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Seconda guerra mondiale – Italia dalla fine del fascismo alla resistenza


L’armistizio

Dopo l’armistizio l’Italia si ritrovò divisa in due parti, sia dal punto di vista territoriale che politico: il sud in mano agli eserciti anglo-americani, il nord in mano ai nazisti.

L’Italia divisa Nord-Sud

Dal punto di vista politico a Sud, rifugiati presso Brindisi, c’era il nuovo governo Badoglio con il re di cui diffidavano sia gli alleati che i partigiani, mentre a Nord il regime fascista completamente asservito a quello nazista. Troviamo dunque le bande dei partigiani scontrarsi con l’esercito per la liberazione, bande composte da uomini di diverso orientamento politico ma uniti nella lotta per la riconquista della libertà.

Italia abbandonata

Dopo che venne annunciato l’armistizio, la famiglia reale e il governo fuggirono a Brindisi, dove gli alleati erano già arrivati lasciando l’Italia senza un piano di difesa, abbandonata a se stessa. Ai soldati venne intimato di consegnare le armi dalle forze militari tedesche, chi si opponeva, come a Corfù e a Cefalonia veniva fucilato senza pietà. In Grecia e Iugoslavia molti soldati vennero uccisi e portati nei campi di concentramento, altr riuscirono a scappare e si allearono con i partigiani locali. L’Italia è quindi un campo di battaglia, Le truppe tedesche vennero fatte indietreggiare con le ‘quattro giornate di Napoli’ 27-30 settembre 1943 e si arrestarono presso la linea Gustav, sotto Pescara.

La lotta partigiana

I primi raggruppamenti partigiani si erano andati formando dal 1943 da antifascisti liberati e soldati. A questi si uniscono civili, volontari. Viene creato il CNLAI per coordinare le operazioni. Terribili sono le misure che presero i soldati nazisti contro i movimenti partigiani. Tra gli altri ricordiamo gli eccidi di:
- Marzabotto
- Fraghereto
- Fosse Ardeatine
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