LA RIVOLUZIONE RUSSA

TRA ARRETRATEZZA E MODERNIZZAZIONE, GLI OBBIETTIVI DELLA LOTTA POLITICA, 1905, STOLYPIN

Il malcontento nasceva dalla profonda arretratezza della Russia, che tentava in ogni modo di modernizzarsi, a cominciare dal 1861, con l’abolizione della servitù della gleba (Il servo della gleba era colui che apparteneva alla terra, veniva venduto insieme alla terra, con l’abolizione della servitù della gleba vennero così affrancati milioni di contadini). Questo portò a un incremento delle esportazioni di cereali ma comunque il problema della terra persisteva, i contadini vivevano in condizioni miserabili, in case di legno con piccoli appezzamenti di terreno, mentre i grandi proprietari terrieri e i contadini agiati, i laki, avevano circa il 40% del terreno. Anche quei pochi operai che stavano per nascere erano scontenti, poiché mancava una mentalità imprenditoriale, e le industrie erano poche, Vitte vuole che la Russia diventi la serra del capitalismo (luogo protetto in cui ci fosse un processo accelerato per produrre tutto ciò che finora non si era ancora prodotto, proponendo salari bassi per incrementare la capitalizzazione. Si crearono partiti di opposizione al carattere autocratico dello zar:

• Partito costituzionale - democratico, liberale, che vuole una soluzione graduale alla Russia bigotta, vuole una formazione del parlamento elettivo.
• Partito social rivoluzionario, vuole la distribuzione delle terre ai contadini, conferendo loro diritti.
• Partito operaio socialdemocratico russo (POSDR), vuole lo sviluppo del capitalismo industriale, dunque la classe operaia con bassi salari si sostituisce alla borghesia senza l’appoggio dei contadini che sono più conservatori. Questo partito si divide in: Bolscevichi, rivoluzionari, con Lenin, che vogliono la rivoluzione socialista, e i Menscevichi, più moderati, che credono nell’organizzazione di massa, e puntano su una rivoluzione antizarista, democratico - borghese.
Una prima grande rivoluzione fu nel 1905, dove nella guerra contro il Giappone la marina zarista perdeva, dunque a San Pietroburgo uno sciopero operaio chiedeva un miglioramento delle condizioni dei lavoratori e un’assemblea costituente. Fu repressa nella “domenica di sangue”, quest’azione fece unire tutti i partiti d’opposizione per chiedere uno stato democratico, così lo zar concede l’istituzione di un parlamento, la duma, ma temendo poi che le richieste del popolo divenissero pretese, limita i poteri della duma. Si instaurò il soviet dei lavoratori, anche se ebbe breve vita. Il primo ministro Stolypin attuò una riforma agraria, le terre che appartenevano ai mir, comunità di villaggio in cui il contadino veniva retribuito per il lavoro svolto, vennero divise in piccoli appezzamenti per favorire la nascita di una proprietà contadina, ma l’effetto fu quello di peggiorare la situazione, i contadini non avevano mezzi per migliorare le terre assegnate così dovettero rivendere ai grandi proprietari terrieri le loro terre a un prezzo più basso di quanto avessero pagato per acquistarle, favorendo così l’arricchimento della borghesia agraria, i kulaki. I contadini così cercavano lavoro nelle industrie, ma non ne erano così tante da occuparli tutti, per questo si verificò disoccupazione e malcontento.

LA CADUTA DEGLI ZAR, RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA, RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO, TESI DI APRILE
Nei primi tre anni di guerra vi fu un enorme perdita di uomini, non c’erano strategie nelle battaglie, mancavano i beni di prima necessità per la popolazione, vivevano in condizioni misere, perciò andavano incontro a scioperi, il governo sciolse tutti i poteri della duma. A Pietrogrado vi fu la rivoluzione che portò all’abdicazione dello zar Nicola II. Furono creati: un governo provvisorio e il soviet di Pietrogrado. Il governo provvisorio voleva proseguire la guerra e formare un’ Assemblea costituente, per eleggere con suffragio universale. Diversamente il soviet voleva la pace immediata, e una ridistribuzione delle terre. Nella prima conferenza dei soviet fu approvata la proposta di Stalin di appoggiare il governo provvisorio così da soddisfare operai e contadini. Lenin vuole invece una rivoluzione socialista, essendo bolscevica, così egli lesse per la prima volta le “Tesi di aprile”. Il nucleo centrale del suo pensiero era contenuto nella seconda tesi, in cui afferma che è il momento di passare dal potere della borghesia al proletariato. Inoltre voleva eliminare il dualismo di potere fra il governo provvisorio e i soviet.

Dopo l’insuccesso di Galizia vi fu un'insurrezione di soldati e marinai che costrinse i bolscevichi all’esilio. Ogni tentativo di repressione falliva, e intanto saliva sempre più l’inflazione, nell’elezione, per il soviet di Mosca, i bolscevichi conquistano la maggioranza. Venne scelta la soluzione rivoluzionaria, rovesciare Kerenskij impadronendosi del potere, fu eletto per la prima volta un ufficio politico, avente scelte politiche e operative di cui facevano parte la maggior parte dei soviet, l’unico punto di riferimento politico. I rivoluzionari si impadronirono dei punti strategici per il controllo della città che fu in poche ore nelle loro mani. Sciolto il governo provvisorio venne instaurato il Consiglio dei commissari del popolo. I rivoluzionari volevano la pace, nazionalizzare le terre per distribuirle ai contadini, riconoscere uguali diritti a tutti i popoli della Russia. Quando si votò per l’assemblea costituente i bolscevichi si trovarono in minoranza , così sciolgono l’assemblea riconoscendo sovranità solo ai soviet.

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