Il Secolo Borghese in Francia


Dopo il 1820 gli Aristocratici avevano perso il 20% dei propri possessi, e quindi ci furono considerevoli perdite. La nobiltà possedeva 1/5 del territorio francese.
Emigres: nobili che si erano serviti di prestanome per riconquistare le proprie terre confiscate.
Delusione da parte dei contadini che avevano sperato di acquisire delle terre.
Trassero vantaggio dalla Rivoluzione: finanzieri, mercanti di seta, padroni di miniere di carbone. E meno controllo economico ciò provocò una alleanza tra nobili, ecclesiastici, contadini artigiani e piccoli borghesi (Alleanza aristocratica populista).
Ultra realismo cattolico: movimento popolare anticapitalista. Il declino del patrimonio aristocratico ed ecclesiastico fu anche il declino degli artigiani.
Scristianizzazione presso i ceti borghesi; avvicinamento alla religione da parte di artigiani e contadini. Questa religiosità fu manipolata dagli aristocratici. Crescita delle ordinazioni. 33% degli ecclesiastici nelle Università come docenti e anche le scuole dei villaggi in mano al clero.

Religione: punto fondamentale dell'ideologia realista. Il realismo coltivò un filone di anarchismo di destra.
Errore dell'Aristocrazia dopo il 1815: quello di rimanere legata alla terra senza affrontarle il capitalismo senza entrare nell'industria e stringere un'alleanza con i borghese. Avrebbero perso l'appoggio dei contadini e dei lavoratori.
Aristocrazia e clero: proteggevano la cultura tradizionale dei contadini.
Gli aristocratici spingevano la borghesia all'opposizione liberale ma non riusciranno accontentare la clientela popolare, la quale voleva posti di lavoro ed esenzione dal pagamento delle imposte.

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