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La Russia nella Storia

Mentre quasi tutta l'Europa occidentale procedeva spedita sulla via della modernizzazione, la Russia era ancora il paese più arretrato d'Europa, sia dal punto di vista politico che da quello economico e sociale. L'enorme maggioranza della popolazione era formata da contadini, servi della gleba nei domini dell'aristocrazia. Mancava una borghesia di stampo europeo. Lo zar, manteneva poteri totalitari aiutato anche dalla chiesa ortodossa che gli aveva dato la supremazia; pertanto la possibilità di sviluppo, come quello europeo veniva negato alla Russia. Il futuro della Russia si aggravò con la morte di Alessandro I e l'avvento dello zar Nicola I rigido assolutista e nemico di ogni novità occidentale. Facendo così alzare una barriera di terrore tra Russia e Europa. Alla sua morte succedette Alessandro II (1885) che avviò una politica di caute riforme per favorire soprattutto lo sviluppo industriale. Tuttavia la popolazione restava sempre formata da contadini (mugiki) i quali erano sottoposti ai grandi latifondisti e la loro vita riprendeva quella medioevale. Un provvedimento importante di Alessandro II fu l'abolizione della servitù della gleba, vennero distribuite le terre statali e anche una parte di terre nobiliari. Questo però non riuscì a sanare l'economia dei contadini i quali solo in parte ottennero questi privilegi, per cui ben presto sorsero numerose sommosse. Lo stesso zar fu ucciso da un attentato terrorista populista, al quale aderirono migliaia di studenti che volevano liberare il popolo per dar loro una forma di socialismo ma ciò non ebbe riscontro per il mancato appoggio della popolazione. Durante questo periodo si sviluppò sempre in Russia il nichilismo (dal latino nulla) fu una forma di terrorismo che si proponeva di colpire al cuore con incendi ed attentati lo stato per cancellare ogni traccia del regime zarista. Il nuovo zar Alessandro III favorì l'industrializzazione del paese, che vide lo sviluppo della rete ferroviaria, lo sfruttamento delle risorse minerarie della Siberia e del petrolio del Caucaso. Con lo sviluppo dell'industrializzazione si venne a formare una borghesia liberale e una classe operaia che diedero vita rispettivamente a due partiti: il partito costituzionale democratico che voleva una costituzione di tipo occidentale e il partito operaio social democratico russo di ispirazione socialista. Quest'ultimo si divise in due correnti: bolscevichi, rivoluzionari e menscevichi, moderati. I bolscevichi erano guidati da Lenin. Fu, con il partito, uno dei pochi convinti dell'espansionismo russo che doveva avvenire sulla Corea. A questo punto il Giappone, intenzionato a imporre il proprio dominio in Estremo Oriente e protetto dall'Inghilterra si precipita nel conflitto, scatenando la guerra russo-giapponese. Dopo vari attacchi i giapponesi sconfissero i russi a Port Arthur (1904). Dopo la guerra, a Pietroburgo, data la perdita del prestigio del Governo, nacquero una serie di rivolte e scioperi contro il regime zarista. Si formarono i primi soviet o consigli di operai in sciopero che in seguito saranno la base dei governi provvisori russi. Lo zar fu costretto a annunziare la duma (il parlamento) e quindi le varie libertà. Tuttavia dopo la pace con il Giappone, la Russia revocò le libertà precedentemente imposte e ripristinò il regime.
Agli inizi del 1914 la Russia dovette affrontare un altro problema e un'altra guerra: la prima guerra mondiale. L'ordine europeo stava ormai finendo. La Russia si vide una tra le protagoniste. I territori di cui era protettrice come la Bosnia - Erzegovina era attaccata dall'Austria. Inoltre la stessa Russia colse l'occasione per rafforzare la propria influenza sui Balcani, che pian piano stavano divenendo un groviglio di rivalità. Unito alle altra cause dei paesi europei, con l'attentato di Sarajevo l'Austria dichiara guerra alla Serbia. La Russia smobilita l'esercito in suo aiuto e successivamente si allea nell'intesa con Inghilterra e Francia. Con la guerra mondiale si pensava che i conflitti interni fra lo zar e il popolo terminassero ma non fu cosi. La guerra costava sacrifici, con perdite umane, fame. Nel febbraio del 1917 scoppiarono nuovi scioperi che divennero poi insurrezione politica. Il primo si verificò a Pietrogrado. Davanti alla rivoluzione di febbraio lo zar fu costretto ad abdicare e il potere fu assunto da un governo provvisorio con a capo il principe Lvov. ciò decretò la fine della monarchi imperiale. Tra gli ideali principali del nuovo governo c'era quello di continuare la guerra, sicuri della vittoria. Il governo non prese però in considerazione le condizioni di operai e soldati che si unirono in nuovi soviet che costituivano una parte del governo. Di tali condizioni ne approfittò il bolscevico Lenin che indusse i bolscevichi ad una rivolta contro il governo. Formò il partito bolscevico che grazie ai suoi progetti aveva attirato l'attenzione del popolo. Ciò prevedeva la fine del governo e della guerra. Ma il governo fu assunto alla guida di Kerenskij che, data l'incapacità di governare, subì un colpo di stato da parte di un dittatore Kornilov. I bolscevichi ormai godevano un ampio consenso nel paese così decisero di salire al governo. Lenin e Trotzki organizzarono l'armata rossa, scatenando la rivoluzione d'ottobre (1917) e assunsero il controllo della sede del governo. Il potere fu assunto da un Consiglio dei commissari del popolo che proclamarono la Repubblica sovietica. Il nuovo governo si curò di spartire le terre, gli operai ottennero il controllo delle industrie e fu decretato il trattato di pace con la Germania che nel 1918 prese il nome di trattato di Bresk-litovsk. Lenin conquistato il potere vi instaurò una dittatura.
In questo periodo si diffuse un periodo di terrore dovuto dagli attacchi dell'armata rossa e dell'armata bianca costituita da fedeli allo zar. Il governo per far fronte alle necessità dei conflitti attuò una politica detta: "comunismo di guerra". Ricorse allora alle confische delle terre e dei campi, controllandone la produzione. Grazie al comunismo di guerra il governo riuscì a sfamare l'armata rossa ma in campo economico non migliorò molto. Cosi nel marzo del 1921 venne adottata la Nuova politica economica la Nep, per favorire la ripresa della produzione agricola ed industriale. A tal scopo fu deciso di: liberalizzare il commercio dei prodotti agricoli; promuovere lo sviluppo della piccola impresa privata e di agevolare la nascita di aziende commerciali private. Contemporaneamente fu stabilizzato il valore della moneta che era crollato durante la guerra, così venne favorito l'influsso di investimenti stranieri. Il 30 dicembre del 1922 nacque il nuovo stato delle unioni delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) ed il partito comunista bolscevico divenne cosi il partito comunista dell'unione sovietica. La morte di Lenin (1924) aprì una fase di contrasti interni tra le varie correnti comuniste. Una di sinistra con Trotzki il quale restava fedele al programma della rivoluzione mondiale e voleva promuovere l'espansione della rivoluzione comunista fuori dalla Russia e possibilmente nei paesi più sviluppati. L'altra parte con Stalin contendeva la salita al potere. Nelle elezioni successive portò una larga vittoria Stalin che fece uccidere Trotzki. La nuova politica di Stalin abbandonava del tutto la Nep e prevedeva: l'industrializzazione accelerata del paese, il sostegno all'industria pesante, la collettivizzazione di tutte le terre, la progressiva scomparsa del commercio e della piccola industria. Si stabiliscono piani quinquennali i cui obbiettivi mini da raggiungere erano nel settore agricolo e industriale. La Russia divenne così una grande potenza. Nella riforma agraria attuata portò in un primo momento dei miglioramenti, ma successivamente per l'inefficienza delle strutture produttive le condizioni non migliorarono. Stalin negli anni 30 portò alle estreme conseguenze la dittatura del partito comunista e concentrò nelle proprie mani il potere assoluto. Le masse popolari indottrinate lo adorarono come un dio sviluppando cosi, sotto forma di carattere religioso, il culto dello stalinismo. Tutti gli oppositori al suo regime venivano deportati in Siberia o venivano uccisi (grandi purghe).
La spinta aggressiva dei regimi totalitari mina gli equilibri internazionali.
Il nuovo conflitto presenta caratteri totali sia per gli uomini e i mezzi impiegati sia per il numero dei paesi che vi furono coinvolti.
La seconda guerra mondiale fu combattuta fra due schieramenti: Germania, Giappone ed Italia, il secondo schieramento era composto da: Francia, Inghilterra e Cina dove si aggiunsero poi, Russia e Stati Uniti.
La Russia, nel 1939, aveva stretto un patto di non aggressione con Hitler, il patto si attuò quando la Germania attaccò la Polonia, aiutata dall'URSS; ma successivamente nel 1941 i tedeschi attaccano l'unione sovietica. Ma l'attacco sferrato durò più del dovuto, l'inverno avanzava e i tedeschi furono sconfitti.
Con l'ingresso in guerra degli Stati Uniti nel 1942 gli alleati ribaltano la situazione anche sul fronte russo dove la Germania subì un'imponente contrattacco agli inizi del 1943 le forze anglo americane e sovietiche avevano preso l'iniziativa su tutti i fronti.
All'indomani della guerra, l'economia statunitense ha bisogni di nuovi mercati.
L'Urss, tuttavia, usciva con aumentato prestigio, ma Stalin si preoccupava di garantire la sicurezza dei confini, che lo spinse, dopo l'espansionismo statunitense a rivendicare il controllo territoriale sui paesi vicini.
Stati Uniti e URSS essendo uscite ambedue vincitrici si ponevano a gara come modelli per gli altri stati.
L'america per favorire la ripresa economica europea, enuncia la dottrina di Truman con il piano Marshall lo scopo era quello di erogare soldi anche ai paesi comunisti per portarli dalla parte opposta al comunismo. Si inasprisce così il contrasto tra Stati Uniti ed Urss che decise di formare il Cominform cioè un organismo che aveva lo scopo di riunire tutti i partiti comunisti europei:
L'Europa è quindi divisa in due blocchi contrapposti: simbolo di questa divisione Berlino.
Si scatena così la corsa agli armamenti
Si vennero a creare rispettivamente per: gli Stati Uniti e L'unione sovietica il patto atlantico e quello di Varsavia, il contrasto tra i due blocchi provocò la guerra fredda. Ma nel 1949, con l'esplosione della prima bomba atomica statunitense si creò un clima di terrore che, tuttavia, non arginò la politica estera anticomunista statunitense.
Nei primi anni 50 con Mac Carty con il periodo del maccartismo si passò alla storia come la caccia delle streghe condannando a morte tutti quelli di sinistra.
Nel 1953 si ebbe la morte di Stalin e l'inizio della presidenza di Eisenower negli Stati Uniti.
Nell'Urss con l'elezione di Kruscev nel XX congresso del partito comunista denunziò i metodi dittatoriali si Stalin, la svolta politica portò speranze ma anche agitazione in alcuni paesi comunisti, intanto cominciò a farsi strada il disgelo dei due blocchi contrapposti.
Nel 1955, con la conferenza di Ginevra, dove vi parteciparono tutti i capi di stato delle potenze occidentali ed orientali vi fu dibattuto il problema del disarmo atomico.
Nascono così i primi anni della coesistenza.
La distensione non impedì alle superpotenze di penetrare all'interno del medio Oriente, una tra le maggiori sfide fu, inoltre, la costruzione del muro di Berlino, innalzato per separare la parte della città comunista da quella occidentale, Con la scesa al governo di Kennedy l'America potè godere di un programma basato sulla sicurezza sociale e sul progresso economico.
In politica estera volle rafforzare la posizione degli Stati Uniti a Cuba, dove si era stanziato il regime comunista di Fidel Castro, la Russia decise di installare alcune rampe di lancio e Kennedy ordinò il blocco navale dell'isola. Kruscev ordina lo smantellamento dei missili ottenendo in cambio la promessa di non attaccare più il regime comunista,
Un'importante contributo venne, anche, dal Vaticano con il papa Giovanni XXIII.
Gli equilibri internazionali si mantennero inalterati fino a quando Reagan eletto nel 1980 rilanciò la corsa agli armamenti cercando di mantenere comunque gli accordi con Mosca.
Nel 1964 il successore di Kruscev, Breznev formulò la teoria della sovranità limitata, cioè il diritto dell'unione sovietica ad intervenire nelle questioni interne del mondo comunista. Inoltre rafforzò la potenza militare evitando ogni scontro con gli Stati Uniti.
Il suo successore Gorbaciov, 1985, segna una svolta per il mondo. Nei paesi comunisti avviò un processo di rinnovamento, riconoscendo libertà di pensiero, stampa, sciopero.
La politica di Gorbaciov condusse al crollo del comunismo e alla nascita di una economia di mercato.
Il rinnovamento promosso da Gorbaciov fece emergere forti speranze nelle zone sovietiche. Gli esponenti dell'esercito tentarono un colpo di stato per restaurare il vecchio regime, ma il capo del parlamento: Eltsin intendeva rafforzare l'Unione Sovietica come democrazia occidentale, eletto presidente nel 1991, decretò la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.
L'occidentalizzazione russa determina un aspro conflitto con Pechino. All'interno del governo cinese i partiti comunisti stavano assumendo un atteggiamento moderato ostacolando così Mao Tse-Tung, che con la rivoluzione culturale cercò di porre fine alle tendenze moderate. Solo successivamente, dopo la sua morte, si attenuarono i contrasti con l'Unione Sovietica.

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