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Depretis

Dal 1876 il Regno D’Italia fu guidato dalla Sinistra. I governi della Destra avevano attuato una politica di rigore che non poteva essere popolare e ben accetta. Il leader di questo schieramento fu Agostino DePretis che, fin da subito mostrando una sorta di continuità di programma con la destra (gli ideali democratici si erano affievoliti) approvò una legge che imponeva l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita: un provvedimento necessario ma, ma di difficile applicabilità nelle zone più povere del paese. Abolì la tassa sul macinato (il pareggio del bilancio era stato raggiunto) e nel 1882 varò la legge elettorale , con la quale il diritto di voto veniva allargato dal 2% al 6,9% della popolazione, cioè quasi 2 milioni di persone. Inoltre, attraverso una brillante operazione diplomatica riuscì a far uscire l’Italia dall’isolamento diplomatico in cui l’Italia era piombata nel 1870 stipulando con Austria e Germania la Triplice Alleanza che inseriva l’Italia nel quadro della politica internazionale con due alleati potenti.

Depretis incontrò spesso difficoltà nell’attuazione del suo piano di governo. Infatti, non sempre egli riusciva ad avere dai deputati di sinistra il numero di voti necessario per fare approvare le leggi. Così, dovette spesso ricorrere all’aiuto di altri gruppi politici, talvolta sostenitori di idee diverse da quelle espresse dal governo. Il primo ministro fu abile nel creare alleanze politiche tese non solo a garantire al maggioranza, ma anche a formare una grande coalizione di centro, fondata su un programma largamente condiviso. Questo metodo di governo tuttavia, finiva non di rado per mostrare grandi ambiguità; soprattutto quando, per funzionare, doveva fare promesse a concessioni a singoli deputati o piccoli settori del parlamento. Gli avversari definirono trasformismo questa pratica politica, perché provocava nel governo frequenti “trasformazioni” nell’indirizzo politico. Per ottenere l’appoggio dell’uno o dell’altro movimento, infatti, Depretis era costretto a oscillare tra un orientamento conservatore o liberale e uno maggiormente aperto alle riforme e vicino agli ideali del socialismo.

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