. Nacque così il kibbutz, una specie di azienda agricola collettiva.
Inizialmente l'immigrazione non creò problemi, ma col tempo coloro che precedentemente erano stati i coltivatori arabi venivano allontanati dai nuovi venuti. Gli ebrei erano quindi coloro che modificarono l'equilibrio della regione: portarono con loro un'esperienza scientifica dei paesei progrediti e solitamente solo a loro era concesso un lavoro.
Ebrei e arabi palestinesi iniziarono così a combattersi. Gli Inglesi cercarono di stabilire un accordo tra le due comunità e le Nazioni Unite per dividere il paese; gli Arabi rifiutarono il piano ma lo stesso il 14 maggio 1948 gli ebrei proclamarono lo stato d'Israele. Lo stesso giorno i governi arabi entrarono in guerra con il nuovo stato. La guerra durò otto mesi con la vincita di Israele, che controllava così un territorio ancora più vasto di prima e 600.000 palestinesi dovettero rifugiarsi in paesi vicino abbandonando le loro case.
Israele sviluppò una grande potenza militare e si scontrò altre volte con gli Arabi, nel 1956, 1967 e 1973. Dopo l'ultima guerra, vinta dagli Arabi, ci fu una fase di trattative fra Israele e l'Egitto, che ottenne la restituzione del Sinai, conquistato da Israele nel 1967, tuttavia gli scontri non cessarono e per anni il mondo arabo ha continuato a non riconoscere l'esistenza dello Stato di Israele. Le trattative tra israeliani e palestinesi continuavano, spesso interrotte da atti di violenza. Colloqui segreti si svolgevano però a Oslo fra rappresentanti palestinesi (tra i quali Arafat) e il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres. Finalmente il 13 settembre 1993 a Washington, l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) con a capo Arafat e il premier israeliano Itzhak Rabin firmarono una dichiarazione di "valori". A nome dell'OLP, Arafat riconosceva lo Stato d'Israele e proclamava la rinuncia al terrorismo e ad ogni altro atto di violenza. Il governo israeliano riconosceva a sua volta l'OLP come rappresentante del popolo palestinese e dichiarava la propria intenzione di concedere ai palestinesi l'autogoverno nei territori occupati, da Gerico a Gaza.
Nacque l'Autorità Nazionale Palestinese (l'ANP) con presidente Yasser Arafat.
In seguito ci furono ancora dei contrasti soprattutto da parte di Iraq, Siria. Da allora si succedono molti attentati, causando vittime tra la popolazione civile.
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