Ominide 164 punti

Russia dal '800 all'età di Lenin

La Russia nel 1800 era ancora una nazione molto arretrata dai punti dal punto di vista sia economico, sociale, che tecnologico. Questo perché l’economia si basava prevalentemente su un sistema agricolo di sussistenza locale, controllato dai proprietari terrieri, nobili assenteisti e incompetenti. Le poche industrie erano di proprietà dello stato e producevano soprattutto armamentari per la guerra. Inoltre la Russia copriva un vastissimo territorio, in alcune zone anche inospitale, con vie di comunicazioni poco efficienti; inoltre le città era poco sviluppate: prevaleva il mondo rurale.
L'ambiente sociale era molto semplificato, la maggior parte della popolazione apparteneva alla classe contadina e viveva nelle campagne, e la maggior parte di questi erano servi della gleba. Questa servitù contadina conferiva una grande forza alla limitatissima classe aristocratica, la quale possedeva la gran parte dei terreni coltivati. Quasi inesistente era invece la borghesia e la classe industriale. Quei pochi borghesi lavoravano per lo più per l'aristocrazia.

Ci furono tentativi di soluzione di questa situazione, quello di Caterina nel 1700, ma non ci riuscì, per l'opposizione aristocratica e per l'assenza della borghesia.

Nel 1861 ci fu la legge dello Zar Alessandro II che volle abolire la servitù della gleba. Alla legge si accompagnò un decreto agrario, il quale il quale concedeva ai contadini di riscattare (comprare) le terre dai padroni o dallo stato le terre, in modo da migliorare le condizioni di vita della popolazione. Tuttavia questo obbiettivo fallì perché i riscatti erano eccessivamente alti per la maggior parte dei braccianti. I contadini, sebbene ottennero la libertà, rimasero comunque nella stesse condizioni economiche perché la terra rimaneva comunque dei padroni.
Successe che i contadini si indebitarono per diverse generazioni e in questi lunghissimi tempi poteva succedere qualsiasi cosa, come carestie o crisi economiche. In caso di impossibilità di pagamento, la terra tornava tornare al proprietario, andando a ristabilire la stessa situazione precedente. Quindi la popolazione aveva poche possibilità si migliorarsi socialmente (immobilità sociale).

La Situazione era aggravata anche da fatto che la società era formata da 100 nazionalità diverse, con lingue e costumi diversi.
Da qui si tentò una politica di russificazione nei confronti delle diverse nazionalità, tuttavia queste diversi nazionalismo volevano mantenere i loro usi e costumi, andando a creare delle frizioni interne.

Nella seconda metà del’800 si diffusero in Russia nuove dottrine, che si radicarono profondamente. Tra queste:

• il populismo, una forma di socialismo russo, di stampo utopistico, che voleva migliorare le condizioni di vita della popolazione attraverso l’educazione
• l’anarchismo di Bakunin, che ebbe grande successo nei primi del ‘900.
• il nichilismo, il quale prevedeva che il rinnovamento sociale dovesse passare dalla completa distruzione della società
• il partito socialista rivoluzionario
• il marxismo; nel 1903 si divise il partito comunista russo in Bolscevichi e Menscevichi
• terrorismo: molti populisti, anarchici e nichilisti si diedero ad attentati.

Nella seconda metà del'800 cominciarono infatti a diventare frequenti gli attentati allo zar. I capi degli attentati erano sempre intellettuali, studenti. Il fratello maggiore di Lenin per esempio venne implicato in una congiura e condannato a morte. Questo fu un duro colpo per la famiglia, di recente aristocrazia e proprietari terrieri. Dopo questa condanna la famiglia venne ostracizzata. Ciò pesò sulle scelte politiche di Lenin. Le possibilità economiche rimasero comunque invariate.

Difficili erano anche le condizioni di vita degli intellettuali nella Russia della seconda metà del XIX secolo. Gli intellettuali si dedicavano alla politica perché la loro sorte era di emarginazione. Molti neolaureati non trovavano facilmente la loro collocazione, per questo preferivano intraprendere carriere burocratiche (medici statali, ingegneri statali..), attraverso concorsi. Essendo però solo aperte le carriere statali, i posti erano di inevitabilmente limitati. Molte lauree erano inoltre escluse dai posti statali.
Tutta questa massa di intellettuali trovò allora una soluzione nell'insegnamento presso le famiglie aristocratiche. Questo era un lavoro precario, perché le esigenze delle famiglie potevano cambiare.

Questi intellettuali venivano introdotti negli ambienti aristocratici, ma erano sempre dei subordinati, che venivano licenziati una volta che il ragazzo cresceva.
La vita dell'intellettuale era quindi una vita precaria, senza soddisfazione né affetti. Questo disagio intellettuale andava a alimentare il disagio politico e i movimenti che tramavano contro lo stato.


La Russia rivoluzionaria

Nicola II (Romanov) salì al trono nel 1894 e abdicò nel 1917, morendo l’anno seguente.
Egli aveva ereditato un paese povero, ricco di frizioni e controversie. Nonostante queste difficoltà regnò fino alla fine seguendo la vecchia autocrazia. Nell’età a lui contemporanea di fatti lo Zar rimaneva l'unico sovrano assoluto tra tutti quelli europei: tutti i governi europei avevano subito delle modifiche fino a quel momento, ma la Russia aveva mantenuto la sua Autocrazia (= il potere dipende solo dal sovrano, lo zar). Nicola non mutò nulla nel suo modo di governare e ciò lo portò alla sua fine. I Soviet nascono proprio sotto il regno di Nicola II, intorno al 1905 e saranno gli elementi chiave della rivoluzione bolscevica.
Egli è ricordato per aver tentato di iniziare l’industrializzazione nel paese, affidando il compito al ministro De Ville.

La guerra tra Russa e Giappone del 1904 aveva creato molto dissenso nei confronti dello Zar, poiché la flotta russa fu sbaragliata. Per la prima volta nella storia una nazione orientale umiliava militarmente l’occidente. L’esercitò iniziò a perdere fiducia nello Zar.

Contemporaneamente nel 1905 iniziò Prima Rivoluzione Russa, durante la quale nacquero i primi soviet di stampo comunista nelle fabbriche e nelle campagne. Questa rivoluzione vide l'insorgere di contadini, operai e soldati contro il governo zarista e le sue decisioni. L'episodio più rilevante di questo periodo fu la Domenica di Sangue, a San Pietro Burgo. Alcuni contadini della zona erano stati invitati a supplicare lo Zar di migliorare le loro condizioni di vita; inizialmente doveva essere una manifestazione pacifica ma lo Zar ordinò di sparare sulla folla.

Per rispondere alla rivoluzione Nicola concesse un regime semi-costituzionale, basato sull’assemblea della Duma con poteri solo consultivi.
Inoltre promosse la riforma agraria formulata dal ministro Stolypin nel 1906, che favorì la formazione dei Kulaki, ovvero contadini ricchi.
Tuttavia sia la rivoluzione che la riforma fallirono perché la maggior parte dei contadini non era in grado di acquistare la terra.

Le condizioni peggiorarono drasticamente con la Prima Guerra Mondiale. Durante le guerra ci fu una scarsissima produzione agricola sia perché i contadini si trovavano al fronte, sia perché le forze erano concentrate nella produzione di strumenti bellici, mettendo in ginocchio la popolazione. Inoltre l’esercito era costretto a vivere in condizioni precarie, e al fronte gli approvvigionamenti erano scarsi. Inoltre al ritorno in patria si creò una grande massa di uomini disoccupati e senza terra. Si creò a questo punto una sorta di malcontento generale.

Importante fu lo scandalo Rasputin a danno di immagine per la monarchia. Rasputin era un avventuriero che conduceva una vita sregolata nel lusso. Egli era ben accolto a corte poiché era una figura vicina alla zarina, tuttavia alienò alla corono il consenso della potente Chiesa ortodossa. Ci furono inoltre diversi attentati alla sua persona, in uno dei quali perse la vita, era il 1916.

Febbraio 1917 (rivoluzione civile)
A Febbraio iniziarono scioperi a carattere insurrezionale in tutto il paese (il più importante è quello di Pietrogrado). Tutti questi elementi messi insieme sfociarono nella rivoluzione civile che portò lo zar Nicola II all'abdicazione il 28 Febbraio 1917.

Marzo 1917
A Marzo Il fratello Michele rifiutò il trono e venne riconosciuta a questo punto la Repubblica, riconosciuta immediatamente dall’Intesa.
Si formò un governo provvisorio, un'ampia coalizione tra conservatori, nazionalisti, cadetti e il partito comunista russo. Tuttavia questa coalizione era fragile perché priva di coesione: vi erano gruppi politici in contrasto tra loro per programmi politici diversi e inoltre si formarono i soviet.
Questi soviet, erano gruppi di persone unite per un'amministrazione locale con maggioranza comunista; il più importante era il soviet di San Pietroburgo, che successivamente verrà chiamata Leningrado. Questi soviet minavano la stabilità del governo provvisorio perché si rifiutavano di partecipare ufficialmente al potere ma riuscivano lo stesso a controllare le decisioni del governo.
Tutti i soviet facevano capo al soviet di Pietrogrado e se le decisioni del governo non venivano accettate da questo, gli altri lo seguivano e il governo non poteva instaurare la propria autorità.
Si formò in questo modo un doppio potere. Da un parte l'ampia coalizione, che rappresentava lo stato, e dall'altra i soviet, che non volevano confondersi alle istituzioni sociali.

Nei primi di Marzo 1917 i soviet di San Pietroburgo emana l'Odine Numero 1, ovvero la possibilità di fondare soviet militari, una grande novità propria della Repubblica.
Nell'esercito vi è una rigida gerarchia e non esisteva democrazia, bensì una subordinazione ai capi militari. Con questo ordine veniva autorizzato il soviet militare, che destabilizzò la gerarchia militare. Tutta l'esercito era già stato indebolito dagli ammutinamenti precedenti alla rivoluzione. L'ordine non faceva altro che rettificare gli ammutinamenti, già avvenuti prima della rivoluzione, con lo scopo di reindirizzare politicamente i militari e ricompattare l'esercito dopo gli ammutinamenti.

Questa nuova repubblica trovò però delle difficoltà. Il primo problema fu il fallimento del tentativo di russificazione dell’ex governo zarista, a causa dei vari nazionalismo che si muovevano secondo il principio di autodeterminazione dei popoli.

Aprile 1917
In Aprile abbiamo il ritorno di Lenin dall'esilio, uno dei capi del partito comunista russo. Egli era stato costretto dall'esilio perché ricercato dalla polizia segreta russa e sarebbe stato sicuramente deportato o giustiziato, se non fosse fuggito. Nel 17 venne contattato dalle autorità tedesche e gli venne offerto insieme a tutti i fuoriusciti, di poter rientrare in patria. Ciò era una manovra di sabotaggio da parte dei tedeschi, i quali volevano creare ancora più caos in Russia reintroducendo questi rivoluzionari in patria. I Tedeschi gli offrirono protezione attraverso tutta la Germania e documenti falsi per passare il confine. Questi rivoluzionari viaggiarono su un treno, organizzato solo per loro, in modo da ridurre tutti i contatti. Il viaggio era lungo e dovevano farli passare dalla Finlandia, la quale non era in guerra.
In Aprile Lenin mise piede in Russia e raggiunse il soviet di San Pietroburgo.

Lenin iniziò alla sua politica di destabilizzazione, ovvero trasformare la guerra in una rivoluzione. Presentò allora le tesi di Aprile e a poco a poco convinse il Soviet di Pietrogrado di non appoggiare il governo. A ruota seguirono tutti gli altri soviet.
Il programmo prevedeva:
• che tutti i soviet si dovessero dichiarare nemici del governo, promuovendo una rivoluzione socialista immediata;
• inoltre dovevano uscire dalla guerra firmando una pace con la Germania senza annessioni e riparazioni;
• una riforma agraria per la distribuzione di terra ai contadini;
• Dal punto di vista politico bisognava arrivare a una forma di democrazia diretta, esercitati dai vari soviet nelle varie zone;
Gli obbiettivi erano estremamente ambiziosi e difficili da raggiungere, tuttavia i bolscevichi smisero di appoggiare il governo provvisorio.

Estate 1917
Salito al potere Kerenskij, tentò di consolidare le nuove istituzione democratiche e di risolvere la questione della guerra, ma i suoi tentativi si rivelarono inefficaci e dovette affrontare e reprimere una serie di disordini sociali che resero la situazione di doppio potere insostenibile: tutti desideravano la morte naturale dei soviet, tuttavia cominciarono a nascerne dei nuovi. Inoltre ci furono scioperi a carattere insurrezionale appoggiati dai bolscevichi. Il disordine non fu più tollerato dalla repubblica che a questo punto emanò un bando con il quale dichiarava fuorilegge tutti i partecipanti ai soviet. Il soviet di Piertrogrado fu sbaraccato e lo stesso Lenin diventò un latitante.

Settembre 1917
Nel Settembre ci fu un altro colpo di scena da parte del generale Kornilov, ex generale zarista che aveva perso fiducia nel sovrano, il quale, a capo delle armate bianche, tentò un colpo di stato per far cadere la repubblica e instaurare una dittatura di tipi militare. Credevano che per uscire da questo disordine generale ci voleva un potere forte. Tentarono così un colpo di stato.
Kerenskij che era allora il capo del consiglio prese una decisione molto importante, accorgendosi che difronte a questa situazione il governo non poteva fare molto, poiché tra due fuochi. Kerenskij si rivolse allora ai bolscevichi, stringendo un’alleanza e ritirando l'ordine di esilio.
Il colpo di stato venne boicottato perché il bolscevichi presero il controllo delle ferrovie, fondamentali per le armate bianche. La Repubblica fu salva per poco.
Per diverse settimane non successe nulla, mentre i bolscevichi tornarono in patria dato che il bando era stato revocato e i soviet poterono ristabilire il loro controllo. Fino a ottobre non successe nulla mentre Lenin maturò l’idea di impadronirsi del potere e realizzare davvero la rivoluzione comunista.

Ottobre 1917 (rivoluzione bolscevica)
Tra il 24 e il 25 Ottobre, vene organizzato l'assalto al palazzo d'inverno a Pietrogrado con l’appoggio della marina russa, nella quale si erano organizzati soviet militari, tra l’indifferenza della popolazione. I pochi soldati messi a difesa del palazzo del governo cercarono di difendersi ma fallirono.
Il governo bolscevico fu instaurato e i vinti scelsero la via dell'esilio, mentre pochi vennero arrestati. Questa fu la fine della prima repubblica russa e della prima rivoluzione russa.

Novembre-Dicembre 1917
Novembre e Dicembre furono mesi decisivi per la rivoluzione che si doveva consolidare. Fu istituito il primo governo sovietico provvisorio, che si definì come il consiglio dei commissari dl popolo, formato da Lenin, Stalin, Kamenev e Zinoviev. Quello che era il soviet di Pietrogrado divenne di fatto il governo, mentre gli altri soviet si subordinarono al primo. Si iniziò così a dare una struttura verticistica al sistema dei soviet, avviando lo stato verso una dittatura di partito.
Le decisioni di questo governo furono i così detti Decreti di Governo che comprendevano:
• apertura delle trattative di pace con la Germania
• nazionalizzazione delle banche: significa che tutto ciò che le banche possedevano viene sequestrato dal governo; di fatto viene abolita la proprietà privata
• confisca di tutte le terre signorili e ridistribuzione senza riscatto; questa manovra non fece altro che rettificare la situazione: in questi mesi i contadini aveva già invaso le terre per appropriarsene
• abolizione della pena di morte
• viene istituita una polizia di controllo della popolazione, disciplinata e ideologicamente guidata
• indizione delle elezioni dei deputati dell'Assemblea Costituente

Le elezioni per l’Assemblea Costituente furono sfavorevoli ai bolscevichi, che ottennero un quarto dei voti, mentre il resto andò ai socialrivoluzionari, nei quali la popolazione riponeva più fiducia. Ai contadini andava bene qualsiasi cosa, basta che non gli veniva confiscata la terra.

A novembre del ‘17, subito dopo le elezioni, iniziò una guerra civile che durò fino al ’20, contro i Bolscevichi, i quali rimasero soli. Inizio un'offensiva da parte degli ex generali zaristi, Kornilov e Denikin, i quali erano al comando di soldati ben addestrati, disciplinati, e con una salda ideologia. Queste erano le armate bianche, chiamate così per la giubba bianca indossata dagli ufficiali. Kornilov e Denikin avevano dalla loro anche intere regioni, quali del Don e del Kubak, dove erano stanziati, perciò erano molto forti.
Dall’altra parte i Bolscevichi avevano tutte le convinzioni di costituire un governo, ma non avevano ne peso militare, ne maggioranza dei voti.
Nel Dicembre avviene l’armistizio con la Germania, la quale è in una posizione favorevole per le difficoltà interne della Russia. I tedeschi avanzarono le loro richieste di pace, che sarebbero state molto pesanti per la Russia, la quale iniziò a prendere tempo, poiché avevano capito che erano in una situazione sfavorevole. Mentre prende tempo la Germania avanza.

Gennaio 1918
(Rivoluzionari: bolscevichi, socialrivoluzionari, anarchici; Antirivoluzionari: armate straniere, armate bianche, cadetti)
Nel gennaio 1918 ci fu il colpo di stato bolscevico, in seguito alla perdita di maggioranza, con il quale venne sciolta l’Assemblea Costituente. Il colpo di stato venne curiosamente organizzato: in un primo momento non sembrò un colpo di stato, ma soltanto un atto di maleducazione. L'assemblea socialrivoluzionaria era ancora al lavoro nel tardo pomeriggio quando un bolscevico li invita a uscire perché la guardia del palazzo era stanca. Al ritorno l'assemblea trovarono il palazzo occupato dai bolscevichi. I bolscevichi si sostituirono di fatto all'assemblea socialrivoluzionaria.

Febbraio/Marzo 1918
Le trattative dei Russi non piacevano a Tedeschi, quindi questi continuarono nella loro avanzata. Sebbene la maggioranza dei bolscevichi volevano riprendere la guerra, Lenin voleva una pace e riuscì a convincere l’assemblea a votare per la pace.
Nel Marzo 1918 venne firmata una pace brigantesca a Brest-Litovsk che imponeva grandi limitazioni alla Russia. L'intera Ucraina andava sotto il controllo tedesco e fu imposta una grande indennità di guerra. Successivamente la pace di Brest-Litovsk cadde con i trattati di Versailles e quindi la Russia poté rimpadronirsi dell'Ucraina.

Maggio 1918
Nei primi mesi si aggravò anche la guerra civile, che provocò un periodo di grande carestia con la conseguenza di molte morti. La Russia fece fatica a riprendere le attività agricole, anche perché le forze erano tutte occupate nella produzione di armamenti.
Le armate bianche controrivoluzionari erano oltretutto aiutate dalle truppe straniere, quali Giapponesi, Americani, Francesi e Inglesi. Le truppe straniere entrarono dalla Siberia, dove c'erano diversi depositi di armi.
Seguirono anche molte sollevazioni popolari, causate dalle imposizioni di guerra e dalle condizioni in cui la popolazione era costretta a vivere. Ci furono intere regioni che si staccano dal regime bolscevico, appoggiate dall’Intesa, come nel caso della Siberia e delle regioni del Volga. La situazione è molto complicata, le diverse zone della Russia sono controllate in modo diverso: dittatura militare, repubbliche socialiste, soviet, bolscevichi.

Luglio 1918
Nel Luglio del 18 venne sterminata la famiglia dello Zar.
Nel momento della caduta dello Zar, nel ‘17, egli si era ritirato in una delle sue residenze insieme alla famiglia. Quando scoppiò la rivoluzione bolscevica, i bolscevichi si sostituirono alle guardie zariste e sistemarono la famiglia nella casa di un mercante presso Ekaterinburg, nella zona della Siberia del Sud, un zona molto isolata.
Eliminando la famiglia dello Zar si eliminava il simbolo dell'anti-rivoluzione, tuttavia nessuno pensava di rimettere lo Zar sul trono.

Economia durante le Rivoluzione Russa
Durante il 1918 si affermò il socialismo o comunismo di guerra. (durante questo periodo si rafforza l'Armata Rossa con Trotskij, l'armata bolscevica. Trotskij impose una disciplina durissima, combattere per l'armata rossa era molto pesante. Fu un'arma formidabile.)
Lo scopo di questo comunismo di guerra era il controllo dell'economia in modo da distribuire in modo migliore i beni di prima necessità alle città e all'esercito. Lo scopo era anche quello di imporre una concezione comunista, che prevedeva l’abolizione della proprietà privata.
Il comunismo di guerra aveva come metodo operandi la nazionalizzazione delle industrie, delle banche e la requisizione forzate di grano nelle campagne.
Ci furono inevitabilmente grandi frizioni con i contadini, poiché i frutti della terra non appartenevano più ai contadini, ma allo stato. I contadini di fronte a queste forze iniziarono a coltivare solo ciò che era necessario per il loro fabbisogno, boicottando il programma bolscevico.
Questo aggravò ancora di più la carestia, che causò milioni di morti.
Come conseguenza e strumento di riparazione, nel 1921 venne introdotta la NEP, “Nuova politica economica”, una sorta di liberalizzazione dell’economia.
Nel momento in cui le armate bianche invadevano una regione imponevano condizioni molto dure, reintroducendo la proprietà privata e facendo in modo che i contadini perdessero la terra.
I contadini allora si ritrovarono tra due fuochi, da una parte gli veniva confiscato il raccolto, dall'altra la terra. Alla lunga i contadini preferirono il bene minore, e scelsero la collaborazione con i bolscevichi.

La NEP era mirata a far aumentare la produttività dei campi, perché senza grano anche il governo bolscevico sarebbe imploso, a causa delle insurrezioni e più importante, riacquistare la fiducia dei contadini da parte del partito. La NEP prevedeva:
• la possibilità di vendere le il surplus di produzione da parte dei contadini a prezzi di mercato, tuttavia le campagne erano tenute a produrre per lo stato
• contenimento dell’inflazione
• reintroduzione del cottimo (proprio del capitalismo)
• possibilità di affittare le terre e di assumere lavoratori salariati (anche questo compresso borghese)
I risultato principale dell’introduzione della NEP fu la nascita di un ceto di contadini più agiati.
Tuttavia questa nuova normativa economica aveva incontrato un’opposizione iniziale. All'interno del governo bolscevico c'erano delle frizioni, ma Lenin, grazie alla sue abilità, riuscì a far valere il suo orientamento.
La NEP era ostacolata perché veniva considerata dai nemici di Lenin come un compromesso borghese, con la quale si ritornava in qualche modo alla proprietà privata.
Provvedimento erano diretti anche alle imprese, alle quali fu concesso di accumulare profitti d'impresa mettendo sul mercato il surplus.
Tuttavia ci furono degli oppositori all'interno del partito: Trotskij, Kamenev, Zinov'ev, perché consideravano i compromessi come un appannaggio del capitalismo. Lenin riuscì comunque a minimizzare questa opposizione.

Politica interna
Nel 1918 ci fu la prima costituzione sovietica e l’istituzione di un esercito regolare bolscevico.
L'organizzatore di questo esercito fu affidato a Trotskij, altro esponente di spicco del partito comunista, che formò l'esercito con durezza disciplinare. Inoltre chi entrava in questo esercito era volontario, e quindi era fortemente convinto ideologicamente. Solo i volontari poteva ben sopportare questa disciplina. L'Armata Rossa fu uno strumento potente nelle mani di Lenin e Trotskij.
I bolscevichi si avviarono verso il monopartitismo. Nel 1918 esclusero dai Soviet: anarchici, socialrivoluzionari, menscevichi. Nel 1821 ci fu il bando che dichiarava le opposizioni nemici del pese. I partiti bolscevichi si imposero in tutte le repubbliche, anche con metodi violenti e iniziarono a governare da soli.
Inoltre vennero combattute con il punto 7 tutti quei nazionalismi che desideravano l’indipendenza dalla Russia. Un esempio di questo atteggiamento nei confronti delle nazionalità russe è l’Affare Georgiano. Nelle Georgia i bolscevichi votarono l’autonomia, ma ben presto subirono la dura repressione di Stalin.

Punto 7, ovvero la lotta contro il Frazionismo
Il Frazionismo è una definizione di Lenin del partito bolscevico per indicare la lotta contro tutte quelle parti che erano avverse al bolscevismo. Di fatto è un punto di repressione degli avversari, sia interni che esterni. Nella parte interna c'erano i socialisti, menscevichi. Nel 1918 per accentrare il potere dai soviet si impone questo ordine di lotta contro le frazioni. La dittatura del partito comunista si istaura già nel 1918. Questa complica poi la guerra civile, che era già iniziata nel Novembre 1917.

Un altro problema interno fu la ribellione dei marinai nella cittadina di Kronstadt, il quartiere generale della marina russa (bolscevica). I marinai sebbene comunisti/bolscevichi (infatti erano stati tra i primi a ribellarsi allo zar) si ribellarono perché il partito andava verso la dittatura di partito: essi non volevano abbattere il comunismo ma rendere più democratico il governo. La ribellione fu repressa violentemente.

Tutti i problemi legati a moti antirivoluzionari: attentati, guerre civili, invasioni straniere; fallirono perché là dove le truppe antirivoluzionarie o straniere istituirono dittature militari, queste non trovarono l’appoggio della popolazione.

Il risultato di questi atteggiamenti scaturì nel 1922 con la proclamazione dell'URSS, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Nel 1922 Lenin era già stato estromesso dalla politica e si ammalò, tant'è che nel 24 muore. Egli era considerato come un caposaldo della rivoluzione e nel momento della morte gli furono tributati solenni funerali. Il corpo fu imbalsamato ed è ancora esposto al Cremlino.
Gli onori tributati a Lenin portarono a un atteggiamento politico inquietante, incentrato sul culto della personalità. Stalin contribuì alle manifestazioni pubbliche.

(Durante questa epoca è nata una corrente politica, filosofica, culturale, che ha coniato tutti dei suoi termini ed espressioni. La cultura marxista è molto ampia: tutte le discipline funzionali al funzionamento di uno stato, economia, (filosofia, politica, sociologia) si sono adattate al marxismo.
Anche in arte, psicologia, estetica, si può parlare di stampo marxista.)

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email