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la seconda guerra mondiale

Un Nuovo devastante conflitto:
Nel settembre del 1939 per la seconda volta in poco più di vent’anni l’Europa si trovò sconvolta da un altro tremendo conflitto che si distingue dal primo per il forte conflitto di ideologie: fascismo e democrazia, che chiesero un tributo di sangue civile altissimo(la popolazione fu direttamente investita dalla guerra). Dato poi il contributo delle nazioni del Commonwealth, degli USA e del Giappone la guerra fu davvero mondiale.

Le origini del conflitto e l'attacco alla Polonia:
Il primo settembre 1939 la Germania nazista invase la Polonia dando così vita al conflitto, dopo che più volte aveva cercato diplomaticamente di farsi restituire dalla stessa il porto di Danzica, che, secondo gli accordi di Versailles, dava la possibilità alla Polonia di avere accesso al mare e divideva la Germania in Prussia orientale e occidentale(la questione del “corridoio di Danzica” era di importanza cruciale per Hitler che tra i suoi obbiettivi voleva la riunificazione della Germania); ma dato che Gran Bretagna e Francia appoggiavano la decisione polacca di non concedere il territorio ai nazisti, a guerra sembrava inevitabile e per coprirsi le spalle e non condurre una guerra su due fronti Hitler nell’agosto aveva stipulato un accordo di non aggressione con la Russia (Molotov-Ribbentrop) e uno più segreto che garantiva alla Russia parte della Polonia. Grazie alla Blitzkrieg la Polonia fu conquistata a ovest dalla Germania e a est dalla Russia; intanto Francia e Gran Bretagna dichiaravano guerra alla Germania (3 settembre).

La guerra nell'Europa del nord:
Successivamente alla Polonia, la Russia attaccava la Finlandia, che, malgrado una strenua resistenza, cadde presto nelle mani sovietiche, mentre la Germania si assicurava il controllo della Norvegia e dell’Olanda (ricche di risorse). A questo punto coperta alle spalle la Germania poteva dedicarsi a occidente.

L'offensiva contro la Francia e l'entrata in guerra dell'Italia:
Dopo lunghi mesi di preparazione nella primavera del 1940 Hitler impartì l’ordine di attaccare la Francia. Aggirata attraverso il Belgio la famosa linea fortificata Maginot, che partiva dalla Svizzera fino in Belgio, i tedeschi penetrarono nello stato disperdendo le truppe francesi e costringendo il governo ad abbandonare Parigi e molti tra soldati e politici fuggirono in Gran Bretagna (tra cui il Gen. De Gaulle, che, attraverso radio Londra, continuerà a sostenere la resistenza). Intanto Mussolini che all’inizio del conflitto si era dichiarato non belligerante (infrangendo cosi le condizioni del patto d’acciaio stipulato con la Germania) a causa dell’impreparazione militare italiana, ora pensando che il conflitto fosse giunto ormai al termine, per non rimanere tagliato fuori dal tavolo dei vincitori dichiarò guerra ad una Francia già sconfitta (10 giugno 1940). Nel giro di un mese la Francia capitolò firmando l’armistizio. Le clausole prevedevano che il governo francese conservasse potere e stabilità sebbene pilotato da Berlino nella città di Vichy.

LA battaglia d'inghilterra:
A questo punto l’ultimo ostacolo alla vittoria totale era costituito dalla Gran Bretagna. In tal modo Hitler diede il via all’operazione Leone marino (l’invasione dell’isola). Nonostante la superiorità di mezzi la battaglia che si sviluppò nei cieli inglesi vide una situazione di stallo in quanto la RAF (Royal Air Force) riuscì a tenere testa alla forte aviazione tedesca (Lufwaffe). Nonostante i pesanti bombardamenti l’Inghilterra resistete tanto a lungo che Hitler ci rinunciò, cominciando a disporre sul mare del Nord una linea di sottomarini che impedisse i rifornimenti agli inglesi.

LA “GUERRA PARALLELA” dell'italia in africa e nei balcani:
Spinto dall’ambizione di condurre una guerra parallela, Mussolini decise di attaccare gli inglesi in Africa partendo dall’Etiopia. Ben presto gli inglesi passarono al contrattacco mettendo in scacco le truppe italiane. Le difficoltà accusate in Africa indussero Mussolini ad aprire un nuovo fronte in Grecia (per risollevare l’immagine del regime) partendo dall’Albania. Anche qui però la Grecia oppose una fortissima resistenza tanto da mettere in fuga l’armata italiana. Chiesto aiuto ai Tedeschi, la Grecia e Jugoslavia caddero in mano dell’Asse mentre in Africa l’intervento tedesco portò nuove speranze di conquista (Africakorps sotto il Gen. Rommel).

L’OFFENSIVA TEDESCA CONTRO L’UNIONE SOVIETICA:
L’intervento tedesco nei Balcani era dettato da una precisa strategia: non lasciare il fronte sud est aperto nel momento in cui si sarebbe scatenata un’offensiva all’URSS. Nel giugno del 1941 le truppe tedesche, rumene, ungheresi e un corpo di spedizione italiano (ARMIR) attraversò il confine con la repubblica sovietica dando così il via all’operazione Barbarossa Dopo un’avanzata fulminea, i tedeschi si dovettero arrestare a pochi km di Mosca a causa della resistenza dei soldati sovietici e per l’arrivo del maltempo. Ciò dette la possibilità ai russi di riorganizzarsi, dopo aver spostato tutte le industrie oltre gli Urali e bruciato ogni città prima dell’arrivo dei nazi-fascisti. Riorganizzate le truppe russe e con la formazione di movimenti partigiani nelle zone già conquistate la guerra “lampo” tornò guerra “d’usura”.

IL “NUOVO ORDINE”nell'Europa Nazista E lo sterminio degli ebrei:
Dal 1942 la Germania inasprì ancora di più il suo carattere antisemita basato sulla superiorità della razza germanica su tutte le altre.Secondo la dottrina ariana gli slavi erano da considerarsi degli schiavi mentre gli ebrei devono essere invece completamente sterminati. A tale proposito vennero costituiti numerosi campi di prigionia (lager), dove, oltre agli ebrei, venivano detenuti anche prigionieri di guerra e oppositori politici.Questi campi costituirono la soluzione finale al problema degli ebrei...qui infatti venivano usati come schiavi e uccisi (circa 6 milioni in 2-3 anni).

La guerra nel Pacifico:
Allo scoppio della guerra gli Stati Uniti si dichiararono neutrali, mantenendo la loro politica isolazionista, anche se economicamente aiutavano la Gran Bretagna (spesso i carghi carichi di rifornimenti venivano intercettati dagli u-boat tedeschi e affondati) e l’opinione pubblica si era divisa fra interventisti e neutralisti dopo la disfatta francese. Il presidente Roosevelt continuò e aumentò gli aiuti agli inglesi (legge affitti e prestiti) provocando numerosi incidenti tra flotta USA e sottomarini nazisti. I giapponesi avevano stipulato un patto di alleanza con i nazifascisti, poiché la politica espansionistica giapponese entrava in contrasto con i domini statunitensi sul Pacifico, il Giappone scelse il 7 dicembre 1941 di attaccare di sorpresa il porto americano di Pearl Harbour. L’aviazione nipponica provocò numerosi danni alla flotta americana che forse già sapeva dell’attacco, ma cercava un pretesto per entrare in guerra. Entrati gli USA nel conflitto le cose cambiarono data la superiorità tecnologica e di organizzazione.

Le grandi vittorie alleate tra il 1942-43:
Dal 1942 le iniziative belliche passarono nelle mani degli alleati. Gravi sconfitte arrivarono da tutti i fronti; sul Pacifico i giapponesi subivano gravi sconfitte navali, sul fronte russo dopo lo sconfitta di Stalingrado le truppe dell’Asse cominciarono una pesante ritirata, in Africa il Gen. Montgomery (inglese) aveva sconfitto gli italo-tedeschi a El Alamein. Con il nord africa completamente controllato dagli alleati si poteva dare finalmente scacco all’Italia, invadendola e aprire un nuovo fronte contro i nazisti.

Lo sbarco alleato in italia (ANZIO) E la caduta del fascismo:
Nell’estate del 1943 le truppe anglo-americane sbarcarono in Italia e incontrando una debole resistenza si stabilirono saldamente al sud della penisola. Lo sbarco alleato non fece che accelerare la crisi del regime fascista, già indebolito a causa di scioperi e dalla cattiva reputazione acquisita con la guerra. Il re incaricò Badoglio di formare un nuovo governo, dopo che il Gran Consiglio del Fascismo del 24/25 luglio 1943 aveva decretato la sfiducia a Mussolini, che fu arrestato e imprigionato. Badoglio, pur ribadendo la continuazione della guerra a fianco della Germania, cominciò a prendere contatti con gli alleati per una pace separata. L’8 settembre 1943 l’Italia usciva ufficialmente dal conflitto il re e governo fuggirono a Brindisi, l’esercito tedesco prese il controllo dell’Italia del nord e un commando liberava Mussolini dalla prigionia. Mussolini fonderà la repubblica sociale (RSI) di stampo fascista a Salò (ultimo baluardo del fascismo ormai caduto). Nel 1944 gli alleati si stabilizzarono lungo la linea Gustav che attraversava da parte a parte l’Italia sopra Roma. Il nuovo governo italiano dichiarò immediatamente guerra alla Germania; si formò un Comitato di Liberazione Nazionale(CLN), composto dai gruppi che animavano la Resistenza e che era travagliato dalla eterogeneità delle sue componenti e che si poneva in una posizione critica anche verso la monarchia. A mitigare i problemi interni pensò Togliatti, comunista esiliato dal regime fascista, che riuscì ad appianare i contrasti interni ponendo come missione prioritaria dei gruppi della Resistenza quella di sconfiggere il nazismo (svolta di Salerno). Nasce il primo governo di unità nazionale. Intanto gli Alleati sfondano la linea Gustav, si arrestarono su un’altra: la linea Gotica tra Rimini e La Spezia.

Si stava preparando la svolta decisiva: lo sbarco in Normandia..

Il crollo del Terzo Reich:
Gia dall’inizio del 1944 le truppe tedesche si ritrovarono schiacciate, allontanate dai territori conquistati e lentamente respinti nella loro terra. A est i russi avanzavano velocemente (a perdite altissime) dal sud gli anglo-americani venivano su dall’Italia mentre il Gen. jugoslavo Tito liberava i Balcani; ormai mancava solo il fronte ovest per accerchiare definitivamente i nazisti. Il 6 giugno del 1944 le forze anglo-americane sbarcarono in Normandia e penetrarono nel continente, liberando Belgio, Olanda e Francia e penetrando in Germania. Benché sconfitto, Hitler si attestò nel suo bunker insieme all’élite nazista ordinando la resistenza a oltranza. Liberata la Polonia e congiunti i due eserciti russi e americani sul Reno, liberata completamente l’Italia a Hitler non rimase che il suicidio e con lui si suicidò tutta la classe dirigente del regime Gli Alleati entrarono a Berlino e il 7 maggio 1945 viene firmato l’armistizio. L’unica guerra ancora aperta rimaneva quella del Pacifico.

La fine della guerra nel pacifico:
Già alla fine del 1944, i bombardamenti americani raggiungevano il Giappone; ma nonostante ciò la casa reale nipponica non accennava a dare segni di cedimento, disposta a combattere con accanimento e fanatismo(kamikaze). Gli Alleati conquistarono Okinawa e la Russia diede la disponibilità di supportare l’offensiva antigiapponese ma Truman (nuovo presidente USA subentrato al defunto Roosevelt) decide di usare una nuova arma: la Bomba Atomica. Due bombe, due città distrutte: Hiroshima e Nagasaki...migliaia i morti. Il Giappone il 2 settembre 1945 firma la resa incondizionata. Con tale gesto l’America non solo dimostrò di essere la più importante nazione all’interno di questo conflitto, ma anche ammoniva e dava prova della sua forza a tutte le forze anticapitaliste che daranno vita negli anni a seguire alla cosiddetta Guerra Fredda.

Principali incontri tra le potenze alleate:
agosto 1941: Carta atlantica (Inghilterra/USA) appoggio degli USA, in cambio della rinuncia inglese all’impero coloniale.
Fine 1943: a Teheran (Inghilterra/USA/URSS) apertura fronte occidentale, protezione verso URSS (cordone sanitario alla rovescia).
Febbraio 1944 – Conferenza di Yalta (Inghilterra/USA/URSS), impegno URSS a entrare in guerra vs Giappone, spartizione territorio tedesco in 4 zone d’influenza.
Luglio 1945 – Conferenza di Potsdam, riconoscimento territori polacchi, compensi territoriali a URSS, tensioni USA/URSS.

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