Rivoluzione Russa: Rivoluzione d’Ottobre


Nella notte tra il 24 e 25 ottobre si decide l’insurrezione armata. Le truppe rivoluzionarie occupani i punti chiave della capitale. Si costituisce il governo rivoluzionario con Lenin presidente, Trotskij commissario degli Esteri, Stalin commissario per le nazionalità.
I primi decreti emanati:
- stipulazione della pace di Brest-Litovsk. (1918) con cui la Russia esce dalla guerra (pesanti indennità)
- soppressione delle grandi proprietà.
- controllo delle fabbriche da parte di operai e impiegati.
- uguaglianza di tutti i popoli della Russia e il loro diritto all’autodeterminazione – Struttura federale dello Stato (l’U.R.S.S. = Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche sarà proclamata il 1922).
All’interno del paese si determina una gravissima situazione interna: le “armate bianche” della controrivoluzione, appoggiate dall’Occidente, si scontrano in una furibonda guerra civile con l’Armata rossa sovietica.

Di fronte alla gravissima crisi economica, si adottano provvedimenti economici eccezionali:

1917-21: È la fase del “comunismo di guerra”: requisizioni di prodotti agricoli, monopolio statale del commercio del grano, nazionalizzazione delle industrie belliche…, misure dovute non tanto ad un progetto di statalizzazione dell’economia, quanto alla necessità.

1921-28: È la fase della NEP (Nuova Politica economica) che cerca di conciliare la gestione collettiva e statale con il libero commercio e forme di proprietà privata delle aziende. È una politica che cerca di non esasperare la classe dei Kulaki (contadini benestanti, giunti da poco alla proprietà individuale della terra).

Nel 1924 muore Lenin e gli succede Stalin, che prevale anche su Troskij.

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