maryP di maryP
Ominide 50 punti

Rivoluzione Russa

Impero Zarista
La Russia zarista tra arretratezza e modernizzazione
Nel 1917 crollò l’impero degli zar a causa:
* uno sciopero degli operai
* un’insurrezione dei soldati
Il sovrano Nicola II abdicò, e il potere fu preso da un governo capeggiato da Kerenskij, vicino come idee ai socialisti rivoluzionari. Le cause di questo crollo stanno nella sua modernizzazione, iniziata nel 1861 con l’abolizione della servitù della gleba e l’affrancamento di moltissimi contadini. Questo svecchiò il sistema produttivo agricolo.
Il problema della terra era sempre presente:
* c’erano profonde disuguaglianze sociali: le condizioni dei contadini erano miserabili e i grandi proprietari terrieri avevano molti privilegi. Avevano una gran parte del terreno, il resto era diviso in piccoli appezzamenti per i contadini che vivevano in piccoli villaggi

La classe operaia era ancora poco numerosa, infatti, nonostante la veloce modernizzazione, non c’era una mentalità imprenditoriale. Le poche industrie erano sorte o grazie agli stranieri o grazie allo stato. Le condizioni di vita dei contadini erano disumane quanto quelle degli operai.
I partiti di opposizione e gli obbiettivi della lotta politica
Per quanto riguarda la politica la Russia era un paese autocratico:
- lo zar riteneva che il suo potere discendesse da Dio e non dal popolo
- non esisteva un parlamento
- l’attività politica era molto controllata dalla polizia
Però si crearono comunque dei partiti di opposizione:
- il partito costituzionale – democratico (chiamato anche per le iniziali partito dei cadetti), era composto dalle forze borghesi liberali
- il partito socialrivoluzionario, ispirato al populismo russo, che voleva la ridistribuzione della terra
- il partito operaio socialdemocratico, di orientamento marxista, che voleva uno sviluppo del capitalismo industriale per creare una rivoluzione. Quindi per questo partito si doveva formare una classe operaia forse e combattiva. Però c’erano due parti in questo partito:
* i menscevichi, più moderati
* i bolscevichi, più rivoluzionari, guidati da Lenin
tra queste due parti ci fu un dissidio su:
* la concezione del partito
* per i bolscevichi doveva essere molto centralizzato
* per i menscevichi doveva essere più un’organizzazione di massa

La valutazione della possibilità di riuscita della rivoluzione in Russia per i bolscevichi era possibile. Lenin voleva che fosse il proletariato, non la borghesia, a guidare la rivoluzione. per i menscevichi era molto remota. Volevano una rivoluzione anti-zarista si impronta democratico-borghese.

La rivoluzione del 1905
La Russia fece una guerra contro il Giappone, nella quale la marina russa era ripetutamente sconfitta da quella giapponese. Il popolo fece molte manifestazioni contro il governo, che furono represse nel sangue. Nel 1905 a San Pietroburgo ci fu un grande sciopero degli operai con una grande manifestazione pacifica nella quale si chiedeva:
* miglioramento delle condizioni di lavoro
* convocazione di un’assemblea costituente
La manifestazione fu repressa dagli spari dei soldati sulla folla. Ci furono molte vittime. Perciò quel giorno fu chiamato “domenica di sangue”. Le conseguenze furono:
* il popolo cominciò a non vedere più di buon occhio il potere degli zar
* le forze dell’opposizione si coalizzarono
A San Pietroburgo nacque il soviet dei lavoratori, mentre nelle campagne i contadini occuparono le terre dei nobili. Lo zar fo costretto a concedere la creazione di un parlamento, la Duma, che:
* aveva il potere legislativo
* era eletto da tutte le classi sociali
Era quello che volevano i liberali, che si allontanarono dalle altre forze dell’opposizione, che volevano riforme più sostanziali. Allora lo zar tornò all’attacco prima limitando i poteri della Duma poi sciogliendola. Dopo la Duma fu ricostruita ma a suffragio più ristretto. I liberali furono costretti all’esilio. La rivoluzione però aveva messo in luce la debolezza della borghesia (come pensavano i bolscevichi) che non si era assunta la responsabilità del governo ma era scesa a patti con le vecchie classi aristocratiche. Il soviet dei lavorato fu molto breve, perchè il governo arrestò i suoi massimi esponenti, però servì per dimostrare che gli operai poteva essere molto importante nella rivoluzione, se si fosse alleata non con i liberali ma con la massa dei contadini poveri.

Le riforme di Stolypin e i rapporti sociale nelle campagne
Il novo governo aveva capito che la repressione non poteva essere usata ancora a lungo se non fossero state attuante anche delle riforme sul tema della terra. Così il primo ministro Stolypin fece delle leggi per creare un ceto medio agrario, perché fino ad allora le terre appartenevano o ai grandi proprietari o ai mir, le comunità di villaggio. Le terre dei mir erano lavorate dai contadini di queste comunità: le leggi di Stolypin prevedevano che i capofamiglia potessero appropriarsi delle terre dei mir che finora avevano solo lavorato. Però queste leggi ebbero conseguenze negative che:
* fecero peggiorare le condizioni dei contadini
* favorirono i grandi proprietari terrieri
Perché i contadini non avevano i mezzi economici per far fruttare la terra, quindi furono costretti a cederla, non più ai mir ma ai grandi proprietari terrieri. I kulaki (contadini agiati) beneficiarono di questa riforma, perché avevano i mezzi per far fruttare la terra. Quindi avvenne la stessa cosa che era successa in Inghilterra: i contadini divennero o braccianti o si riversarono nelle città per cercare lavoro. Però le poche industrie non potevano dare lavoro a tutti, perciò:
* crebbe la disoccupazione
* crebbero i conflitti sociali, aumentati dallo scoppio della guerra con il Giappone

Caduta degli Zar
Le ripercussioni della Grande guerra
Per una guerra serve il consenso di molta popolazione, ma alla Grande guerra erano ostili:

- le nazionalità minori, che dovevano subire le operazioni militari sulle loro terre
- le formazioni socialiste
- i soldati, che erano poco convinti, e la maggior parte erano contadini
La guerra alla Russia causò molte perdite sia di uomini che di mezzi, a causa:
- generali incapaci
- insufficiente organizzazione logistica, infatti non si riuscivano a mantenere i contatti con le retrovie, anche a causa di insufficienti mezzi di trasporto
Peggioravano le condizioni del popolo a causa:
- aumento dei prezzi dei beni di prima necessità
- diminuzione delle possibilità di acquisto dei salariati
Ci furono molti scioperi. Lo stato doveva gestire meglio la produzione, ma non ci riuscì. La Duma fu sciolta per non essersi alleata con la corte, e crebbe l’avversione del popolo per lo zar e il governo.
La rivoluzione di febbraio: l’abdicazione dello zar
L’8 marzo 1917 ci fu una rivolta di operai e soldati a Pietrogrado (ex San Pietroburgo), e i soldati si rifiutarono di sparare sugli insorti. Lo zar Nicola dovette abdicare. Questa rivolta si trasformò in una rivoluzione politica, e fu chiamata la “rivoluzione di febbraio”, secondo il calendario ortodosso. Si crearono 2 organismi di potere:
- il governo provvisorio, controllato dai liberali moderati e che comprendeva il socialrivoluzionario Kerenskij. Il suo programma era:
o la prosecuzione della guerra presentandosi all’Intesa come il legittimo detentore del potere dopo la caduta degli zar
o la formazione di un’Assemblea costituente da convocare entro la fine dell’anno con elezioni a suffragio universale
- il soviet di Pietrogrado, ossia il consiglio dei rappresentanti degli operai e dei soldati. Comprendeva:
o tutti i socialisti (delle diverse correnti)
o i socialrivoluzionari
o i menscevichi
o i bolscevichi
Voleva:
- la pace immediata
- la distribuzione delle terre
Il soviet si andava rafforzando mentre il governo era in difficoltà a causa di contrasti interni.
Il rientro di Lenin dall’esilio e le “Tesi di Aprile”
Anche all’interno del soviet c’erano contrasti. Lenin e i bolscevichi erano in esilio, quindi il controllo era dei menscevichi, che formavamo l’opposizione al governo.
- i menscevichi erano convinti che la rivoluzione di febbraio fosse il massimo raggiungibile
- i bolscevichi volevano un completo capovolgimento delle cose, e pensavano che questo fosse l’unico modo per ottenere uno stato democratico. Erano divisi in:
o una minoranza di sinistra, che voleva creare subito un governo rivoluzionario provvisorio
o una maggioranza moderata, che si impose.
Nella loro prima conferenza i soviet approvarono la proposta di Stalin di appoggiare il governo se esso faceva cose a favore di operai e contadini. Questo metteva d’accordo i menscevichi e la maggioranza moderata, perciò significò l’emarginazione della minoranza di sinistra. Intanto Lenin aveva raggiunto la capitale e si trovò d’accordo con la minoranza di sinistra, e lesse le “Tesi di aprile”, un breve scritto chiamato in realtà “i compiti del proletariato nella rivoluzione attuale”. La seconda tesi conteneva il nucleo del pensiero di Lenin: secondo lui
- il governo provvisorio doveva cadere
- la guerra doveva finire
- non voleva una repubblica incentrata sul parlamento ma sui soviet
Questo riuscì ad ottenerlo con l’approvazione che gli diedero i delegati di tutte le regioni e le nazionalità russe ad una mozione nella quale in governo provvisorio veniva condannato, e ci fu il passaggio di “tutti i poteri ai soviet”.

Rivoluzione di Ottobre
La crisi di luglio: disgregazione dell’esercito e delegittimazione del governo
Il governo provvisorio aveva fatto un’offensiva militare in Galizia, che fu un disastro. Allora:
- l’esercito si disgregò
- i contadini intensificarono gli attacchi alle proprietà dei signori, perché erano convinti che il governo non avrebbe mai risolto la questione della terra
- il governo perse la credibilità
I bolscevichi furono costretti di nuovo alla clandestinità a causa di un’insurrezione dei soldati e dei marinai repressa dal governo. Kornilov, comandante supremo dell’esercito, tentò, senza successo, di imporre una dittatura militare e di eliminare i soviet. Intanto l’inflazione salì molto, e alcuni soldati si rifiutarono di partire per la guerra. Ci furono molte dimostrazioni, sia degli operai sia dei militari, che preoccupavano molto il governo perché rappresentavano il fatto che il governo non riusciva a mantenere il controllo. I bolscevichi riuscirono ad avere la maggioranza nella Duma, e volevano:
- il passaggio del potere ai soviet
- la pace immediata senza annessioni e senza indennità
- la terra ai contadini
- la liberazione delle nazionalità oppresse
La scelta rivoluzionaria e la presa del Palazzo d’inverno
I bolscevichi approvarono la soluzione rivoluzionaria:
- rovesciare il governo
- ottenere il potere
- prevenire l’Assemblea costituente
Fu eletto un ufficio politico, di cui facevano parte anche Lenin e Stalin, che avrebbe preso le scelte politiche ed operative più importanti. Ormai i soviet erano l’unico punto di riferimento politico. I bolscevichi decisero l’insurrezione e nominarono un comitato militare rivoluzionario. Alcune città furono in poco tempo nelle loro mani. Il governo provvisorio fu sciolto e i suoi membri furono arrestati (anche se Kerenskij, capo del governo, riuscì a fuggire). I rivoluzionari crearono il Consiglio dei commissari del popolo. Il nuovo governo rivoluzionario era:
- presieduto da Lenin
- Trockij era commissario agli esteri
- Stalin era commissario alle nazionalità
Le prime disposizioni furono:
- arrivare al più presto a una pace senza annessioni né indennità
- nazionalizzare la terra dividendola tra i contadini, in modo da sopprimere le grandi proprietà
- istituire il controllo degli operai e degli impiegati sulle fabbriche
- riconoscere che tutti i popoli della Russia erano uguali e avevano il diritto all’autodecisione
Nelle votazioni per l’Assemblea costituente i bolscevichi erano in minoranza, mentre la maggioranza era dei socialrivoluzionari, il partito che rappresentava di più gli interessi dei contadini. Alla prima riunione l’Assemblea rifiutò di riconoscere il governo in carica, e fu sciolta. Quindi il potere fu tutto dei soviet, e in particolare del partito bolscevico, che prese il nome di Partito comunista.
L’uscita dalla guerra: la pace di Brest-Litovsk
Gli alleati alla Russia nella Grande guerra appoggiarono, all’interno della Russia, chi si opponeva al nuovo governo. Quindi il governo si trovò di fronte a una scelta:
- continuare l’estenuante guerra contro la Germania
- impegnarsi nella guerra civile provocata dalle forze controrivoluzionarie
Infatti i gruppi fedeli allo zar e appoggiati dai governi europei, che temevano l’estendersi della rivoluzione, avevano creato l’Armata bianca, che combatteva per la restaurazione dello varismo. La pace di Brest-Litovsk con gli imperi centrali fu molto pesante per la Russia, che dovette:
- riconoscere l’indipendenza dell’Ucraina
- riconoscere l’occupazione tedesca della Bielorussia
- riconoscere la perdita della Polonia e dei paesi baltici
- rinunciare alla metà delle industrie

Registrati via email