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La Rivoluzione Russa

L’impero russo continuò ad espandersi territorialmente per tutto il corso dell’800. La Russia era governata da una monarchia assoluta che difendeva rigidamente il proprio potere.
Nelle campegne sopravviveva la servitù della gleba che anche quando questa fu eliminata i contadini non si sottrassero ad una vita al limite della sopravvivenza.
La legge concorse a peggiorare le condizioni di vita dei contadini più poveri, infatti essi non sempre riuscivano a pagare il riscatto per la terra ottenuta.
Nell’800 l’economia russa si fondava soprattutto sull’esportazione di prodotti agricoli e di materie prime. L’industria invece era molto arretrata. Occorreva perciò sviluppare l’industria nazionale sfruttando le grandi risorse presenti nel paese e a partire dal 1870, la Russia conobbe un grande sviluppo industriale. Tale svolta favorì la nascita di un’opposizione di ispirazione marxista al regime zarista.
Nel 1898 nacque il Partito Operaio Socialdemocratico Russo, diviso in due blocchi: menscevico e bolscevico.
A capo di quest'ultimo c'era Lenin.
Il primo grande episodio rivoluzionario nella Russia zarista si ebbe nel 1905 con un imponente sciopero operaio, represso nel sangue dall'esercito imperiale. Nello stesso periodo a Pietrogrado nasceva il primo soviet (consiglio) dei lavoratori.
Le condizioni della popolazione si fecero via via più drammatiche e nel febbraio del 1917 scoppiò la Rivoluzione di febbraio. Il regime zarista cadde e al suo posto nacquero due distinti organi di potere: il governo provvisorio diretto dai liberali-moderati e il soviet di Pietrogrado di cui facevano parte bolscevichi, menscevichi, socialisti e socialrivoluzionari.
Operai e contadini da una parte e borghesi dall’altra si organizzarono separatamente per ristabilire l’ordine e governare il Paese.
Il 4 aprile del 1917 il bolscevico Stalin rientrò a Pietrogrado da un esilio in Svizzera. Durante una riunione di partito lesse quelle che passarono alla storia come le Tesi di Aprile, nelle quali rifiutava qualunque ipotesi di continuare la guerra (Prima guerra mondiale) e sosteneva l'esigenza di superare il dualismo politico allora esistente per concentrare il poptere in mano ai soviet dei lavoratori.
I bolscevichi decisero, così, di passare all'insurrezione: occuparono il Palazzo d'Inverno, sede del governo provvisorio, che fu di fatto sciolto, e presidiarono tutti i punti strategici della cità.
La Rivoluzione d'Ottobre (così chiamata secondeo il calendario ortodosso) diede vita al nuovo governo rivoluzionario presieduto da Lenin (Stalin era commissario alle nazionalità).
Nel 1918 scoppiò una guerra civile tra l'Armata bianca (composta da russi fedeli allo zar e da eserciti europei preoccupati della nuova situazione politica russa) e l'Armata Rossa.
Dal momento che la Russia era ancora impegnata nel conflitto europeo, Lenin decise di concentrare le risorse militari russe nella soluzione dei conflitti interni ritirandosi dalklo scenario internazionale.
Con la firma della pace di Brest-Litovsk la Russia era fuori dalla prima gurra mondiale.
La sanguinosa guerra civile continuò fino al 1921.
Sconfitte le forze antirivoluzionarie il governo comunista si concentrò sulla ripresa economica. Nel marzo del 1921 nacque la NEP (Nuova Politica Economica) che diede spazio all’iniziativa privata di contadini e industriali.
Nell’estate del 1922 Lenin fu colpito dal primo attacco della malattia cerebrale che lo portò alla morte nel gennaio 1924. La sua morte scatenò la lotta di successione tra Stalin e Trochij.
Lo scontro tra le due posizioni si risolse nel 1925 a favore di Stalin. Egli impose enormi sacrifici alla Russia per trasformarla in una grande potenza industriale, impose con forza il controllo dello Stato sulle campagne, ed infine eliminò ogni opposizione interna allo Stato e al partito attraverso terribili epurazioni, eliminando di fatto tutti coloro che si opponevano al suo potere.

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