Habilis 2507 punti

Sinistra storica - Le caratteristiche

Nel 1876 la Destra storica dovette lasciare il potere alla sinistra; come capo vi fu Depretis. Il programma della Sinistra venne da lui esposto nel “Discorso Stradella” e comprendeva:
- l'istruzione obbligatoria;
- L'ampliamento del diritto di voto;
- L'abolizione della tassa sul macinato.
Potevano votare solo i maggiorenni con due anni di studio o un reddito di 19 lire annui. Perciò i poveri non potevano votare. In realtà i voti erano controllati e mediati verso un orientamento politico o verso un interesse proprio del candidato. Cosi nacque il trasformismo, ovvero un nuovo modello politico secondo cui si poteva passare da una coalizione all’altra senza problemi e solo per interessi propri. Nel 1887 venne imposta la tariffa doganale sul grano e sui vari prodotti industriali. In politica estera Depretis portò avanti delle importanti decisioni, come la firma della Triplice Alleanza con Austria e Germania. Questo patto prevedeva una difesa reciproca in caso di attacco della Francia. Perciò l’Italia tentò l’impresa coloniale dell’Etiopia, ma venne gravemente sconfitta. Con la morte di Depretis prese il potere Crispi. La politica portata avanti da Crispi fu contrassegnata dai seguenti provvedimenti:

- l’eleggibilità dei sindaci;
- La riforma sanitaria;
- L’introduzione di un nuovo Codice penale.
Il governo di Crispi fu poi sostituito con quello di Giolitti, per una riforma fiscale non approvata dai cittadini. Giolitti dovette affrontare un’ondata di scioperi e proteste contro l’aumento dei costi dei beni di prima necessità. (soprattutto al sud, dove nacquero i fasci siciliani). Giolitti, essendo un moderato, non intervenne a fu poi colpito dallo scandalo della Banca Romana, accusata di aver fabbricato moneta falsa, Giolitti cercò di coprire gli eventi che avevano coinvolto la Banca. Cosi egli dovette dimettersi nel 1893. Quindi venne richiamato Crispi, il quale intervenne con violenza contro i fasci e li cancellò. Attuò ancora una colonialismo fallimentare, poiché venne sconfitto ad Adua in Somalia e per indignazione si dimise nel 1896.
Nel primo Novecento si registrò un vero e proprio decollo industriale in Italia. Nacquero molte industrie, soprattutto siderurgiche e meccaniche. Nel 1899 Giovanni Agnelli fondò la FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino). Si creò cosi una catena di montaggio, grazie all'elettricità. I maggiori problemi sul piano sociale si registravano però in particolare modo all'interno della classe contadina che diventava sempre più povera. Nel 1906 nacque la CGIL un sindacato che difendeva i lavoratori. In questo periodo tutti volevano la rivoluzione, perché mal tolleravano il rincaro dei prezzi del pane; il risultato fu che il popolo prese d’assalto i forni. La reazione del governo fu durissima: il generale Beccaria, fece un eccidio a Milano e proclamò lo stato d’assedio. Poi nel 1900 venne assassinato il re Umberto I da un anarchico che volle vendicare l’eccidio. Il nuovo re Vittorio Emanuele III non reagì, ma diede l'incarico di formare un nuovo governo al liberale Giuseppe Zanardelli.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email