La Russia del XIX secolo

Le condizioni interne della Russia rispecchiavano un profonda ingiustizia sociale.
Circa 100.000 famiglie nobili possedevano la quasi totalità della terra, compresi i contadini, veri servi della gleba , del tutto privi di diritti civili.
I contrasti fra il dispotismo zarista e le forze popolari ingigantirono a causa dell'incomprensione degli zar. Il solo Alessandro II cominciò ad attuare delle riforme liberali( come l'abolizione della servitù della gleba,assegnazione do terra e il riscatto dei contadini) ; ma dopo il fallito attentato, lo Zar (1866) divenne reazionario. Il primo partito rivoluzionario fu il nichilista,perché si proponeva di annientare le vigenti strutture sociali.
All'inizio del XX secolo i partiti divennero tre:
il costituzionale-democratico, favorevole ad una monarchia costituzionale;
il socialista-rivoluzionario, favorevole alla forma repubblicana e alla distribuzione delle terre ai contadini;

e il collettivista-marxista, guidato dal giovane Lenin, che mirava all'applicazione integrale del comunismo.
La rivolta organizzata dai Soviet ,ossia i comitati degli operai nel gennaio del 1905 costrinsero lo zar Nicola II a concedere un parlamento (duma),ma questo divenne ben presto privo di potere e lo zar continuò ad esercitare il suo dispotismo, preparando il terreno alla rivoluzione bolscevica.

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