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1939

Le avanzate della Germania in Polonia, mostrarono alle potenze occidentale come la guerra fosse inevitabile. In caso di invasione Inghilterra e Francia avevano garantito lo scatto delle alleanze, tuttavia, grazie al patto di non aggressione Molotov-Von Ribbentrop, Hitler non avrebbe avuto rivali nella sua avanzata verso oriente; inoltre un clausola segreta di questo patto dichiarava che Germania e Russia si sarebbero spartite la Polonia. Il I settembre 1939 la Germania invase la Polonia per recuperare in breve il corridoio di Danzica e avere uno sbocco marittimo. Il corridoio di Danzica dava uno sbocco alla Polonia sul mar baltico, ma spezzava la continuità della Germania con la Prussia Orientale.
La Russia contemporaneamente invase la Polonia da oriente.
Questa aggressione non piacque a Inghilterra e Francia, le quali dichiararono guerra contro la Germania.

L'Italia si dichiarò non belligerante, perché il Patto d'Acciaio venne disatteso per la mancanza del casus foederis. Mussolini affermò infatti che l’Italia non essere pronta a una guerra, esaurita dal controllo dell'Etiopia e della Libia. Anche USA e Giappone dichiararono la loro neutralità.

La Germania sferrò massicci attacchi con mezzi corazzati e aerei, secondo la tattica di sfondamento della guerra lampo (Blitzkreig), con la quale Hitler sperava di finire entro un anno o poco più. La Polonia, cessò in breve di esistere e il suo territorio fu spartito tra Unione Sovietica e Germania.


1940
Nel Maggio 1940 la Germania iniziò la sua avanzata verso Nord. Sempre secondo i patti Molotov-Von Ribbentrop, la Germania occupò Estonia, Lettonia, Lettonia e attaccava la Finlandia. Inoltre, per garantirsi risorse minerarie e basi d’attacco più ampie contro l’Inghilterra, si impadronì con un’offensiva fulminea di Danimarca e Norvegia.
Essi avevano capito che avere una posizione di vantaggio bisognava avere il controllo delle vie di comunicazione nel Mar Baltico, in modo da avere porti sicuri sull'Atlantico così da fronteggiare la flotta inglese. La Germania voleva in controllo di queste miniere per promuovere l'industria bellica e di precisione. Inoltre l'occupazione della Norvegia era funzionale al controllo dell'Atlantico.

La Francia e l'Inghilterra si preparò allora all'invasione tedesca. Essi posizionarono le loro truppe sia sul Reno che verso sul confine del Belgio. Fino al 1940 fu dichiarata una “strana guerra” perché non venne sparato un colpo, tuttavia si creò una certa paura di un attacco improvviso.
Tutto cambiò nel maggio 1940 quando i tedeschi, occupando Belgio, Olanda e Lussemburgo aggirarono la linea Francese e penetrarono in Francia prendendo alle spalle in nemico.

Le truppe inglesi si ritirarono a Dunkerque e quelle francesi prese in prigionia. I tedeschi presero il controllo della Francia del nord e occuparono Parigi molto facilmente.
La Francia venne divisa: il nord fu sotti il diretto controllo tedesco, mentre nel sud si instaurò un governo collaborazionista e filonazista con il vecchio maresciallo Petain e capitale a Vichy.

Italia da non belligeranza all’intervento
Mussolini, vedendo il successo delle Germania, cominciò a pensare che la guerra in pochi mesi si sarebbe conclusa e non avrebbe potuto partecipare al “banchetto” dei vincitori. Con un grande errore di valutazione tentò di occupare la Francia collaborazionista del Sud e arriva a Mentone. Qui l'avanzata italiana fu fermata dalle truppe di Petain e venne cercato un armistizio con la Francia. Questo provocò un grande dissenso da parte dell'Europa e dalla popolazione europea. L'Italia era per armamenti e strategie inferiore non solo a Germania ma anche a Francia. Inoltre non c'erano motivazioni ideologiche per i soldati, ma era soltanto una questione di prestigio e “gola”.

Hitler, convinto di trovare in breve tempo un accordo, avanzò una proposta di pace ma si dovette scontrare contro la ferrea determinazione di non cedere del primo ministro Winston Churchill. Hitler progettò allora una dura offensiva all’Inghilterra. Nell'estate iniziò così la “battaglia dell'Inghilterra”, una serie si battaglie navali e aerei che logorarono l’isola. Questo logoramento fallì perché l'Inghilterra riuscì a difendersi, grazie anche al sostegno statunitense e ai rifornimenti dalla colonie. Hitler rinunciò allo sbarco in Inghilterra.

Intanto l’Italia iniziò una serie di attacchi aerei su Malta, Somalia e Canale di Suez, con l’obbiettivo di paralizzare le linee di navigazione britanniche.

Patto Tripartito
Il Patto d’Acciaio tra Germania e Italia venne esteso al Giappone, formando un nuovo asse Roma-Tokyo-Berlino. I tre contraenti si impegnarono di creare un “nuovo ordine” per il pianeta basato su leggi raziali. La Germania si riservava l’Europa Continentale, l’Italia il bacino Mediterraneo e il Giappone il continente Asiatico.

1941
Nel '41 gli Inglesi restano i soli a poter continuare la guerra, sostenuti dagli Americani.
Nel corso dell'anno Hitler si occupò di consolidare il Libensraum (spazio vitale tedesco) instaurando rapporti diplomatici con Ungheria, Romania, Bulgheria, Iugoslavia e Slovacchia. Grecia e Creta.

L’Italia intanto, consapevole della supremazia tedesca, diede il via alla cosiddetta “guerra parallela” per equilibrare il divario. Attaccò improvvisamente la Grecia ma venne ben presto bloccata dal nemico. Hitler dovette allora intervenire per aiutare l'Italia, che aveva piani strategici sbagliati e armamenti obsoleti, per non avere esiti negativi sui fronti occupati dagli Italiani.
Intanto le azioni militari italiane nel Mediterraneo e in Africa stavano volgendo al fallimento. Infatti l’esercito italiano fu sconfitto sia in Libia, che in Somalia e in Etiopia. Tramontava così l’impero fortemente voluto dal duce.

Invasione URSS
Obbiettivo fondamentale dei nazisti restava la distruzione del bolscevismo. Nel Giugno 1941 si decise di dare il via all’operazione barbarossa con la quale si invase la Russia. Venne disatteso completamente il patto Molotov-Von Ribbentrop e Stalin rimase incredulo per questo atto tedesco. Le truppe russe vengono colte veramente di sorpresa e i tedeschi riuscirono in fretta a penetrare nel territorio. Tuttavia questo blitzkrieg fallì come i precedenti perché i russi opposero una massiccia resistenza. Infatti Stalin riorganizzò l'Armata Rossa e i tedeschi furono rallentati.

USA intervengono e Carta Atlantica
Gli USA, sebbene sostenitori de più rigido isolazionismo, decisero di sostenere intensamente le potenze nella lotta antinazista per difendere i propri interessi economici in Europa, cresciuti nell’ultima parte degli anni ’30.
Nell'agosto venne stipulato la Carta Atlantica, firmata da Roosevelt (il presidente) e Churchill (il PM), che costituirà il documento fondante dell'ONU. Questa era una dichiarazione congiunta dove venivano fissati alcuni fondamentali principi ispirati alla libertà e alla democrazia, una riformulazione dei 14 Punti di Wilson, da realizzare dopo la distruzione dei regimi totalitari. Venne stipulata su una nave da guerra al largo dell'isola Terranova. Con questo patto gli stati uniti abbandonarono l'isolazionismo diplomatico.
Il primo gennaio 1942 viene fondato l'ONU.

Progetto “grande Asia”
Intanto cresceva l’attività della terza potenza dell’Asse, il Giappone, che aveva come obbiettivo quello di creare una “grande Asia” sotto il suo controllo. Essa aveva infatti iniziato a occupare le colonie olandesi e inglesi bloccando i commerci, soprattutto a danno degli Stati Uniti.
Nel dicembre 1941 il Giappone attaccò a sorpresa la base navale statunitense di Pearl Harbor. I giapponesi attaccarono questa base perché gli stati uniti si erano opposti all'espansionismo del Giappone nel sud-est asiatico. Nessuno si aspettava un attacco così improvviso sull'isola, inoltre il Giappone era piuttosto lontano per sferrare un attacco aereo.

Questo attò determinò l’immediato intervento degli Stati Uniti.

Nello stesso dicembre Hitler dichiarò guerra agli Stati Uniti, seguito da Italia, Bulgaria, Jugoslavia e Romania. Infatti in questi paesi si era creato un governo collaborazionista con i capi tedeschi.
Queste dichiarazioni di guerra non giovarono a nessuno.
L'attacco all'Unione Sovietica e la dichiarazione di guerra all'USA furono errori di valutazione di Hitler. Alcuni generali avevano infatti capito di limitare lo scacchiere.

1942 – inizio controffensiva alleata

Nel '42 fino in aprile continua l'offensiva giapponese che si spinse fino all’estremo Oriente, minacciando le colonie europee e impadronendosi delle principali vie di comunicazioni.
Intanto l’esercito tedesco riprese l’avanzata in Unione Sovietica giungendo fino a Stalingrado.
A questo punto la guerra assunse dimensioni che non si erano mai raggiunte prima d’ora in qualsiasi altra guerra. Questo fu l’errore di Hitler: crescente allontanamento delle truppe dalle basi di partenza.

Avanzata Alleati
Sempre nel novembre 1942 gli Americani iniziarono la loro offensiva in Estremo Oriente, e gli Alleati, sbarcati sulle coste africane, riuscirono a prendere il controllo delle zone occupate dai tedeschi.

Svolta decisiva del 1943: battaglia di Stalingrado
A novembre 1942 inizia la battaglia di Stalingrado. Questa fu una battaglia molto lunga, che finì nel Febbraio 1943. La città venne bombardata e circondata dalla VI armata del generale Von Paulus.
Si combatte una vera e propria guerriglia. La resistenza russa fu molto tenace.
I tedeschi avrebbero potuto vincere se i russi non fossero stati aiutati dall'esterno da altre truppe. Queste truppe esterne sferrarono infatti attacchi isolati che aprirono delle brecce nella cerchia di assedio dei tedeschi. Stalingrado divenne il simbolo della resistenza russa. Hitler con l’ordine n.45 aveva ordinato di avanzare ad ogni costo, tuttavia il Generale Von Paulus fu costretto ad arrendersi ai Russi, per evitare la carneficina. La disfatta di Stalingrado fu la svolta decisiva delle II Guerra Mondiale. Anche gli Italiani tentarono di aprirsi la disperata via della ritirata.

Caduta del fascismo e la Guerra Civile in Italia
Nel Gennaio 1943 Roosevelt e Churchill si incontrarono nel corso della Conferenza di Casablanca e decisero di aprire un secondo fronte in Europa. Scelsero come obbiettivo l’Italia, la quale era arrivata ai limiti delle proprie possibilità di resistenze e il regime di Mussolini stava per implodere, visti i continui scioperi e manifestazioni. Gli alleati intensificarono allora i bombardamenti sulle principali città italiane.

Il 10 Luglio tredici divisioni anglo-americane sbarcarono in Sicilia e iniziarono l’offensiva contro i reparti italo-tedeschi. Il 25 Luglio il sovrano riprese l’effettivo comando delle forze armate, convocò Mussolini e lo fece arrestare, era la fine del regime fascista.

Il nuovo governo Badoglio prese segreti contatti con gli anglo-americani, a insaputa tedesca, per trarre una pace separata e uscire dal conflitto. Il 3 Settembre 1943 fu segretamente firmato l’Armistizio. Tuttavia si creò uno stato di caos, con un conseguente vuoto di potere e lo sbandamento dell’esercito, cosa che facilitò ai tedeschi di mantenere il controllo della parte del paese non ancora occupata dagli alleati.

I tedeschi riuscirono infatti ad occupare la capitale, liberare Mussolini, prigioniero a Campo Imperatore e dichiararono di voler riprendere la guerra a fianco dell’alleato. Venne proclamata l’istituzione della Repubblica sociale Italiana, detta di “Salò” (città sul lago di Garda, nuova sede). La RSI si poneva come la continuatrice del regime fascista.

Iniziò a questo punto una guerra civile e di liberazione sul territorio nazionale. Da una parte c’erano i repubblichini, fedeli al governo di Salò, schierati con i tedeschi in difesa dell’onore italiano infranto dal tradimento della corona; dall’altra i partigiani, soldati dell’esercito sbandato e civili antifascisti. In Italia centro-settentrionale iniziò quindi la resistenza.

Si organizzò allora il Cln (Comitato della Liberazione Nazionale) per la lotta partigiana in Italia. Diversi partiti si allearono per questa causa: Partito Comunista, Partito d’Azione, Partito Socialista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale e Democrazia del Lavoro.

Il governo Badoglio, appoggiato dal sovrano, costituiva la continuità del legittimo stato italiano: esso dichiarò decaduto l’asse Roma-Berlino e dichiarò ufficialmente guerra alla Germania. Inoltre le truppe italiane furono appoggiate dagli alleati anglo-americani. Le grandi città europee cominciarono a ribellarsi ai tedeschi, prima Napoli, tuttavia gli alleati furono costretti a fermarsi per alcuni mesi lungo la linea Gustav (ottobre ’43), tra Lazio e Campania.

Intanto proseguiva l’attività politica. In Italia si sparse la richiesta di abdicazione del vecchio sovrano, inizialmente sostenuta da antifascisti, e successivamente da liberali, democratici, alleati, socialisti, comunisti e Partito d’Azione. Fu decisiva la scelta di Palmiro Togliatti, rientrato dall’esilio, che offrì il suo appoggio al governo Badoglio. Si creò quindi un compromesso tra governo repubblicano e corona che portò alla proclamazione a Salerno di un Governo di Unità Nazionale (“Svolta di Salerno”): il re si impegnava a nominare il figlio Umberto “luogotenente del regno” quanto Roma sarebbe stata liberata e veniva rimandata la scelta tra monarchia e repubblica alla fine della guerra.

Nella primavera del 1944 Roma venne Liberata, Umberto nominato “luogotenente del regno” e il Badoglio sostituito da Bonomi. L’avanzata degli alleati continuò, ma dovette fermarsi lungo dal “linea Gotica”, dopo aver liberato Firenze. Questi furono mesi brutali per l’Italia settentrionale, logorata da continui bombardamenti.

Conferenza di Teheran (1943)
Durante questa conferenza tenutasi in Iran, Roosevelt e Churchill decisero di dover aprire un altro più importante fronte nella Francia Settentrionale per colpire i nazisti in modo decisivo, ritenendo il fronte italiano come secondario. Contemporaneamente l’URSS si impegnava nell’offensiva da Est mantenendo però intatti i suoi possedimenti in Polonia.

Lo Sbarco in Normandia
Il progetto di invasione della Francia, chiamato “operazione Overlord” venne attuato nel giugno 1944. Il 6 Giugno, chiamato D-Day in inglese e J-Journe in Francese, si tenne lo sbarco di truppe anglo-americane e ranger canadesi in Normandia, al comando del generale di Eisenhower.
Un altro sbarco in Agosto in Provenza determinò la caduta del Governo collaborazionista Petain e la successiva liberazione di Parigi.

In Agosto 1944 inizia l'implosione della Germania, che si vide attaccare da tutti i fronti. Progressivamente vennero liberati paesi baltici, Romania, Ungheria, Bulgaria e Iugoslavia.
La situazione in Germania diventò sempre più tragica, dal momento che Hitler vide stringersi la morsa da lui creata. Il 20 luglio ci fu inoltre un attentato contro la figura di Hitler, operazione “Tana del Lupo”. Lo scopo era proprio eliminare Hitler, non il regime nazista. Alcuni alti-generali avevano infatti capito che la Germania era prossima alla sconfitta, e Hitler era il responsabile di aver portato la Germania in una situazione disastrosa. L'attentato fallì perché il pesante legno della scrivania attuti l'onda d'urto della bomba.

Conferenza di Yalta (1945)
Disposizioni dopo la fine della guerra e l’Unione Sovietica entra in guerra con il Giappone.

Vittorie
In Aprile 1925 l’esercito tedesco crollò anche sul fronte italiano. In tutte le maggiori città del Nord il 25 Aprile le forze della resistenza insorsero liberandosi dall’oppressione nazista. Nel frattempo venne catturato Mussolini presso il Lago di Como, arrestato e fucilato.

Nel giugno si concluse anche la battaglia di Berlino grazie alle truppe sovietiche che per prime raggiunsero la città. Intanto il Fuhrer si era suicidato e con lui la maggior parte degli alti ufficiali nazisti con le loro mogli e figli. La Germania dovette sottoscrivere la resa incondizionata.

La resistenza del Giappone
Restava ancora il Giappone tra le potenze del patto Tripartito. Sebbene l’esercito degli alleati riportò una serie di vittorie nelle isole del Pacifico, la resistenza di Okinawa, indicava quanto l’esercito giapponese continuava ad essere forte e tenace. Essi contavano ancora 3 milioni di uomini, decisi di combattere a oltranza. Il presidente Truman, successo a Roosevelt decise di ricorrere all’impiego di un’arma terrificante, attraverso la quale gli Alleati avrebbero messo fine al conflitto. In Agosto vennero sganciate 2 bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, provocando morte e distruzione totale. Difronte a queste tremende devastazioni, anche i Nipponici scelsero la via della resa.

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