Un punto essenziale sta nell'interazione tra l'ideale della famiglia affettiva e la rivoluzione sessuale che si sviluppa in Occidente dagli anni Settanta del XX secolo in avanti. La rivoluzione sessuale è un mutamento radicale e molto rapido delle pratiche sessuali. Fino agli anni Sessanta e Settanta i giovani e le giovani arrivavano al matrimonio avendo alle spalle modeste e fuggevoli esperienze sessuali; in genere gli uomini avevano fatto più esperimenti, non di rado ricorrendo al sesso a pagamento quanto alle ragazze era molto improbabile che avessero vissuto un rapporto sessuale completo. Dagli anni Sessanta e Settanta in avanti il modello cambia completamente. La sessualità prematrimoniale diventa la norma. L'età media al primo rapporto si abbassa considerevolmente e le sperimentazioni sessuali avvengono in una fase relativamente lunga che precede il matrimonio, e non è più come era prima, parte della prima fase del matrimonio. Quali sono gli elementi che determinano questo netto cambiamento?

In primo luogo l'evoluzione delle tecniche anticoncezionali. Non solo vengono perfezionate e rese più sicure tecniche già esistenti in precedenza (dal profilattico alla spirale), ma a partire dagli anni Sessanta viene commercializzata su larga scala la pillola anticoncezionale. In questo modo il nesso tra sessualità e riproduzione che aveva condizionato per secoli i rapporti sessuali e in particolare la sessualità femminile viene definitivamente spezzato. Molto più di prima il sesso comincia a essere concepito come una pratica largamente sganciata dalla finalità riproduttiva. Inoltre con la pillola anticoncezionale le donne diventano dei protagonisti assoluti del controllo sulla loro propria sessualità: e ciò le libera dall'incubo della gravidanza non desiderata consentendo loro di vivere senza angosce una sessualità cosciente e serena. All'inizio degli anni Ottanta la minaccia di una malattia diffusa su scala planetaria e trasmessa per contatto sessuale ovvero l'AIDS, sembra condizionare direttamente gli effetti della rivoluzione sessuale. In realtà suggerisce un uso ancora più curato di prima delle tecniche anticoncezionali protettive (e in particolare del profilattico), senza che le pratiche relazionali che si erano diffuse nel decennio precedente ne escano significativamente modificate. La seconda importante trasformazione è di tipo culturale ed è incoraggiata dai nuovi movimenti giovanili che si diffondono negli anni Sessanta e Settanta. Tanto il movimento studentesco quanto quello femminista, tanto la cultura hippy quanto quella veicolato dal rock hanno come obiettivo polemico il proibizionismo tradizionalista delle famiglie autoritarie; e uno dei principali punti di attacco è appunto la possibilità di vivere in modo libero e consapevole la propria sessualità, senza costringerla per forza subito entro le strutture del matrimonio monogamico.

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