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La Seconda guerra mondiale: dalla baionetta alla bombaatomica

Fra le due guerre: venti di guerra; la Guerra civile spagnola Il trattato di Versailles, che doveva garantire un futuro tranquillo, portò solo il malcontento di nazioni dell’Intesa che avevano dovuto sacrificare le loro mire espansionistiche. Questa situazione portò ben presto a conflitti nuovi, come ad esempio la voglia da parte dei paesi sconfitti di revisionare il trattato provocando la reazione dei vincitori contrari a ogni aggiustamento. Ma ben presto anche la Francia e l’Inghilterra richiedevano a gran voce l’espansione dei loro territori. Ogni stato pensava al proprio interesse nazionale. Anche gli USA non avevano nessuna intenzione di eliminare i debiti di guerra e imposero il libero scambio, subordinando così l’economie dei Paesi europei. Ma la guerra nel frattempo era già scoppiata lontano dai Paesi Europei. Infatti nel 1932 il Giappone aggredì la Manciuria e impose un governo fantoccio. Ma su l’Italia fascista ad accendere il secondo focolaio di guerra. Nel 1935 infatti Mussolini iniziò una spietata guerra contro l’Etiopia che lo portò a gravi sanzioni dalla Società delle Nazioni e lo obbligò ad allearsi con la Germania hitleriana. Nel frattempo in Spagna avveniva una cruente guerra civile. Nonostante la vittoria della sinistra e del cosiddetto “fronte popolare”, la destra non accettava la vittoria di quest’ultimi e si alleò con la Falange (partito di tipo fascista) minacciando un colpo di stato. In tutto il paese si svolgevano scioperi, occupazioni e azioni violente verso il vecchio regime. Intanto un gruppo di ufficiali, capeggiato dai generali conservatori Franco e Mola, occupavano l’Andalusia e diedero inizio alla guerra civile. Franco ottenne l’appoggio di Mussolini e Hitler. L’Urss sostenne i filo repubblicani, mentre i democratici decisero di non intervenire. La Francia chiuse addirittura le frontiere del suo paese con la Spagna. La Repubblica spagnola risultò debole, e nel 1937 gran parte della Spagna era sotto il controllo franchista. A guerra civile terminata, Franco potè continuare la sua repressione, eliminando un numero elevato di antifascisti e esiliandone altri. Il nuovo papa Pio XII benedì Franco. Ma la Spagna non fu nulla in confronto ai passi determinanti che compì la Germania nazista, che nel 1935 annunciò la coscrizione obbligatoria, e penetrò nella Renania che doveva restare smilitarizzata. Occupò poi l’Austria e ne annunciò l’annessione che venne firmata da Italia e Gran Bretagna. A lungo gli altri paesi europei rispondevano alla Germania in modo tollerante. Alla fine la Germania riuscì a farsi riconoscere il diritto di impossessarsi della regione dei Sudeti. Hitler continuava le sue mire espansionistiche, e decise di mandare un ultimatum alla Polonia, per farsi cedere la Dalmazia. Francia e Inghilterra minacciarono la guerra in caso di attacco alla Polonia, anche se subito ammorbidirono la loro posizione. Le nazioni cercavano di intensificare la diplomazia, e salvaguardare i propri interessi. Gli USA invitavano la Germania a rinunciare alle aggressioni. Alla fine si arrivò a due patti, che entrambi vedevano la Germania protagonista: Il Patto d’Acciaio e il Patto Ribbentrop-Molotov. Il Patto d’Acciaio era tra l’Italia di Mussolini e la Germania, e sosteneva che se uno dei due stati venisse attaccato l’altro doveva sostenerlo. L’Italia si trovava in una posizione debole rispetto a Hitler, ma accettò il patto. Il Patto Ribbentrop-Molotov era un patto di non aggressione, ma innaturale, tra la Germania e l’Unione Sovietica. I due Stati sono ideologicamente inconciliabili, ma Stalin rinunciava alla politica antifascista dei Fronti popolari annunciando in pubblico il fallimento degli stessi partiti comunisti che l’avevano appoggiato. In realtà un accordo segreto preveda la spartizione della Polonia tra l’Urss e i tedeschi. Ma questo non impedì ad Hitler di attaccare Stalin di lì a poco. Lo scoppio della guerra e le prime fasi del conflitto: Polonia, Francia, Inghilterra e gli scontri nelle colonie La guerra iniziò il 1 settembre 1939 con l’invasione della Polonia. Caduta Varsavia il 26 settembre, l’Unione Sovietica come da patto invase il paese da est spartendoselo con i tedeschi. Per i primi due anni rimasero neutrali gli Stati Uniti (nonostante fossero già schierati con Francia e Inghilterra) e l’Unione Sovietica (grazie al patto di non aggressione con la Germania.). Hitler era già preparato da tempo alla cosiddetta “guerra lampo”, e colpì immediatamente il Belgio, l’Olanda e la Francia. Il 10 giugno la Francia ricevette la dichiarazione di guerra anche dall’Italia, e il 14 giugno era totalmente occupata e divisa in due parti : il Nord occupata dai tedeschi e il Sud era in mano al governo filonazista governato da Pétain. Restava la Gran Bretagna guidata da Churchill. L’area di Londra fu bombardata dal settembre 1940 al luglio 1941. Vennero risparmiati gli aereoporti e le postazioni militari e industriali. Però la Gran Bretagna, grazie alla sua aviazione e all’uso dei radar, riuscì a far fallire questa trategia e i tedeschi dovettero ripiegare sul blocco navale per impedire l’arrivo degli americani. Intanto l’Italia attaccava l’Egitto con l’intento di controllare i pozzi di petrolio, e all’insaputa dai tedeschi tentò di attaccare la Grecia. Venne respinto però fino in Albania, e Mussolini dovette chiedere l’aiuto ai tedeschi rinunciando all’idea di una guerra parallela in completa autonomia. Ma fu grazie all’esercito tedesco che riuscirono a sconfiggere la Grecia e ad allontanare gli inglesi dalla frontiera egizia. Ormai le potenze fasciste avevano la meglio su tutti i fronti. Le fasi centrali del conflitto: l’attacco nazista all’Urss e quello giapponese agli USA Il 22 giugno 1941 Hitler invase l’Urss, stracciando il patto fatto due anni prima. I suoi piani erano totalmente scritti su Mein Kampf, a partire dalla sottomissione degli ebrei al motivo dell’invasione della Russia. Infatti questo doveva costringere l’Inghilterra alla pace e scoraggiare l’intervento americano. Hitler ignorava totalmente le regole che a quei tempi dovevano, almeno in parte, controllare le guerre. Provocò all’Urss milioni di morti. All’inizio la conquista tedesca sul suolo russo andava liscia, in pochi mesi arrivarono a Mosca, ma con l’arrivo dell’inverno l’esercito tedesco si trovò impreparato nell’affrontarlo e dovette ritirarsi. Nel frattempo il Giappone approfittò della debolezza della Francia e fece sbarcare le sue truppe a Saigon (nell’Indocina ma sotto il controllo francese). Il 7 dicembre 1941 i giapponesi attaccarono la flotta statunitense nelle Hawaii, distruggendo aereoporti e aerei della marina. Poi passò a quelle inglesi in modo da riuscire ad avere il dominio di tutto il pacifico. Quando l’8 dicembre 1941 gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone, e l’Italia lo fece agli Stati Uniti, la guerra diventò effettivamente mondiale. Nel 1942 si ebbe la svolta, quando la Germania tentò un’offensiva cercando di evitare l’imminente arrivo degli americani. I tedeschi si mossero verso est contro Stalingrado: l’offensiva fallì grazie alla resistenza dei sovietici, e finalmente riuscirono a passare al contrattacco. Nel 1943 costrinsero i tedeschi a una rovinosa ritirata. Intanto gli americani bombardavano Tokyo. La partecipazione italiana alla guerra La voglia di Mussolini di fare guerra autonomamente fallì, e dovette adeguarsi alle direttive tedesche. Quando l’Italia sottoscrisse il Patto d’Acciaio tutti erano consapevoli dell’impreparazione dell’esercito italiano, Hitler informò solo dopo cose fatte della conquista della Polonia, e non gli fornì mai le materie prime. Ciononostante Hitler richiese espressamente l’entrata in guerra dell’Italia altrimenti avrebbe avuto un ruolo secondario in Europa. L’entrata in guerra dell’Italia avvenne il 10 giugno 1940, quando dichiarò guerra alla Francia e all’Inghilterra. Mussolini pensava che con poche migliaia di vittime si sarebbe potuto sedere al tavolo della pace per ottenere qualche vantaggio. Ma questo non successe. Infatti egli non aveva calcolato il costo della guerra, che andava a ricadere sul popolo; lo sfollamento delle città verso le campagne a causa dei bombardamenti; la distruzione delle case. Tutto questo portò una perdita di consenso al regime

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