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La Russia di Pietro il Grande

La Russia nel 500 e 600 è rimasta del tutto fuori a tutti mutamenti avvenuti in Europa in quegli anni. La Società è arretrata vive in condizione miserabili, la chiesa russa considera peccaminoso tutto ciò che è occidentale. Il calendario parte dalla creazione del mondo, le eclissi e gli orologi sono considerate come magia.

Il dispotismo modernizzatore di Pietro

Alla morte dello zar Alessio I della dinastia dei Romanov, sale al trono Fedor, figlio della prima moglie che muore a 20 anni, nomina suo successore Pietro, figlio della seconda moglie. Però la sorella di Fedor, Sofia cerca in tutti i modi di far salire Ivan al trono, che è mentalmente instabile e sotto la sua reggenza. Ma ben presto Pietro riesce a uscire da questa situazione e a prendere il posto di zar. Pietro non esita un minuto di più che subito ha intenzione di modernizzare la Russia, portandola ad un rinnovamento europeo, creando prima di tutto un esercito e una flotta. Per attuare questa modernizzazione, impone tasse su ogni cosa immaginabile sfruttando, soprattutto, i contadini. Pietro cerca anche di occidentalizzare i costumi del paese e viene considerato l’incarnazione dell’Anticristo.

Le guerre contro la Svezia e la Turchia

Pietro considera l’accesso al mare una necessità fondamentale per il processo di modernizzazione, in modo da legare la Russia al resto d’Europa. Da qui c’è lo scontro per il controllo del Mar Baltico contro la Svezia, Pietro vince. La Turchia temendo l’avanzata russa, entra in guerra contro Pietro, ma lui risponde agli attacchi in modo inadeguato e cerca di evitare lo scontro dando in cambio alcuni terreni, lasciando tornare in Svezia il re che si era rifugiato in Turchia. Successivamente c’è una seconda guerra contro la Svezia detta “seconda guerra del Nord” che con la Pace di Nystadt finisce con la vittoria della Russia che annette altri territori. Pietro assicura anche nuovi spazi al commercio russo sconfiggendo in guerra la Persia, per il controllo del Mar Caspio. Pietro muore pochi anni più tardi.

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