Lorep di Lorep
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L’ATTACCO TEDESCO ALL’UNIONE SOVIETICA

Settembre 1940: Hitler rinuncia all’invasione dell’Inghilterra e decide di concentrare le forze per un attacco contro l’Unione Sovietica.
22 giugno 1941: inizia l’Operazione Barbarossa: Hitler attacca Stalin che, colto di sorpresa, non reagisce immediatamente.
Il Fuhrer sperava in una guerra lampo, basando le sue speranze soprattutto sulle difficoltà avute da Stalin durante la campagna finnica, ma anche su una concezione razzista che considerava il popolo sovietico come una congrega di bolscevichi ebrei, inferiore e dunque impossibilitati a sconfiggere un esercito ariano.
Nonostante i ripetuti attacchi, Leningrado non capitolò e la conquista dell’Ucraina non sembrò indebolire affatto l’economia russa. Inoltre, il 5 dicembre, l’esercito russo contrattaccò, trasformando la guerra lampo in una guerra di logoramento. La tecnica della “terra bruciata”, inoltre, mise in serie difficoltà l’armata tedesca.
Nel 1941 negli USA fu emanata la legge “Affitti e prestiti” con la quale fu stabilito che il presidente avrebbe potuto concedere dei prestiti agli stati la quale sconfitta militare avrebbe messo in pericolo la sicurezza americana.

Sin dal 1937 il Giappone era impegnato nella sua guerra contro la Cina, non collaborando del tutto con l’Asse e conducendo una guerra regionale. Il Giappone decise di non aprire le ostilità nei confronti dell’URSS. L’impero nipponico decise comunque di entrare nell’Indocina francese (luglio – agosto 1941).
Di fronte a questa azione, Roosevelt decise di bloccare tutti i beni giapponesi negli USA e l’embargo di ogni prodotto nei confronti del Giappone stesso.
Il 7 dicembre 1941 l’aviazione nipponica risponde con l’attacco alla flotta americana nella base di Pearl Harbor.
1942: il Giappone conquista i principali possedimenti angloamericani (Hong Kong, Singapore, le Filippine… ) e occupa la Birmania. Ma gli americani riescono a bloccare l’espansione giapponese affondando quattro grandi portaerei nipponiche.

Stalingrado
11 dicembre 1941: ancora convinto di poter vincere questa guerra, Hitler dichiara guerra agli Stati Uniti.
Estate 1942: l’esercito tedesco riprese la sua avanzata dirigendosi verso i campi petroliferi del Caucaso.
23 luglio: Hitler ordinò al suo esercito di separarsi per raggiungere sia il Caucaso sia Stalingrado. Fu il più grande errore strategico hitleriano che causò centinaia di migliaia di vittime.


La produzione bellica in Germania

Estate 1943: la guerra di logoramento richiese molto più denaro di quanto non fosse stato preventivato: Hitler decise dunque di mobilitare gran parte delle risorse tedesche a favore della guerra. Il compito di gestire l’economia tedesca fu affidato ad Albert Speer che riuscì a far crescere vertiginosamente la produzione bellica tedesca.
Nello stesso anno le incursioni anglo-tedesche sui maggiori centri industriali tedesca si fecero sempre più frequenti e il numero di vittime fu talmente elevato, che Hitler si ritrovò costretto a far deportare in Germania migliaia di tecnici e operai residenti nei territori sotto il controllo tedesco. Coloro che provenivano dai paesi occidentali vennero trattati in maniera relativamente decente, mentre non si ebbe alcuna pietà nei confronti dei russi e dei polacchi che vennero sfruttati e portati allo sfinimento.

Le conferenze di Teheran e di Casablanca
13-24 gennaio 1943: alla Conferenza di Casablanca presero parte Churchill e Roosevelt, poiché Stalin si trovava impegnato a difendere Stalingrado. Venne deciso di non interrompere la guerra sino alla resa incondizionata della Germania. Venne inoltre decisa la resa incondizionata dell’Italia e l’apertura di un nuovo fronte in Sicilia (Stalin premeva affinché fosse nei Balcani, ma gli angloamericani temevano una sua avanzata nel centro europeo).
22-26 novembre 1943: alla conferenza di Teheran presero parte Churchill, Roosevelt e Stalin. Durante questa conferenza fu deciso che nel giro di un anno gli angloamericani avrebbero aperto un nuovo fronte, questa volta in Francia.
Il 10 luglio 1943 le truppe angloamericane sbarcarono in Sicilia, la liberarono e poi risalirono lungo lo stivale.

6 giugno 1944: gli angloamericano sbarcano in Normandia, con un’operazione talmente colossale da lasciare sbalorditi e impotenti i tedeschi. Il 25 agosto, Parigi fu liberata.
 Da ricordare la resistenza francese guidata dal generale Charles De Gaulle che da Londra incitava il popolo francese a non soccombere.
20 luglio 1944: un gruppo di ufficiali tedeschi attentò alla vita di Hitler, in modo da spingere gli angloamericani a stipulare una pace con la Germania non più nazista. L’attentato si rivelò un fallimento e Hitler fece giustiziare i presunti colpevoli.
23 giugno 1944: l’Armata Rossa scagliò un’offensiva che gli permise di aprire le porte della Polonia e dell’Europa centrale. L’avanzata si fermò a Budapest e a Varsavia, dove incontrò la resistenza tedesca.
Gennaio 1945: l’Armata sovietica riuscì a sfondare le difese naziste.


La fine della guerra in Europa
25 aprile 1945: i sovietici e gli angloamericani entrarono in Germania. Hitler, rinchiuso nel suo bunker, perse completamente il lume della ragione, considerando il popolo tedesco indegno delle missioni affidategli. Hitler decise dunque che anche il popolo tedesco andava eliminato (Ordine Nerone).
30 aprile 1945: Hitler si tolse la vita, mentre gli angloamericani e i sovietici entravano a Berlino.
Alla mezzanotte dell’8 maggio 1945, in Europa, la seconda guerra mondiale era ufficialmente finita.

La fine della guerra in Asia
Il Giappone cercò di evitare la resa incondizionata e, soprattutto, cercò di mantenere la dinastia imperiale; proprio per questa ragione continuava a resistere provocando migliaia di morti e feriti fra le truppe americane. Proprio per questo motivo il presidente Truman sollecitò l’URSS affinché intervenisse contro l’impero nipponico.

Nel frattempo, tuttavia, gli Stati Uniti stavano provvedendo a ultimare un’arma nucleare, che fu fatta scoppiare a titolo sperimentale nel New Mexico.
Il 6 agosto venne bombardata la città di Hiroshima.
Il 9 agosto la città di Nagasaki.
Il 2 settembre 1945 fu stipulata la resa, espressamente richiesta dal Giappone.

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