Gli anni difficili del dopoguerra

L' Europa uscì dalla Seconda Guerra Mondiale in condizioni disastrose:
- la guerra aveva causato 30 milioni di morti;
- le industrie erano distrutte, l’agricoltura in ginocchio. Mancavano le materia prime e il denaro per la ripresa e la ricostruzione;
- molte città erano state distrutte dai bombardamenti: i senzatetto erano milioni.

Stati Uniti e Unione Sovietica, le due nuove superpotenze, erano in contrasto ideologico: occorreva evitare altri conflitti mondiali. Per questo nel 1945 nacque l’ONU, un organismo garante della pace e dell’ordine internazione, erede della Società delle Nazioni.
Lo Statuto dell’ONU è ispirato a diversi principi:
- l’Assemblea Generale, che può adottare delle risoluzioni non vincolanti, è espressione dei principi utopistici di Wilson: libertà dei popoli e uguaglianza tra le nazioni;

- il Consiglio di Sicurezza nasce dalla visione realistica di Roosvelt, secondo il quale le potenze vincitrici dovevano governare il mondo. E’ costituito da 5 membri permanenti e con diritto di veto e 10 eletti a turno. Adotta decisioni vincolanti per gli Stati e può decidere l’intervento armato dei Caschi blu;
- alcune agenzie dell’ONU, come la FAO e l’UNESCO sono il frutto del principio di solidarietà.

I nuovi confini del mondo non furono decisi dalle trattative della Conferenza di pace di Parigi (1946), ma dai carri armati. In tutti i territori occupati dagli Anglo-Americano nacquero Stati democratici, alleati degli Stati Uniti. Nelle zone controllate dall’Armata Rossa nacquero Stati sottoposti all’influenza sovietica.
La Germania fu divisa in due parti: a ovest la Repubblica Federale Tedesca e a est la Repubblica Democratica Tedesca.
L’Austria tornò indipendente, l’Unione Sovietica recuperò territori persi con la prima Guerra Mondiale e ne ottenne altri, l’Italia perse le coloni e cedette alcune zone di confine.
Il Giappone restò sotto l’occupazione dell’America fino al 1951.

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