Le rivoluzioni europee del 1848 – 49


Tutta l'Europa all'alba del 1848 era scossa da un'ondata di fermento liberale patriottico, tutto questo venne causato dalla profonda crisi agricola che ci fu nei paesi più industrializzati e successivamente una crisi finanziaria, che suscitò un profondo disagio sociale tra i ceti operai e tra la piccola e media borghesia.
La Francia fu particolarmente colpita dalla crisi, e la posizione di Filippo di Orléans, molto precaria dovuta alla sua politica fortemente autoritaria ed ostinata, condusse allo scoppio della rivoluzione di febbraio a cui seguì la Seconda Repubblica, con un governo democratico e socialista.
Il moto dilaga in tutta Europa: Ungheria, Praga, Vienna, Berlino ecc. Anche a Milano nonostante la mancanza di armi e munizioni si combatte ininterrottamente (le 5 giornate di Milano).
Anche a Venezia i patrioti instaurano un governo provvisorio presieduto dal Manin.

Si comincia così ad avverare il sogno dei democratici che volevano arrivare alla guerra con l'Austria.
Dopo le rivolte popolari di Milano e Venezia, Carlo Alberto si decise ad intervenire contro l'Austria, a cui aderirono anche gli altri sovrani della penisola, quindi il 23 marzo dichiara guerra all'Austria facendosi portavoce della “causa italiana”agli occhi delle popolazioni lombardo-venete e comunicando alle potenze che il suo intervento sarebbe servito ad impedire l'instaurarsi in Lombardia di una repubblica democratica, che avrebbe nociuto l'assetto politico-sociale della penisola. La guerra fallì immediatamente per la defezione di Pio IX. Ma la coscienza Nazionale si era oramai ridestata.

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