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La sconfitta militare tedesca

L’11 novembre 1918 la Germania firmò l’armistizio con le potenze alleate. A crollare, più che i soldati, era stata la popolazione tedesca che da troppo tempo sopportava le conseguenze del conflitto. Questa crisi interna era sfociata nelle rivoluzioni di Monaco (7 novembre) e di Berlino (9 novembre) che provocarono l’ abdicazione del kaiser Guglielmo II. Al potere salì dunque il socialdemocratico Friedrich Ebert, che firmò l’armistizio contro il volere dell’estrema destra, che iniziò a bollarlo come un traditore della patria.

Il trattato di pace, sanciva delle conseguenze durissime per la Germania:

Amputazioni territoriali
La Germania fu privata di tutti i possedimenti coloniali e dovette cedere alla Francia l’Alsazia e la Lorena. Una grande porzione del territorio prussiano passò alla Polonia e la regione della Prussia orientale fu separata dal resto del Reich mediante un corridoio che consentiva alla Polonia di avere uno sbocco sul mare a Danzica.

Limitazioni militari
Alla Germania fu proibito possedere sottomarini, carri armati, aviazione da guerra, artiglieria pesante e la flotta marina fu drasticamente ridotta. La Saar, una regione tedesca ricca di giacimenti di carbone, sarebbe dovuta essere occupata per quindici anni dalle forse alleate mentre la Renania sarebbe dovuta essere perennemente smilitarizzata.


Indennità di guerra
Con il trattato di pace la Germania riconosceva le proprie responsabilità di guerra, affermando la propria colpevolezza. Fu considerata la principale responsabile del conflitto e dovette pagare i danni che aveva provocato: l’entità dei risarcimenti fu fissata a 269 miliardi di marchi oro, ridotti a 132 nel 1921.

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